Rodriguez Maradiaga: «Falsità sui fondi. Vanno ai poveri»: "Il cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa in Honduras, è tra i più stretti collaboratori di papa Francesco. È lui infatti che coordina il Consiglio di nove porporati che aiuta il successore di Pietro nel governo della Chiesa universale. Nei giorni scorsi sul sito del settimanale L’Espresso è apparso un duro attacco nei suoi confronti, che prende spunto da una visita canonica effettivamente ordinata dal Pontefice.
Avvenire ha chiesto al porporato salesiano, che il prossimo 29 dicembre compirà 75 anni, di replicare alle accuse che gli sono state rivolte. Il cardinale Rodríguez Maradiaga ha accettato di buon grado. Con una premessa. Deontologica. «Vorrei ricordare – sottolinea – che ogni persona ha diritto alla propria reputazione e buona fama, e chi pubblica accuse contro chiunque senza nemmeno preoccuparsi di parlare prima con le persone interessate, viene meno a elementari regole di etica professionale». «Ecco perché – aggiunge – proprio nel tempo di oggi così pieno di di pettegolezzi e di chiacchiere, questo tipo giornalismo distruttivo della persona umana non deve essere prese sul serio: chi lo pratica si scredita da solo».
Eminenza, la Sala Stampa vaticana ha confermato che nella sua diocesi c’è stata una investigazione del vescovo emerito di San Isidro in Argentina, Jorge Casaretto, ordinata dal Papa. È stata una visita canonica a tutta la Chiesa dell’Honduras o solo all’arcidiocesi di Tegucigalpa?
Si è trattato di una visita canonica al mio vescovo ausiliare che egli stesso aveva chiesto al Santo Padre per “pulire” il suo nome a seguito di molte calunnie di cui era stato oggetto. E papa Francesco l’aveva concessa ben volentieri.
Per quale motivo e su quale base è stata ordinata?
Ripeto: è avvenuta su richiesta del mio vescovo ausiliare
Quali risultati ha portato?
Ancora non siamo al corrente dei risultati che sono nelle mani del Santo Padre.
Un articolo del settimanale italiano L’Espresso riporta alcune informazioni in forma di accusa. Intanto, per anni, lei avrebbe percepito 35mila euro al mese dalla Università Cattolica honduregna di cui è cancelliere. È vero? Come sono stati usati questi soldi?
Effettivamente l’Università cattolica è proprietà dell’arcidiocesi. L’ho fondata io stesso, 25 anni fa, con appena 6mila dollari e grazie a Dio ora è una realtà con 11 Campus e 20mila studenti. Questo dato dice semplicemente della eccellente amministrazione curata dai collaboratori laici. In questo momento stiamo edificando due ospedali. Non abbiamo mai avuto debiti e abbiamo sistematicamente investito le risorse disponibili per sviluppare i nostri Campus. Ripeto e sottolineo: non abbiamo mai lavorato facendo debiti.
Tra le finalità della Università c’è il sostegno all’attività pastorale della Chiesa, per questo l’arcidiocesi riceve dall’Università una quantità di fondi quasi equivalente a quella citata nell’articolo che lei cita. Ma non per l’uso personale del cardinale. Quei soldi vengono utilizzati per i seminaristi e per i sacerdoti di parrocchie rurali che non hanno quasi risorse (loro stessi possono testimoniare che ogni mese ricevono una piccola quantità di denaro), si usano inoltre per la manutenzione degli edifici di culto, per le auto delle parrocchie e anche, in diverse situazioni, per aiutare molte persone povere.
L’arcidiocesi non ha beni, perché alla fine del 1880 le sue proprietà vennero confiscate dallo Stato. Né i sacerdoti né i vescovi ricevono stipendio. Viviamo delle offerte dei fedeli. Io stesso quando ricevo offerte e doni dopo qualche conferenza o dibattito all’estero utilizzo quei doni per pagare l’assicurazione previdenziale ad alcuni miei sacerdoti (sono circa 6mila dollari all’anno). Siamo una Chiesa povera, ma felice e apostolicamente missionaria." SEGUE >>>
Avvenire ha chiesto al porporato salesiano, che il prossimo 29 dicembre compirà 75 anni, di replicare alle accuse che gli sono state rivolte. Il cardinale Rodríguez Maradiaga ha accettato di buon grado. Con una premessa. Deontologica. «Vorrei ricordare – sottolinea – che ogni persona ha diritto alla propria reputazione e buona fama, e chi pubblica accuse contro chiunque senza nemmeno preoccuparsi di parlare prima con le persone interessate, viene meno a elementari regole di etica professionale». «Ecco perché – aggiunge – proprio nel tempo di oggi così pieno di di pettegolezzi e di chiacchiere, questo tipo giornalismo distruttivo della persona umana non deve essere prese sul serio: chi lo pratica si scredita da solo».
Eminenza, la Sala Stampa vaticana ha confermato che nella sua diocesi c’è stata una investigazione del vescovo emerito di San Isidro in Argentina, Jorge Casaretto, ordinata dal Papa. È stata una visita canonica a tutta la Chiesa dell’Honduras o solo all’arcidiocesi di Tegucigalpa?
Si è trattato di una visita canonica al mio vescovo ausiliare che egli stesso aveva chiesto al Santo Padre per “pulire” il suo nome a seguito di molte calunnie di cui era stato oggetto. E papa Francesco l’aveva concessa ben volentieri.
Per quale motivo e su quale base è stata ordinata?
Ripeto: è avvenuta su richiesta del mio vescovo ausiliare
Quali risultati ha portato?
Ancora non siamo al corrente dei risultati che sono nelle mani del Santo Padre.
Un articolo del settimanale italiano L’Espresso riporta alcune informazioni in forma di accusa. Intanto, per anni, lei avrebbe percepito 35mila euro al mese dalla Università Cattolica honduregna di cui è cancelliere. È vero? Come sono stati usati questi soldi?
Effettivamente l’Università cattolica è proprietà dell’arcidiocesi. L’ho fondata io stesso, 25 anni fa, con appena 6mila dollari e grazie a Dio ora è una realtà con 11 Campus e 20mila studenti. Questo dato dice semplicemente della eccellente amministrazione curata dai collaboratori laici. In questo momento stiamo edificando due ospedali. Non abbiamo mai avuto debiti e abbiamo sistematicamente investito le risorse disponibili per sviluppare i nostri Campus. Ripeto e sottolineo: non abbiamo mai lavorato facendo debiti.
Tra le finalità della Università c’è il sostegno all’attività pastorale della Chiesa, per questo l’arcidiocesi riceve dall’Università una quantità di fondi quasi equivalente a quella citata nell’articolo che lei cita. Ma non per l’uso personale del cardinale. Quei soldi vengono utilizzati per i seminaristi e per i sacerdoti di parrocchie rurali che non hanno quasi risorse (loro stessi possono testimoniare che ogni mese ricevono una piccola quantità di denaro), si usano inoltre per la manutenzione degli edifici di culto, per le auto delle parrocchie e anche, in diverse situazioni, per aiutare molte persone povere.
L’arcidiocesi non ha beni, perché alla fine del 1880 le sue proprietà vennero confiscate dallo Stato. Né i sacerdoti né i vescovi ricevono stipendio. Viviamo delle offerte dei fedeli. Io stesso quando ricevo offerte e doni dopo qualche conferenza o dibattito all’estero utilizzo quei doni per pagare l’assicurazione previdenziale ad alcuni miei sacerdoti (sono circa 6mila dollari all’anno). Siamo una Chiesa povera, ma felice e apostolicamente missionaria." SEGUE >>>
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