Brasile: fallito il ricorso in Appello, Lula incandidabile alle presidenziali - Repubblica.it: "RIO DE JANEIRO - Inacio Lula da Silva non si potrà candidare alle prossime elezioni presidenziali. I tre magistrati che compongono l'ottava sezione del Tribunale federale della regione 4 a Porto Alegre (Rio Grande do Sul) hanno respinto il ricorso del leader del Partido dos Trabalhadores, il partito dei lavoratori, contro la sentenza di primo grado che lo aveva condannato a 9 anni e 6 mesi. Sia il relatore João Pedro Gebran Neto, sia i giudici Leandro Paulsen e Luiz Dos Santos Laus, hanno sostenuto che le prove colte dall'accusa sono sufficienti per dimostrare sia il reato di corruzione passiva sia quello di riciclaggio di denaro. Il fatto che la Corte abbia deciso di respingere il ricorso e di chiedere addirittura una condanna più pesante (12 anni e 1 mese) di quella comminata in primo grado, fa cadere anche i residui di speranza per un'assoluzione piena del leader della sinistra brasiliana.
Diecimila persone, soprattutto militanti e simpatizzanti del Pt, assiepate a due chilometri di distanza dal Tribunale, continuano ad ascoltare in silenzio la requisitoria del terzo giudice. Ma la tensione che si coglie dalle immagini delle 500 telecamere, piazzate sia dalle tv sia dalla polizia per controllare la situazione, è tangibile. Altri tremila persone, uomini e donne che si oppongono a Lula, sono invece raccolte sul lato opposto di un laghetto che circonda il palazzo che ospita l'aula dell'udienza. Per tutta la mattinata si sono scambiati, a distanza, slogan e sberleffi, mentre sui social i brasiliani postavano una pioggia di commenti. Nonostante la tensione e le profonde divisioni su un processo che da molti viene considerato a forte connotazione politica più che giuridica, resta intatta l'ironia della gente. L'hastag più cliccato, diventato con le ore virale a livello mondiale, è stato #calamarenlacárcel. Calamaro in portoghese si dice Lula.
Entrambi i magistrati hanno ricordato tutte le fasi dell'inchiesta e analizzato in profondità le prove raccolte dal pool guidato dal giudice Sergio Moro. La prova principale sono stati proprio i soldi che, seguendo percorsi tortuosi, hanno dimostrato come l'attico di Guarujá e i lavori di ristrutturazione furono nella possibilità di Lula come forma di tangente da parte della OAS, la holding delle costruzioni che aveva ereditato l'appartamento, assieme a un'altra serie di palazzine, dopo il fallimento della cooperativa legata al Pt che le aveva acquistate e poi distribuite a diversi sottoscrittori.
Se la sentenza verrà confermata anche dal terzo magistrato, Lula avrà ancora la possibilità di ricorrere alla Corte Suprema. Un modo di prendere tempo. Per insistere con la campagna elettorale, sostenere un nuovo candidato, battersi per sostenere, fino alla fine, la sua pretesa innocenza. Dalla sua ha i sondaggi che lo danno per vincente. Ma la mazzata giudiziaria non sarà facile da assorbire. Lula, con il tempo, rischia anche di finire in carcere."
Diecimila persone, soprattutto militanti e simpatizzanti del Pt, assiepate a due chilometri di distanza dal Tribunale, continuano ad ascoltare in silenzio la requisitoria del terzo giudice. Ma la tensione che si coglie dalle immagini delle 500 telecamere, piazzate sia dalle tv sia dalla polizia per controllare la situazione, è tangibile. Altri tremila persone, uomini e donne che si oppongono a Lula, sono invece raccolte sul lato opposto di un laghetto che circonda il palazzo che ospita l'aula dell'udienza. Per tutta la mattinata si sono scambiati, a distanza, slogan e sberleffi, mentre sui social i brasiliani postavano una pioggia di commenti. Nonostante la tensione e le profonde divisioni su un processo che da molti viene considerato a forte connotazione politica più che giuridica, resta intatta l'ironia della gente. L'hastag più cliccato, diventato con le ore virale a livello mondiale, è stato #calamarenlacárcel. Calamaro in portoghese si dice Lula.
Entrambi i magistrati hanno ricordato tutte le fasi dell'inchiesta e analizzato in profondità le prove raccolte dal pool guidato dal giudice Sergio Moro. La prova principale sono stati proprio i soldi che, seguendo percorsi tortuosi, hanno dimostrato come l'attico di Guarujá e i lavori di ristrutturazione furono nella possibilità di Lula come forma di tangente da parte della OAS, la holding delle costruzioni che aveva ereditato l'appartamento, assieme a un'altra serie di palazzine, dopo il fallimento della cooperativa legata al Pt che le aveva acquistate e poi distribuite a diversi sottoscrittori.
Se la sentenza verrà confermata anche dal terzo magistrato, Lula avrà ancora la possibilità di ricorrere alla Corte Suprema. Un modo di prendere tempo. Per insistere con la campagna elettorale, sostenere un nuovo candidato, battersi per sostenere, fino alla fine, la sua pretesa innocenza. Dalla sua ha i sondaggi che lo danno per vincente. Ma la mazzata giudiziaria non sarà facile da assorbire. Lula, con il tempo, rischia anche di finire in carcere."
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