Israele rilancia l'offensiva su Gerusalemme grazie a... un sigillo di 2700 anni fa: "Gerusalemme, 3 gen – Un sigillo di argilla di 2700 anni scoperto nei pressi del Muro del Pianto, a Gerusalemme, promette di infiammare nuovamente il dibattito sull’identità etno-religiosa della città, recentemente ravvivato dalla decisione di Donald Trump di spostare l’ambasciata americana nella “città santa”.
Il reperto, grande più o meno quanto un bottone, ha l’età del primo tempio di Gerusalemme, quello di re Salomone. Sul sigillo sono raffigurati due uomini che si fronteggiano e tendono le mani, con quella che sembra essere una luna posta tra le due mani tese. Sotto questa rappresentazione, un’iscrizione in ebraico antico recita “Leshar-Ir”, ovvero “Al governatore della città”. Solo l’Antico Testamento, finora, menzionava tale funzione. La scoperta, quindi, confermerebbe la versione biblica circa l’antico assetto amministrativo di Gerusalemme.
Secondo la responsabile degli scavi, Shlomit Weksler-Bdolah, “si tratta di una scoperta molto rara. La sua importanza risiede nel fatto che noi conosciamo l’espressione ‘governatore della città’ solo attraverso la Bibbia. È la prima volta che ne troviamo menzione in un contesto archeologico. Gli studiosi israeliani rilevano che nella Bibbia sono menzionati due governatori di Gerusalemme vissuti in epoche diverse: Yehoshua e Maaseiah. Il sigillo non riporta il nome del governatore citato. Entusiasta il commento del sindaco Nir Barkat: “Gerusalemme – ha rilevato – è una delle capitali più antiche al mondo, abitata in continuazione del popolo ebraico per 3000 anni. E’ un privilegio imbattersi così in una delle personalità e dei leader che l’hanno costruita e sviluppata”.
La scoperta, come è ovvio, ha evidenti ricadute politiche, soprattutto in questa fase storica in cui si sta riparlando molto della storia della città. Il Muro del Pianto è il luogo più sacro dell’ebraismo, perché lì sorgeva il primo tempio, che fu distrutto dai babilonesi. Il secondo tempio fu invece abbattuto dai romani. Quella del terzo tempio è invece un’idea messianica (lo dovrebbe ricostruire Dio in persona, totalmente o in parte) che non sarebbe estranea alla nuova attenzione americana sulla città. D’altro canto i palestinesi, che nel medesimo luogo vedono il terzo sito più sacro dell’islam e che abitano quella parte della città, contestano l’idea di un simile radicamento millenario del popolo ebraico nell’area (Arafat contestava addirittura la presenza stessa del tempio di Salomone). Quale che sia la veridicità del sigillo ritrovato, con singolare tempismo, si tratta quindi di un reperto storico destinato a essere sottratto al dibattito fra gli storici per essere usato come arma politica."
Il reperto, grande più o meno quanto un bottone, ha l’età del primo tempio di Gerusalemme, quello di re Salomone. Sul sigillo sono raffigurati due uomini che si fronteggiano e tendono le mani, con quella che sembra essere una luna posta tra le due mani tese. Sotto questa rappresentazione, un’iscrizione in ebraico antico recita “Leshar-Ir”, ovvero “Al governatore della città”. Solo l’Antico Testamento, finora, menzionava tale funzione. La scoperta, quindi, confermerebbe la versione biblica circa l’antico assetto amministrativo di Gerusalemme.
Secondo la responsabile degli scavi, Shlomit Weksler-Bdolah, “si tratta di una scoperta molto rara. La sua importanza risiede nel fatto che noi conosciamo l’espressione ‘governatore della città’ solo attraverso la Bibbia. È la prima volta che ne troviamo menzione in un contesto archeologico. Gli studiosi israeliani rilevano che nella Bibbia sono menzionati due governatori di Gerusalemme vissuti in epoche diverse: Yehoshua e Maaseiah. Il sigillo non riporta il nome del governatore citato. Entusiasta il commento del sindaco Nir Barkat: “Gerusalemme – ha rilevato – è una delle capitali più antiche al mondo, abitata in continuazione del popolo ebraico per 3000 anni. E’ un privilegio imbattersi così in una delle personalità e dei leader che l’hanno costruita e sviluppata”.
La scoperta, come è ovvio, ha evidenti ricadute politiche, soprattutto in questa fase storica in cui si sta riparlando molto della storia della città. Il Muro del Pianto è il luogo più sacro dell’ebraismo, perché lì sorgeva il primo tempio, che fu distrutto dai babilonesi. Il secondo tempio fu invece abbattuto dai romani. Quella del terzo tempio è invece un’idea messianica (lo dovrebbe ricostruire Dio in persona, totalmente o in parte) che non sarebbe estranea alla nuova attenzione americana sulla città. D’altro canto i palestinesi, che nel medesimo luogo vedono il terzo sito più sacro dell’islam e che abitano quella parte della città, contestano l’idea di un simile radicamento millenario del popolo ebraico nell’area (Arafat contestava addirittura la presenza stessa del tempio di Salomone). Quale che sia la veridicità del sigillo ritrovato, con singolare tempismo, si tratta quindi di un reperto storico destinato a essere sottratto al dibattito fra gli storici per essere usato come arma politica."
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