Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, record all'asta: "L'ultimo quadro attribuito al genio del Rinascimento è stato venduto per 450 milioni di dollari. Il salvatore del mondo ha una storia misteriosa
Meno di 19 minuti di asta serrata per arrivare alla cifra record di oltre 450 milioni di dollari. È l’aggiudicazione più alta di tutta la storia del mercato dell’arte e il quadro in questione è il Salvator Mundi attribuito a Leonardo da Vinci.
La piccola tavola è stata battuta all’asta da Christie’s a New York. La cifra di partenza per il lotto numero 9 era 75 milioni di dollari. Quella finale è stata di 450.312.500 dollari. La più alta di sempre che ha preso il posto del dipinto di Picasso Donne di Algeri venduto dalla stessa casa d’asta per 179.
4 milioni di dollari nel maggio del 2015. In questo caso è stata attribuita al telefono a uno sconosciuto.
Come tutti i capolavori, e in particolare quelli di Leonardo, ha una storia misteriosa e un’attribuzione contestata. Sulla tavola in legno (65,5×45 cm) c’è il Cristo con una mano nella posizione della benedizione e ha un globo nell’altra. La ricostruzione storica dice che Leonardo avrebbe dipinto l’opera a a Milano poco prima di lasciare la città, nel 1499. Ci sono i disegni preparatori ed esiste un’incisione fatta intorno al 1650.
Passato dalla Francia è poi arrivato all’Inghilterra, forse portato nel 1625 dalla regina Enrichetta Maria di Borbone sposa di Re Carlo I. Era registrato nella collezione reale, ma se ne sono perse le tracce dal 1763 al 1900. All’inizio del secolo passato Sir Charles Robinson lo acquistò come opera di Bernardino Luini, seguace di Leonardo. Da allora continue apparizioni e sparizioni fra mercati e aste: nel 1958 viene comprato all’asta per 45 sterline e torna sul mercato nel 2005. Nel 2013 è stato venduto per 80 milioni di dollari a Yves Bouvier, presidente della società svizzera d’arte Natural Le Coultre, e poi comprato dal miliardario russo Dmitry Rybolovlev per 127 milioni di dollari. Questo si era anche lamentato di averlo pagato troppo.
L’autenticazione arriva solo nel 2011 dopo che dal 2007 si lavorava al restauro, ma le voci non sono unanimi e c’è chi lo considera opera della bottega dell’artista della Gioconda. Tutto è contrasto nella letteratura su quest’opera. Restaurato con troppa foga per alcuni, la Mona Lisa al maschile per altri. Irrimediabilmente compromesso per i primi, capolavoro per i secondi.
Eccezionali le misure di sicurezza e la campagna pubblicitaria fatta dalla casa d’asta per quello che è considerato l’ultimo capolavoro ancora in mani private di Leonardo. Decine i vip e i milionari interessati all’appuntamento newyorkese che era quello dedicato all’arte contemporanea, con l’aggiunta del dipinto leonardesco. Nell’elenco dei prenotati c’erano Dasha Zhukova, moglie del miliardario russo Roman Abramovič, il cinese Budi Tek e l’americano Eli Broad, tutti milionari, come la sorella dell’emiro del Qatar Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani che è presidente dei musei dell’emirato. Mistero su chi alla fine se lo sia portato a casa."
Meno di 19 minuti di asta serrata per arrivare alla cifra record di oltre 450 milioni di dollari. È l’aggiudicazione più alta di tutta la storia del mercato dell’arte e il quadro in questione è il Salvator Mundi attribuito a Leonardo da Vinci.
La piccola tavola è stata battuta all’asta da Christie’s a New York. La cifra di partenza per il lotto numero 9 era 75 milioni di dollari. Quella finale è stata di 450.312.500 dollari. La più alta di sempre che ha preso il posto del dipinto di Picasso Donne di Algeri venduto dalla stessa casa d’asta per 179.
4 milioni di dollari nel maggio del 2015. In questo caso è stata attribuita al telefono a uno sconosciuto.
Come tutti i capolavori, e in particolare quelli di Leonardo, ha una storia misteriosa e un’attribuzione contestata. Sulla tavola in legno (65,5×45 cm) c’è il Cristo con una mano nella posizione della benedizione e ha un globo nell’altra. La ricostruzione storica dice che Leonardo avrebbe dipinto l’opera a a Milano poco prima di lasciare la città, nel 1499. Ci sono i disegni preparatori ed esiste un’incisione fatta intorno al 1650.
Passato dalla Francia è poi arrivato all’Inghilterra, forse portato nel 1625 dalla regina Enrichetta Maria di Borbone sposa di Re Carlo I. Era registrato nella collezione reale, ma se ne sono perse le tracce dal 1763 al 1900. All’inizio del secolo passato Sir Charles Robinson lo acquistò come opera di Bernardino Luini, seguace di Leonardo. Da allora continue apparizioni e sparizioni fra mercati e aste: nel 1958 viene comprato all’asta per 45 sterline e torna sul mercato nel 2005. Nel 2013 è stato venduto per 80 milioni di dollari a Yves Bouvier, presidente della società svizzera d’arte Natural Le Coultre, e poi comprato dal miliardario russo Dmitry Rybolovlev per 127 milioni di dollari. Questo si era anche lamentato di averlo pagato troppo.
L’autenticazione arriva solo nel 2011 dopo che dal 2007 si lavorava al restauro, ma le voci non sono unanimi e c’è chi lo considera opera della bottega dell’artista della Gioconda. Tutto è contrasto nella letteratura su quest’opera. Restaurato con troppa foga per alcuni, la Mona Lisa al maschile per altri. Irrimediabilmente compromesso per i primi, capolavoro per i secondi.
Eccezionali le misure di sicurezza e la campagna pubblicitaria fatta dalla casa d’asta per quello che è considerato l’ultimo capolavoro ancora in mani private di Leonardo. Decine i vip e i milionari interessati all’appuntamento newyorkese che era quello dedicato all’arte contemporanea, con l’aggiunta del dipinto leonardesco. Nell’elenco dei prenotati c’erano Dasha Zhukova, moglie del miliardario russo Roman Abramovič, il cinese Budi Tek e l’americano Eli Broad, tutti milionari, come la sorella dell’emiro del Qatar Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani che è presidente dei musei dell’emirato. Mistero su chi alla fine se lo sia portato a casa."
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