Kim Jong Un, il retroscena. Quella cena con gli italiani prima dell'ultimo test... - Libero Quotidiano: "A Kim Jong Un non mancano gli amici italiani. A lui hanno brindato a Roma il 6 settembre all'ambasciata nordcoreana come anticipo del 65simo anniversario della fondazione della Repubblica popolare insieme al neo ambasciatore Mun Jong-nam (che ha detto nel suo discorso: "Non cederemo neanche di un centimetro sul cammino di rafforzamento delle forze nucleari che abbiamo scelto finché non si siano eliminate le origini della politica ostile e la minaccia nucleare degli Stati-Uniti nei confronti del nostro Paese").
"L'atmosfera è felliniana - racconta al Corriere della Sera uno degli invitati -, ci sono personaggi che sembrano usciti direttamente da un film". "Mi sono stupito - dice Antonio Razzi - che al ricevimento non ci fosse nessuno della Farnesina. Con il muro contro muro non si otterrà mai nulla. È un Paese che ci devi ragionare. Io l'ho detto anche all'ambasciatore: Che volete veramente in cambio per non adoperare il nucleare?".
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Di fatto al momento i rapporti tra l'Italia e la Corea del Nord non sono idilliaci. Nel 2000 l'allora ministro degli Esteri Lamberto Dini provò un avvicinamento su consiglio degli Stati Uniti: "Volevamo attuare piccoli progetti di cooperazione - ricorda Dini - ma in Corea del Nord alla fine c'è sempre uno sviluppo negativo che impedisce di costruire come in Vietnam o in Iran. La segretaria di Stato Madeleine Albright riuscì a ottenere una visita per il presidente Bill Clinton. Poi arrivò Bush e fece la lista degli Stati canaglia".
Tra gli "amici" della Corea del Nord c'è Franco Luigi Acanfora, ad di Legea, azienda di Pompei, che nel 2010 si è messa a produrre le magliette della nazionale di calcio nordcoreana. Acanfora dice che "in questi giorni ci sia stato un aumento nella vendita delle magliette perché è un modo per esprimere l'attaccamento alla propria nazione". Mentre il Conservatorio di musica di Santa Cecilia, invece, si appresta a inviare alcuni maestri di lirica a Pyongyang per insegnare ai docenti del conservatorio locale. In passato c'erano state le comparsati di Matteo Salvini (2014) e Paolo Romani (2013)."
"L'atmosfera è felliniana - racconta al Corriere della Sera uno degli invitati -, ci sono personaggi che sembrano usciti direttamente da un film". "Mi sono stupito - dice Antonio Razzi - che al ricevimento non ci fosse nessuno della Farnesina. Con il muro contro muro non si otterrà mai nulla. È un Paese che ci devi ragionare. Io l'ho detto anche all'ambasciatore: Che volete veramente in cambio per non adoperare il nucleare?".
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Di fatto al momento i rapporti tra l'Italia e la Corea del Nord non sono idilliaci. Nel 2000 l'allora ministro degli Esteri Lamberto Dini provò un avvicinamento su consiglio degli Stati Uniti: "Volevamo attuare piccoli progetti di cooperazione - ricorda Dini - ma in Corea del Nord alla fine c'è sempre uno sviluppo negativo che impedisce di costruire come in Vietnam o in Iran. La segretaria di Stato Madeleine Albright riuscì a ottenere una visita per il presidente Bill Clinton. Poi arrivò Bush e fece la lista degli Stati canaglia".
Tra gli "amici" della Corea del Nord c'è Franco Luigi Acanfora, ad di Legea, azienda di Pompei, che nel 2010 si è messa a produrre le magliette della nazionale di calcio nordcoreana. Acanfora dice che "in questi giorni ci sia stato un aumento nella vendita delle magliette perché è un modo per esprimere l'attaccamento alla propria nazione". Mentre il Conservatorio di musica di Santa Cecilia, invece, si appresta a inviare alcuni maestri di lirica a Pyongyang per insegnare ai docenti del conservatorio locale. In passato c'erano state le comparsati di Matteo Salvini (2014) e Paolo Romani (2013)."
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