domenica 12 novembre 2017

Chiesa e omosessualità. Dopo il caso scout. I lettori di Avvenire la pensano così

Dopo il caso scout. I lettori di Avvenire la pensano così: "La vicenda del capo scout della parrocchia di Staranzano (Gorizia) che ha scelto di rendere palese la sua omosessualità contraendo un’unione civile con il proprio partner, risale al giugno scorso, ma ancora continua a suscitare interrogativi e perplessità. Il caso si è dilatato dopo la lettera aperta dell’arcivescovo di Gorizia, Carlo Maria Redaelli, che, nelle settimane successive, ha affrontato la questione offrendo alcuni criteri per il discernimento. In particolare il presule, spiegando che sarebbe fuorviante alla luce di una corretta visione della fede cristiana, attendersi «indicazioni normative vincolanti per ogni questione e per ogni circostanza», ha sollecitato l’Agesci e le altre realtà ecclesiali di carattere educativo «a giungere ad alcune indicazioni condivise e sagge». Un auspicio che da Gorizia si è riverberato immediatamente, con tutta la difficoltà e la delicatezza del caso, sul piano nazionale, perché sarebbe curioso che gli scout assumessero una determinata posizione nel Triveneto e un’altra, magari di segno opposto, in altre parti d’Italia. Allo stesso modo è stata sottolineata la necessità di una posizione univoca anche da parte delle altre realtà educative – parrocchie, associazioni, movimenti, gruppi legati a congregazioni e istituti – che si trovano ogni giorno a fare i conti con tematiche nuove, o comunque oggi sempre più presenti nella realtà sociale, da consigliare forme rinnovate di accompagnamento e di formazione anche per gli stessi educatori.

Sul tema si sono svolti alcuni incontri informali, altri sono programmati nelle prossime settimane, anche con la partecipazione di esperti autorevoli, vescovi e specialisti del settore. Non ne diamo conto perché è opportuno che questi confronti si svolgano in modo riservato e che i partecipanti possano esprimersi in modo aperto e franco, come esige l’importanza e la complessità del tema, senza alcun rischio di strumentalizzazione e senza clamori mediatici. È bene dire subito che nessuno sta riscrivendo la dottrina morale a proposito della sessualità e che non esiste alcuna commissione segreta, come si continua a ripetere erroneamente a proposito di Humanae vitae. Qui non ci sono ricette precostituite, non c’è un progetto pastorale pronto all’uso da applicare in modo automatico. Nell’articolo qui di seguito, il vescovo di Parma, Enrico Solmi, che è stato presidente della Commissione episcopale per la pastorale familiare e ha coordinato alcune esperienze diocesane sul tema, offre alcune coordinate perché le proposte di accompagnamento risultino pienamente evangeliche. Grazie al cielo sono ormai tante, sia quelle ufficiali sia quelle portate avanti riservatamente, le buone esperienze a livello locale che offrono vicinanze e aiuto alle persone che lo desiderano. Perché nella Chiesa azione e riflessione non sono mai disgiunte.

Il punto di partenza, come Solmi stesso spiega, è il punto 250 di Amoris laetitia. Occorre tenere presente quello che il Papa dice, ma ancora di più quello che non dice, forse più complesso e impegnativo. L’affermazione chiara è che «ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispetta nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare "ogni marchio di ingiusta discriminazione". E inoltre che alle persone omosessuali vanno assicurati gli aiuti necessari «per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita». Ma a questo punto – a differenza dei precedenti documenti vaticani sul tema – non c’è alcun giudizio etico sui comportamenti omosessuali. Sia la Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali (1986), sia il Catechismo (1997), dopo la sollecitazione all’accoglienza e al rispetto delle persone, esprimevano l’«oggettivo disordine» degli atti. Francesco non lo fa. Difficile pensare a una dimenticanza, ma sarebbe sbagliato concludere anche in senso opposto, come una sorta di via libera. Molto più semplicemente il Papa invita al discernimento e alla riflessione. Quello che anche noi ci proponiamo di fare, pubblicando alcune tra le lettere giunte in redazione sull’argomento. Pareri di segno opposto e di tono diverso che esprimono comunque il desiderio di approfondire e di conoscere meglio un tema che, per la sua valenza umana e quindi pastorale, non può essere liquidato con una formula valida per tutte le occasioni e per tutte le situazioni.

L’analisi - Chiesa e omosessualità. «Vie nuove e prudente audacia»
Il vescovo Solmi: giusto accompagnare, accogliere, sostenere. «Nelle nostre diocesi sono già presenti gruppi di famiglie che condividono esperienze di accoglienza». In queste realtà c’è «una potenzialità ecclesiale». Ma non per riscrivere dottrina e morale

di Enrico Solmi, vescovo di Parma
Sulla scia di Amoris Laetitia, molte Chiese locali propongono iniziative diverse per "assicurare un rispettoso accompagnamento" alle "famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, esperienza non facile né per i genitori, né per i figli". (AL 250)." SEGUE >>>



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