Famiglia, immigrazione, lavoro, salute, diritti: la legislatura ai raggi x: "Cinque anni vissuti pericolosamente. L’Italia esce da una legislatura iniziata in condizioni difficilissime, nel pieno della crisi economica e con un Parlamento senza una chiara maggioranza. La crisi dei migranti, l’emergenza lavoro, le vicissitudini del mondo bancario, le riforme istituzionali sono stati alcuni tra le maggiori sfide per i governi che si sono succeduti. Vere e proprie urgenze accanto a temi non certo nuovi ma sempre incompiuti, come il sostegno alla natalità e alla famiglia e la riforma della giustizia. Ecco il bilancio dei risultati raggiunti.
Economia. Risale il Pil dopo la recessione ma il nodo dei conti pubblici non è sciolto
Dopo il biennio nero 2012-2013 (4 punti in meno di Pil) l’Italia ha iniziato una faticosa risalita. Nel 2017 la crescita dovrebbe attestarsi intorno all’1,5%, uscendo per la prima volta da quella sindrome dello "zerovirgola" di cui sembrava prigioniera. Anche per l’anno prossimo le stime sono positive. Comprensibile quindi che gli ultimi due governi abbiano rivendicato il miglioramento dell’economia come un successo politico. La maggioranza degli osservatori concordano tuttavia sul fatto che sono state soprattutto le condizioni europee e internazionali, a cominciare dalle politiche espansive della Bce, ad avere trascinato il nostro Paese fuori dalla peggiore crisi del dopoguerra. Mentre l’eurozona continua a crescere a ritmi più sostenuti di quelli nazionali. In questo quadro è pur vero, però, che i provvedimenti messi in campo a supporto delle imprese (sgravi e incentivi, ecc) e dei consumi (la pioggia di bonus) hanno dato fiato all’economia dopo anni di rigore e sacrifici. In questo quadro anche i conti pubblici sono migliorati ma forse meno di quanto il contesto avrebbero permesso. Il deficit è in lenta riduzione mentre il debito pubblico non ha ancora imboccato una chiara traiettoria di discesa. Tanto che Bruxelles ha costretto Roma a rivedere i conti nella primavera scorsa e si appresta a rifarlo nella prossima. Nella contraddizione tra le compatibilità europee e i paletti della politica interna, il ministro dell’Economia Padoan ha traghettato il Paese lungo il suo "sentiero stretto", dando prova di prudenza e diplomazia. Senza riuscire però a evitare di lasciare in eredità alla prossima legislatura le clausole di salvaguardia sul deficit: sterilizzati nel 2018, gli aumenti Iva restano pronti a scattare dal 2019.
Nicola Pini
Istruzione. Con la Buona scuola assunti i precari. Misure a sostegno di paritarie e famiglie
Basterebbero due parole per condensare i cinque anni di legislatura sul fronte scolastico: «Buona scuola». È la riforma messa in campo dal governo Renzi (con il ministro Giannini), continuata e portata a compimento da quello Gentiloni. Un progetto, che a dire il vero, ha avuto al centro il problema dei docenti precari in attesa di un posto di ruolo anche da decenni. Ecco allora uno dei maggiori piani di assunzioni degli ultimi decenni nella scuola con 150mila posti sulla carta. Non tutti coperti e in diversi casi occupati da docenti costretti per un meccanismo complesso ad accettare la cattedra anche a migliaia di chilometri da casa. Un aspetto che ha di fatto attirato la maggior parte dell’attenzione lasciando in ombra altri aspetti che possono, invece, rappresentare una svolta importante per la scuola, come l’organico di istituto, cioè un gruppo di docenti scelti dal dirigente scolastico in liste provinciali per svolgere attività ulteriori rispetto a quelle previste dal percorso di studi. Un potenziamento di organico per dare risposte nel singolo territorio, nella singola scuola. Sul piano della scuola paritaria c’è da registrare alcuni interventi positivi, come la detrazione fiscale di parte delle spese sostenute dalle famiglie (anche se di scarso importo), mentre la possibilità di donazioni dirette agli istituti non ha sortito l’effetto sperato. Meccanismi nuovi anche nei concorsi per il reclutamento dei docenti e per il percorso di formazione. Ci vorrà tempo per vederne i risultati. Tra le riforme quella dell’esame di terza media che debutterà proprio nel 2018, mentre per quello di maturità occorrerà attendere giugno 2019 con il ritorno a due prove scritte e una orale (addio a quello che venne definito il "quizzone").
