sabato 23 dicembre 2017

San Francisco, arrestato l’ex marine che voleva colpire in nome dell’Isis - Corriere.it

San Francisco, arrestato l’ex marine che voleva colpire in nome dell’Isis - Corriere.it: "Voleva attaccare al Pier 39 di San Francisco, il molo su cui tutti i turisti si fermano a fotografare i leoni marini. Ma l’Fbi lo ha arrestato prima che potesse portare a termine il suo piano. Everitt Aaron Jameson, accusato di voler agire in nome dell’Isis, non è un sospettato come un altro.

APPROFONDIMENTO - COSÌ L’FBI COMBATTE L’ISIS
Ventisei anni, Jameson aveva ricevuto una formazione di base nel corpo dei Marine nel 2009, ottenendo la qualifica di «tiratore scelto», ma era stato dimesso per «arruolamento fraudolento» perché non aveva dichiarato di soffrire di asma. Poi si era messo a fare l'autista di camion. Secondo gli agenti dell’Fbi, da tempo Jameson si stava radicalizzando. Le immagini lo mostrano completamente cambiato. Al posto del ragazzo in divisa, un uomo con la barba lunga. Probabilmente si converte all'Islam. Poi subentrano altri comportamenti. Like, post su Facebook (di recente aveva messo mi piace anche ad un’immagine di propaganda in cui un uomo travestito da Babbo Natale minaccia New York con della dinamite e aveva gioito per gli attacchi a Manhattan «Dobbiamo fare qualcosa sulla scia di San Bernardino», scriveva online).

In settembre finisce nel radar degli agenti dell’Fbi come soggetto radicalizzato. E cade nella rete di un'operazione sotto copertura (il Bureau è solito usare questa tecnica investigativa soprattutto per il terrorismo fai da te). Ma negli ultimi tempi sembrava intenzionato a passare dalle parole ai fatti.E tra il 24 ottobre e il 20 dicembre parlando con un agente sotto copertura, secondo la Nbc che cita l’agente speciale Christopher McKinney, esprime la volontà di «fare qualsiasi cosa per la causa» dell’Isis. Per gli agenti dell'Fbi sotto copertura che lo stanno tenendo d'occhio è il segnale.

La data prescelta per l’attentato sarebbe stata tra il 18 e il 25 dicembre, perché, secondo lui, «il Natale è il giorno perfetto per commettere un attacco». Il luogo perfetto, la Bay, affollata di turisti e visitatori. L’arma, probabilmente dell’esplosivo con cui colpire la folla. Jameson non aveva un piano di fuga ed era «pronto a morire». E anche se nei giorni scorsi aveva espresso qualche ripensamento, aveva già pronta una lettera con la rivendicazione, trovata dagli agenti durante le perquisizioni della sua abitazione, insieme ad armi.

Subito dopo l'arresto, i controlli anti terrorismo della città, già alti, sono stati ulteriormente rafforzati. Nell'ultimo anno gli Stati Uniti sono stati teatro di numerosi attacchi. Gli ultimi, a Manhattan dove il 28 ottobre a Manhattan Sayfullo Saipov, un uzbeko di 29 si è gettato sulla folla con un veicolo preso a nolo uccidendo 8 persone e dove il 12 dicembre un tassista di 27 anni originario del Bangladesh, Akayed Ullah, ha tentato di farsi saltare in aria alla stazione degli autobus di Port Authority.

Questo, insomma, sarebbe solo l'ennesimo caso di radicalizzazione, in un Paese, gli Stati Uniti, dove il numero dei foreign fighters è stato fin qui basso, ma dove le probabilità che soggetti giovani ed emarginati si auto reclutino sono più elevate che altrove.Il padre dell'uomo si è detto scioccato, alla notizia dell'arresto. Ma stando alla denuncia, l’aspirante terrorista aveva «adottato convinzioni jihadiste radicali» ed era l’autore «di post sui social media che supportavano il terrorismo» ed era in contatto «con persone che riteneva condividessero la stessa visione». Ora rischia fino a 20 anni di carcere."


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