mercoledì 3 gennaio 2018

Bonfiglioli, una rivoluzione digitale la meccanica del futuro - Repubblica.it

Bonfiglioli, una rivoluzione digitale la meccanica del futuro - Repubblica.it: "L'ha difesa con le unghie e con i denti. Dagli assalti dei tanti che volevano spingerla a vendere. Dalla crisi globale che nel 2009 ha visto crollare il fatturato aziendale. E da due anni ha ricominciato a crescere. Sonia Bonfiglioli, bolognese, ingegnere meccanico, 54 anni, che nel 2015 il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha nominato Cavaliere del lavoro, ne fa una questione di valori aziendali. L'anno che verrà, vedrà compiersi il processo di trasformazione digitale nell'azienda di famiglia di cui è presidente, il colosso meccanico di Lippo di Calderara di Reno, in provincia di Bologna, che produce motoriduttori e sistemi di automazione industriale con un fatturato 2017 di 800 milioni di euro e 3600 addetti nel mondo, di cui 1600 in Italia.

Impianti sempre più moderni e nuove competenze tecnologiche per le risorse umane impiegate, dai giovani ai veterani. Gli investimenti del progetto di digital retraining avviati da Sonia Bonfiglioli inaugurano per la sua impresa la stagione dell'industria 4.0 e la nascita del nuovo stabilimento, Evo, che sta per Evolution. "Abbiamo lanciato questo programma insieme alla Regione e d'intesa con il sindacato. Stiamo investendo in totale 140 milioni di euro, e vogliamo che le nostre persone non vivano con paura il cambiamento, dobbiamo gestire la trasformazione anziché subirla. Le macchine saranno più tecno ma tocca all'uomo controllarle e pilotarle. La trasformazione di competenze non si può fermare, al di là dell'età, visto che lavoreremo e camperemo di più".

Da ragazza lavorava la creta e aveva una certa vocazione per la pittura. Perciò voleva iscriversi al liceo artistico. "Scegli come vuoi, ma così difficilmente potrai dare un contributo all'azienda" la gelò suo padre Clementino che aveva fondato la fabbrica nel 1956.  "La classica azienda che nasce nel dopoguerra - racconta Sonia Bonfiglioli -, lui era perito industriale, all'inizio lavorava come progettista nelle fabbriche di motocicli. Era un periodo d'oro per l'Italia, c'era tanto da rimettere in piedi, anche di tecnologico, ancor di più a Bologna che è sempre stata un po' la terra dell'innovazione. Intorno agli ingranaggi mio padre ha costruito il business del riduttore epicicloidale, che è il nostro prodotto portante". Il riduttore epicicloidale è un po' come il cambio dell'automobile, un dispositivo meccanico che attraverso un ingranaggio riesce a modificare i rapporti di velocità tra l'albero d'ingresso e quello di uscita". Lei non ci pensò più di tanto, buttò via i pennelli e andò allo scientifico. A metà strada annunciò: "All'università mi iscriverò a ingegneria". Ci ha messo sei anni e mezzo "perché bisogna anche un po' godersi la vita", poi la laurea. Nel 1992 Sonia fa un altro tentativo di 'fuga', "volevo andare all'estero per un master e, nel contempo, frenare gli entusiasmi di un fidanzato che mi voleva sposare". Anche allora il genitore si impose: "Adesso vieni a lavorare in azienda".

L'imprenditrice guida uno dei cinque grandi gruppi al mondo nel settore dell'automazione industriale che servono ai più svariati settori: agricolo, marino, tessile, alimentare, minerario, pale eoliche. I concorrenti sono tutti stranieri. "Erroneamente fino ad oggi si è pensato che un certo tipo di competenze sia predominio degli uomini, io sono la dimostrazione che non è così, in casa mia cucina mio marito e io con i miei figli sto smontando una jeep della seconda guerra mondiale. Tante donne, che sono l'altra metà del mondo, vogliono misurarsi su queste attitudini".

Di studiare non ha mai smesso. È reduce da un executive Mba alla prestigiosa Iese di Barcellona, "da una parte ho cercato l'opportunità di rinfrescarmi le idee e poi mi serviva un aggiornamento sul linguaggio del mondo tecnologico, perché non ci si può fermare agli studi universitari. La mia laurea, senza dubbio impegnativa, dà enormi possibilità di lavorare e con soddisfazione allora come oggi, in un mondo che apprezza la formazione scientifica e tecnologica". Ha trascorso anche due settimane nella Silicon Valley per conoscere più da vicino le aziende nel cuore dell'hi-tech. "Bisogna vivere al passo con i tempi. Mi sono tolta molte curiosità avendo l'occasione di vedere più da dentro le aziende del digitale, dei social media, dell'e commerce, protagonisti delle nuove dinamiche del sistema dei consumi e del mondo industriale".

Oggi Sonia Bonfiglioli guarda avanti, ma la sua azienda viene fuori da una fase impegnativa, dopo un impatto forte con la grande crisi che ha fermato il mondo, e per la scomparsa di suo padre colpito da un aneurisma e morto dopo venti giorni di coma, nel luglio del 2010. "Per me è stato un periodo bruttissimo. Sono piovute offerte di acquisto, l'equazione era: l'azienda è in crisi, il fondatore non c'è più, la proprietaria è donna. Ho resistito, ho lanciato dei progetti, mi sono sentita più forte. Quell'anno ho firmato il mio primo bilancio ed era in perdita di 40 milioni. Abbiamo fatto mobilità volontaria, rinegoziato l'indebitamento, definito gli impegni con gli istituti di credito". Già nel 2010 l'azienda cominciava piano piano a recuperare grazie anche a una riorganizzazione, e all'opportunità di fare squadra col gruppo di manager. Nel 2016 la Bonfiglioli ha fatturato 786 milioni di euro, ha ceduto il business del fotovoltaico, "ormai finito, i grandi parchi purtroppo in Europa sono spariti. Nonostante questa dismissione, il 2017 avrà un nuovo record e chiuderà a quota 800"." SEGUE >>>


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