I due volti della Romania che richiama i suoi emigrati: "Una crescita del Pil dell’8,6% nel terzo trimestre 2017: l’ha fatta registrare la Romania, migliore performance dell’intera Unione Europea. Un dato che però nasconde i gravi problemi strutturali di un Paese in cui il rischio povertà colpisce larghe fette della popolazione. Davanti a questi dati economici, con una previsione di aumento su base annua stimata nel 5,7% (e una proiezione del 4,4% per il 2018), non si deve infatti dimenticare che la Romania ha circa quattro milioni di cittadini che sono andati all’estero in cerca di migliori condizioni di vita. Secondo gli economisti, quella di Bucarest è una crescita trainata soprattutto dai consumi, principalmente grazie all’aumento dei salari. Lo stipendio medio mensile ha raggiunto i livelli massimi negli ultimi 10 anni, aggirandosi oggi intorno ai 533 euro. Si guadagna di più nella capitale, e poi a Cluj, in Transilvania. Che la domanda sia in forte rialzo lo hanno capito molte multinazionali: sono decine i centri commerciali (da far concorrenza ai mall americani) sorti recentemente a Bucarest. Ai supermercati non mancano clienti, i prezzi in alcuni casi sono più alti che in Europa occidentale, e continuano a salire: l’inflazione non a caso ha raggiunto il record degli ultimi quattro anni, attestandosi al 3.2%.
Con i prezzi cresce il divario tra Bucarest e il resto del Paese. Metropoli di due milioni di abitanti, la capitale ha conosciuto negli ultimi anni un notevole sviluppo. Si sono colorati molti dei grigi palazzi costruiti da Ceausescu; il suo centro storico, Lipscani, è ormai una zona ricercata per le terrazze, i bar e la vita notturna. Ogni anno nella capitale si organizza il festival internazionale di musica classica dedicato a George Enescu, molti sono i festival di teatro e le mostre nei 30 musei. E poi vi sono le più grandi e moderne terme d’Europa, senza trascurare gli ampi parchi. Notevoli investimenti hanno portato alla nascita di cliniche private, che però non sono alla portata di tutti. Bucarest alterna infatti a quartieri nuovi e lussuosi aree più disagiate, in cui prevalgono povertà e degrado, come a Ferentari. Sulla scia della capitale si sono messe le contee di Cluj, Timis, Prahova, Costanza, Brasov e Sibiu. Ma nelle restanti regioni – la Romania è divisa in 41 contee – domina spesso la miseria. Ad esempio, Vaslui, Botosani e Teleorman vedono molta parte della popolazione vivere di sussidi sociali. E in questa fascia del Paese scarseggiano sia gli investimenti pubblici sia quelli privati.
A frenare da anni uno sviluppo armonico del Paese sembra essere la corruzione. Non è una semplice coincidenza che la serie televisiva più seguita sia Las Fierbinti – trasmessa dalla tv privata ProTv – nella quale si racconta di un sindaco corrotto che utilizza per scopi personali i fondi destinati alla manutenzione della scuola del paese, mentre il prefetto della contea aspetta ogni mese 'la sua parte' in denaro e spiega al sindaco che pure lui deve dare mazzette più in alto: al partito, ai ministri, ai parlamentari. Un fiction ispirata alla cronaca quotidiana: quasi 1.300 funzionari sono stati rinviati a giudizio lo scorso anno in Romania per reati di corruzione, con un danno di 260 milioni di euro per le casse dello Stato. Tra questi casi anche scandali di alto livello, che hanno coinvolto tre ministri, 17 parlamentari, 16 magistrati e 20 dirigenti di aziende pubbliche. La Romania ha anche i suoi oligarchi condannati, indagati o ricercati per corruzione e spesso legati ai vecchi e agli attuali servizi segreti. " SEGUE >>>
Con i prezzi cresce il divario tra Bucarest e il resto del Paese. Metropoli di due milioni di abitanti, la capitale ha conosciuto negli ultimi anni un notevole sviluppo. Si sono colorati molti dei grigi palazzi costruiti da Ceausescu; il suo centro storico, Lipscani, è ormai una zona ricercata per le terrazze, i bar e la vita notturna. Ogni anno nella capitale si organizza il festival internazionale di musica classica dedicato a George Enescu, molti sono i festival di teatro e le mostre nei 30 musei. E poi vi sono le più grandi e moderne terme d’Europa, senza trascurare gli ampi parchi. Notevoli investimenti hanno portato alla nascita di cliniche private, che però non sono alla portata di tutti. Bucarest alterna infatti a quartieri nuovi e lussuosi aree più disagiate, in cui prevalgono povertà e degrado, come a Ferentari. Sulla scia della capitale si sono messe le contee di Cluj, Timis, Prahova, Costanza, Brasov e Sibiu. Ma nelle restanti regioni – la Romania è divisa in 41 contee – domina spesso la miseria. Ad esempio, Vaslui, Botosani e Teleorman vedono molta parte della popolazione vivere di sussidi sociali. E in questa fascia del Paese scarseggiano sia gli investimenti pubblici sia quelli privati.
A frenare da anni uno sviluppo armonico del Paese sembra essere la corruzione. Non è una semplice coincidenza che la serie televisiva più seguita sia Las Fierbinti – trasmessa dalla tv privata ProTv – nella quale si racconta di un sindaco corrotto che utilizza per scopi personali i fondi destinati alla manutenzione della scuola del paese, mentre il prefetto della contea aspetta ogni mese 'la sua parte' in denaro e spiega al sindaco che pure lui deve dare mazzette più in alto: al partito, ai ministri, ai parlamentari. Un fiction ispirata alla cronaca quotidiana: quasi 1.300 funzionari sono stati rinviati a giudizio lo scorso anno in Romania per reati di corruzione, con un danno di 260 milioni di euro per le casse dello Stato. Tra questi casi anche scandali di alto livello, che hanno coinvolto tre ministri, 17 parlamentari, 16 magistrati e 20 dirigenti di aziende pubbliche. La Romania ha anche i suoi oligarchi condannati, indagati o ricercati per corruzione e spesso legati ai vecchi e agli attuali servizi segreti. " SEGUE >>>
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