Enrico Lenzi
Famiglia. I bonus non hanno scalfito l'inverno demografico. Ora una campagna elettorale con tante promesse
Quella che si è conclusa ieri, dal punto di vista delle politiche familiari, è l’ennesima legislatura del "vorrei ma non posso". Certo, se si estende così tanto il concetto di politiche familiari da considerare tali anche gli interventi sulla fiscalità generale e contro la povertà, allora si potrebbe parlare di bilancio positivo. Ma se si resta concentrati sul tema centrale, sul drammatico inverno demografico che investe il Paese, va constatato che sono arrivati solo piccoli segnali. È arrivato il bonus bebè da 80 euro al mese, che l’ultima manovra ha fortemente depotenziato rispetto alle versioni precedenti rendendolo fruibile solo per i nati nel 2018 e solo per il primo anno di vita. C’è il bonus nido, mille euro a rate mensili non " SEGUE >>>
Economia. Risale il Pil dopo la recessione ma il nodo dei conti pubblici non è sciolto
Dopo il biennio nero 2012-2013 (4 punti in meno di Pil) l’Italia ha iniziato una faticosa risalita. Nel 2017 la crescita dovrebbe attestarsi intorno all’1,5%, uscendo per la prima volta da quella sindrome dello "zerovirgola" di cui sembrava prigioniera. Anche per l’anno prossimo le stime sono positive. Comprensibile quindi che gli ultimi due governi abbiano rivendicato il miglioramento dell’economia come un successo politico. La maggioranza degli osservatori concordano tuttavia sul fatto che sono state soprattutto le condizioni europee e internazionali, a cominciare dalle politiche espansive della Bce, ad avere trascinato il nostro Paese fuori dalla peggiore crisi del dopoguerra. Mentre l’eurozona continua a crescere a ritmi più sostenuti di quelli nazionali. In questo quadro è pur vero, però, che i provvedimenti messi in campo a supporto delle imprese (sgravi e incentivi, ecc) e dei consumi (la pioggia di bonus) hanno dato fiato all’economia dopo anni di rigore e sacrifici. In questo quadro anche i conti pubblici sono migliorati ma forse meno di quanto il contesto avrebbero permesso. Il deficit è in lenta riduzione mentre il debito pubblico non ha ancora imboccato una chiara traiettoria di discesa. Tanto che Bruxelles ha costretto Roma a rivedere i conti nella primavera scorsa e si appresta a rifarlo nella prossima. Nella contraddizione tra le compatibilità europee e i paletti della politica interna, il ministro dell’Economia Padoan ha traghettato il Paese lungo il suo "sentiero stretto", dando prova di prudenza e diplomazia. Senza riuscire però a evitare di lasciare in eredità alla prossima legislatura le clausole di salvaguardia sul deficit: sterilizzati nel 2018, gli aumenti Iva restano pronti a scattare dal 2019.
Nicola Pini
Istruzione. Con la Buona scuola assunti i precari. Misure a sostegno di paritarie e famiglie
Basterebbero due parole per condensare i cinque anni di legislatura sul fronte scolastico: «Buona scuola». È la riforma messa in campo dal governo Renzi (con il ministro Giannini), continuata e portata a compimento da quello Gentiloni. Un progetto, che a dire il vero, ha avuto al centro il problema dei docenti precari in attesa di un posto di ruolo anche da decenni. Ecco allora uno dei maggiori piani di assunzioni degli ultimi decenni nella scuola con 150mila posti sulla carta. Non tutti coperti e in diversi casi occupati da docenti costretti per un meccanismo complesso ad accettare la cattedra anche a migliaia di chilometri da casa. Un aspetto che ha di fatto attirato la maggior parte dell’attenzione lasciando in ombra altri aspetti che possono, invece, rappresentare una svolta importante per la scuola, come l’organico di istituto, cioè un gruppo di docenti scelti dal dirigente scolastico in liste provinciali per svolgere attività ulteriori rispetto a quelle previste dal percorso di studi. Un potenziamento di organico per dare risposte nel singolo territorio, nella singola scuola. Sul piano della scuola paritaria c’è da registrare alcuni interventi positivi, come la detrazione fiscale di parte delle spese sostenute dalle famiglie (anche se di scarso importo), mentre la possibilità di donazioni dirette agli istituti non ha sortito l’effetto sperato. Meccanismi nuovi anche nei concorsi per il reclutamento dei docenti e per il percorso di formazione. Ci vorrà tempo per vederne i risultati. Tra le riforme quella dell’esame di terza media che debutterà proprio nel 2018, mentre per quello di maturità occorrerà attendere giugno 2019 con il ritorno a due prove scritte e una orale (addio a quello che venne definito il "quizzone").
Enrico Lenzi
Famiglia. I bonus non hanno scalfito l'inverno demografico. Ora una campagna elettorale con tante promesse
Quella che si è conclusa ieri, dal punto di vista delle politiche familiari, è l’ennesima legislatura del "vorrei ma non posso". Certo, se si estende così tanto il concetto di politiche familiari da considerare tali anche gli interventi sulla fiscalità generale e contro la povertà, allora si potrebbe parlare di bilancio positivo. Ma se si resta concentrati sul tema centrale, sul drammatico inverno demografico che investe il Paese, va constatato che sono arrivati solo piccoli segnali. È arrivato il bonus bebè da 80 euro al mese, che l’ultima manovra ha fortemente depotenziato rispetto alle versioni precedenti rendendolo fruibile solo per i nati nel 2018 e solo per il primo anno di vita. C’è il bonus nido, mille euro a rate mensili non " SEGUE >>>
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