Istat, 2016 anno nero per i terremoti: colpiti 140 comuni in Italia - Repubblica.it: "ROMA - Il "2016 anno nero per i terremoti". E' "stato caratterizzato da un'intensa attività sismica, la maggiore degli ultimi trent'anni, concentrata soprattutto nelle Regioni dell'Appennino centrale: Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Qui infatti sono localizzati gli epicentri dell'87% dei sismi di magnitudo superiore a 3.0".
Così l'Istat nell'Annuario statistico italiano edizione 2017 - un volume organizzato in 24 capitoli -, tradizionale appuntamento di fine anno che, dal 1878, offre ai lettori uno strumento autorevole per documentare lo stato e le trasformazioni del nostro paese, e dunque per conoscerlo meglio. "Nel complesso - si legge - sono stati 140 i Comuni colpiti dagli effetti della sequenza sismica, compresi quelli colpiti dalle scosse del 18 gennaio di quest'anno, con epicentro in provincia de L'Aquila".
·CI PREOCCUPANO SICCITA' ED EMERGENZA IDRICA
Il rapporto tocca anche i principali temi legati all'ambiente, visti dagli italiani. Nel 2016 proprio l'inquinamento dell'aria, i cambiamenti climatici, la produzione e lo smaltimento dei rifiuti sono stati i problemi ambientali che hanno suscitato maggiore preoccupazione; traffico e difficoltà di parcheggio sono invece i problemi maggiormente sentiti dalle famiglie con riguardo alla zona in cui risiedono. Ma ci sono anche le risorse idriche a destare preoccupazione: "Siccità, alte temperature e perdite della rete - si legge nell'Annuario - sono invece all'origine delle carenze idriche dell'estate scorsa". Un'emergenza aggravata dalla scarsità di precipitazioni del trimestre autunnale 2016, proseguita l'anno seguente, e successive temperature estive oltre la media".
Nel complesso, viene spiegato, "le perdite idriche totali nelle reti dei Comuni capoluogo di Regione ammontano al 37,5% del volume complessivamente immesso in rete". Nel 2015 - si osserva ancora - "ogni cittadino residente in un Comune capoluogo di Regione ha consumato in media 266 litri di acqua potabile al giorno. Per garantire questo livello di consumo sono stati immessi in rete 425 litri per abitante al giorno".
·CONSUMIAMO PIU' ENERGIA
Salgono i conumi energetici. Nel 2015, dopo un trend negativo di cinque anni, i consumi interni di energia fanno registrare in Italia un aumento del 2,3% rispetto al 2014. L'Istat spiega che in valore assoluto, tra il 2015 e il 2014, il consumo interno lordo sale da 165,97 a 169,8 milioni di Tep (Mtep). Tale incremento risulta superiore per i consumi di gas naturale (+9%) e per l'energia elettrica (+6,1) e più contenuto per il petrolio (+2,5%). Le importazioni concorrono in misura consistente al fabbisogno energetico nazionale, a causa della limitata disponibilità di risorse energetiche primarie del sottosuolo del nostro Paese. In particolare nel 2015 le importazioni, pari a 156,8 Mtep, fanno registrare un aumento del 9,8%.
"La forte dipendenza energetica dall'estero è una delle caratteristiche che accomuna l'Italia agli altri Paesi appartenenti all'area Ue 28", spiega il rapporto. Nel 2015, infatti, le importazioni nette di energia (dipendenza energetica) coprono il 54% del consumo interno lordo europeo, confermando un profilo medio Ue 28 stabile. In Italia l'indicatore raggiunge ben il 77,1%, facendo registrare un aumento dell'1,2% rispetto al dato 2014 (75,9), in controtendenza rispetto a quanto registrato negli ultimi anni. Analogamente, nel 2015, il tendenziale maggiore contributo della produzione interna di energia primaria rilevato nel periodo 2009-2014, subisce una battuta di arresto. Il rapporto tra produzione totale di energia primaria e consumo interno lordo di energia primaria nel 2015 è pari al 23,1%, in calo dell'1,3 rispetto al 2014 (24,4%). L'aumento dei consumi energetici osservato nel nostro Paese nel 2015 si riscontra anche a livello europeo.
·RINNOVABILI: FOTOVOLTAICO IN CRESCITA
Il fotovoltaico conferma il suo ruolo di traino per la crescita delle rinnovabili in Italia, anche se il 2015 (come l'anno precedente) si colloca a livelli più bassi rispetto al picco del 2013. Mentre nel 2015, dopo un trend negativo di cinque anni, i consumi interni fanno registrare un aumento del 2,3% rispetto al 2014, il consumo di energia da fonti rinnovabili fa registrare invece un calo del 6%, passando dai 34,67 Mtep del 2014 ai 32,6 nel 2015.
Se nel 2015, l'apporto delle fonti termiche tradizionali al soddisfacimento della domanda di energia elettrica è stato pari al 67,9% della produzione lorda, in aumento del 4,9% rispetto al dato 2014 (63%), si registra una riduzione del contributo delle fonti rinnovabili, ad oggi complessivamente pari al 38,5% della produzione lorda totale (-4,6% rispetto al 2014), con un maggiore contributo della fonte idroelettrica (16,6%) e un apporto comunque significativo del fotovoltaico (8,1%) e dell'eolico (5,2%).
Le regioni in cui la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabile risulta più ampia in termini relativi sono, oltre alla Valle d'Aosta (99,9%), Trentino-Alto Adige (88,9%), Umbria (88,3%), Marche (86,5%) e Basilicata (82,2%). All'opposto, risulta ancora poco diffuso lo sfruttamento di tale fonte energetica in Sicilia (21,5%), Lazio (17,8%) e soprattutto Liguria (9,7%)." SEGUE >>>
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