Cantiere in fermento: "Un “cantiere” appena aperto ma già in fermento, pronto ad accogliere le sfide sempre nuove che la società impone e a testimoniare i valori del Vangelo e il magistero della Chiesa su tematiche di grande attualità per la vita ecclesiale e sociale. È questo il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, istituito dal Papa il 15 agosto 2016 e guidato dal cardinale prefetto Kevin Joseph Farrell, che in questa intervista all’Osservatore Romano fa il punto delle attività dell’organismo e indica le prospettive di lavoro del nuovo anno.
Può tracciare un primo bilancio dell’attività del dicastero?
Un anno è un tempo breve per una realtà complessa e articolata come quella del nuovo dicastero, che raccoglie le competenze e le funzioni finora appartenute ai Pontifici Consigli per i laici e per la famiglia, praticamente quasi l’intero popolo di Dio! La sfida è formidabile perché i compiti sono «la promozione della vita e dell’apostolato dei fedeli laici, la cura pastorale della famiglia e della sua missione, secondo il disegno di Dio e per la tutela e il sostegno della vita umana», come recita lo statuto. Più che di bilancio, dunque, si può parlare di cantiere appena aperto, anche nel senso materiale, giacché devono essere ancora eseguiti i lavori di adeguamento e ristrutturazione degli ambienti per poter avere tutto il personale e gli uffici nello stesso piano. Il 1° settembre scorso ha preso servizio effettivo il segretario, padre Alexandre Awi Mello; il 7 novembre il Papa ha nominato Linda Ghisoni sottosegretario per la sezione laici e Gabriella Gambino sottosegretario per la sezione vita. Su tutto, però, la notizia più significativa è stata la visita di Papa Francesco, il 30 ottobre scorso. Salutando e ringraziando il Pontefice, in questa occasione, ho fatto presente come la grande sfida che stiamo affrontando è quella di entrare in una nuova mentalità di lavoro, di collaborazione e di servizio. Questa nuova mentalità comporta anzitutto il ragionare in termini di un solo dicastero, di un unico nuovo “corpo”, composto sì di vari organi, ma che vive, si muove e agisce come un tutto. Nel molto lavoro ordinario e quotidiano — visite ad limina degli episcopati, rapporto con movimenti e associazioni laicali e di pastorale familiare — risalta particolarmente il compito di coordinare e organizzare due grandi eventi: la giornata mondiale della gioventù e l’incontro mondiale delle famiglie.
Partiamo da quest’ultimo. Quali sono le attese per il prossimo raduno in programma ad agosto in Irlanda?
Le attese sono tante, non solo per l’incontro in sé ma anche per la sfida di proporre «il Vangelo della famiglia: gioia per il mondo», tema scelto da Papa Francesco sullo sfondo dell’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia. Nella lettera che mi ha indirizzato, il Pontefice si chiedeva: «La famiglia continua ad essere buona notizia per il mondo di oggi?». E subito aggiungeva: «Io sono certo di sì! E questo “sì” è saldamente fondato sul disegno di Dio. L’amore di Dio è il suo “sì” a tutta la creazione e al cuore di essa, che è l’uomo». All’evento di Dublino è legata l’attesa di ammirare la bellezza dell’amore familiare concreto, fatto di gesti quotidiani, dell’abitudine a dire «permesso, grazie, scusa» e dell’attenzione alla fragilità di ognuno. Nutriamo la speranza viva della presenza del Papa alle giornate conclusive.
Come ci si sta preparando all’incontro?
La preparazione di questo appuntamento è importante in tutte le diocesi e nelle parrocchie, tanto quanto la celebrazione finale in Irlanda. A breve saranno rese note le sette catechesi internazionali di preparazione, una per ogni mese. Intrecciando il testo di Amoris laetitia e la vicenda della famiglia di Nazareth, le catechesi intendono mostrare l’attualità profetica del Vangelo della famiglia. Da uno sguardo concreto alle famiglie di oggi (la prima), all’attualità della parola di Dio nel quotidiano familiare (la seconda) per giungere al sogno che Dio ha per ogni famiglia (terza), anche dove vi sono fragilità e debolezze (quarta); la famiglia è il vero generatore di una cultura nuova, quella della vita (quinta), della speranza (sesta) e della gioia (settima).
Come procede invece l’organizzazione della gmg 2019 a Panamá?
Fin dall’inizio, il cammino verso Panamá si è caratterizzato come un pellegrinaggio mariano, secondo le indicazioni dello stesso Papa Francesco: «Mi sta a cuore che voi giovani possiate camminare non solo facendo memoria del passato, ma avendo anche coraggio nel presente e speranza per il futuro». Sono gli atteggiamenti della giovane donna di Nazareth. Nelle tappe verso il grande incontro dei giovani, fondamentale sarà anche quella del Sinodo dei vescovi, il prossimo ottobre, sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale»: un sinodo speciale nel tema ma anche nella metodologia di consultazione diretta dei giovani. È chiaro, nelle intenzioni e nei gesti, che il Pontefice ha tracciato un percorso di grande sintonia tra il sinodo e la gmg di Panamá. Più concretamente ci sono stati e seguiranno incontri fra il dicastero e il comitato organizzatore locale.
Che giornata sarà quella di Panamá?"
SEGUE >>>Può tracciare un primo bilancio dell’attività del dicastero?
Un anno è un tempo breve per una realtà complessa e articolata come quella del nuovo dicastero, che raccoglie le competenze e le funzioni finora appartenute ai Pontifici Consigli per i laici e per la famiglia, praticamente quasi l’intero popolo di Dio! La sfida è formidabile perché i compiti sono «la promozione della vita e dell’apostolato dei fedeli laici, la cura pastorale della famiglia e della sua missione, secondo il disegno di Dio e per la tutela e il sostegno della vita umana», come recita lo statuto. Più che di bilancio, dunque, si può parlare di cantiere appena aperto, anche nel senso materiale, giacché devono essere ancora eseguiti i lavori di adeguamento e ristrutturazione degli ambienti per poter avere tutto il personale e gli uffici nello stesso piano. Il 1° settembre scorso ha preso servizio effettivo il segretario, padre Alexandre Awi Mello; il 7 novembre il Papa ha nominato Linda Ghisoni sottosegretario per la sezione laici e Gabriella Gambino sottosegretario per la sezione vita. Su tutto, però, la notizia più significativa è stata la visita di Papa Francesco, il 30 ottobre scorso. Salutando e ringraziando il Pontefice, in questa occasione, ho fatto presente come la grande sfida che stiamo affrontando è quella di entrare in una nuova mentalità di lavoro, di collaborazione e di servizio. Questa nuova mentalità comporta anzitutto il ragionare in termini di un solo dicastero, di un unico nuovo “corpo”, composto sì di vari organi, ma che vive, si muove e agisce come un tutto. Nel molto lavoro ordinario e quotidiano — visite ad limina degli episcopati, rapporto con movimenti e associazioni laicali e di pastorale familiare — risalta particolarmente il compito di coordinare e organizzare due grandi eventi: la giornata mondiale della gioventù e l’incontro mondiale delle famiglie.
Partiamo da quest’ultimo. Quali sono le attese per il prossimo raduno in programma ad agosto in Irlanda?
Le attese sono tante, non solo per l’incontro in sé ma anche per la sfida di proporre «il Vangelo della famiglia: gioia per il mondo», tema scelto da Papa Francesco sullo sfondo dell’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia. Nella lettera che mi ha indirizzato, il Pontefice si chiedeva: «La famiglia continua ad essere buona notizia per il mondo di oggi?». E subito aggiungeva: «Io sono certo di sì! E questo “sì” è saldamente fondato sul disegno di Dio. L’amore di Dio è il suo “sì” a tutta la creazione e al cuore di essa, che è l’uomo». All’evento di Dublino è legata l’attesa di ammirare la bellezza dell’amore familiare concreto, fatto di gesti quotidiani, dell’abitudine a dire «permesso, grazie, scusa» e dell’attenzione alla fragilità di ognuno. Nutriamo la speranza viva della presenza del Papa alle giornate conclusive.
Come ci si sta preparando all’incontro?
La preparazione di questo appuntamento è importante in tutte le diocesi e nelle parrocchie, tanto quanto la celebrazione finale in Irlanda. A breve saranno rese note le sette catechesi internazionali di preparazione, una per ogni mese. Intrecciando il testo di Amoris laetitia e la vicenda della famiglia di Nazareth, le catechesi intendono mostrare l’attualità profetica del Vangelo della famiglia. Da uno sguardo concreto alle famiglie di oggi (la prima), all’attualità della parola di Dio nel quotidiano familiare (la seconda) per giungere al sogno che Dio ha per ogni famiglia (terza), anche dove vi sono fragilità e debolezze (quarta); la famiglia è il vero generatore di una cultura nuova, quella della vita (quinta), della speranza (sesta) e della gioia (settima).
Come procede invece l’organizzazione della gmg 2019 a Panamá?
Fin dall’inizio, il cammino verso Panamá si è caratterizzato come un pellegrinaggio mariano, secondo le indicazioni dello stesso Papa Francesco: «Mi sta a cuore che voi giovani possiate camminare non solo facendo memoria del passato, ma avendo anche coraggio nel presente e speranza per il futuro». Sono gli atteggiamenti della giovane donna di Nazareth. Nelle tappe verso il grande incontro dei giovani, fondamentale sarà anche quella del Sinodo dei vescovi, il prossimo ottobre, sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale»: un sinodo speciale nel tema ma anche nella metodologia di consultazione diretta dei giovani. È chiaro, nelle intenzioni e nei gesti, che il Pontefice ha tracciato un percorso di grande sintonia tra il sinodo e la gmg di Panamá. Più concretamente ci sono stati e seguiranno incontri fra il dicastero e il comitato organizzatore locale.
Che giornata sarà quella di Panamá?"
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