Gli stupri del 26 agosto - Stupro di Rimini, 2 minorenni si consegnano ai carabinieri: «Siamo stati noi» | italia | Il Secolo XIX: "Roma - Due minorenni marocchini si sono presentati a metà pomeriggio ai carabinieri di Pesaro per la vicenda del duplice stupro di una settimana fa a Rimini: i due ragazzi si sono presentati in una caserma vicino a Pesaro e poi sono stati trasferiti in Procura a Rimini, dove il magistrato li ha ascoltati.
Durante il colloquio i due, che avrebbero 15 e 16 anni e sarebbero fratelli, avrebbero ammesso di avere fatto parte del “branco” che lo scorso 26 agosto fa ha stuprato a Miramare una turista polacca, picchiato l’amico di lei e violentato una prostituta transessuale; nessuno dei due avrebbe precedenti penali.
Un terzo componente della banda si è consegnato alle forze dell’ordine poche ore più tardi: sarebbe un 17enne nigeriano; ancora ricercato il presunto “capo”, un 20enne congolese.
Le immagini che incastrano il “branco”
A quanto si è appreso, i primi due giovani avrebbero deciso di presentarsi dopo la diffusione delle immagini e a causa della pressione esercitata in questi giorni dalla polizia di Rimini.
Un fotogramma di una videocamera di sorveglianza di Miramare li riprende di spalle. Risale al 26 agosto. Si vedono tre persone, due con il cappello a visiera e uno con una felpa con il cappuccio in testa, mentre camminano sul lungomare alle 3.57 di notte.
Il gruppo è stato riconosciuto dalle vittime: la transessuale peruviana e la coppia polacca aggredita a Miramare, frazione di Rimini, venerdì scorso, nei pressi del bagno 130. In particolare il ragazzo ne avrebbe riconosciuti un paio dalle foto. Mentre la giovane, di 26 anni, vittima della brutale violenza sessuale, ancora sotto choc, non sarebbe sicura al cento per cento di averli riconosciuti dalle immagini delle telecamere.
I quattro prima di violentare la turista polacca, di aggredire e rapinare l’amico e poi stuprare una prostituta transessuale peruviana, pare avessero già aggredito in strada a Miramare un’altra coppia di turisti di Varese la notte del 12 agosto scorso. La segnalazione è stata inserita nel fascicolo d’indagine sul doppio stupro, perché per modalità e luogo dove si è consumata quella rapina ha molte cose in comune con l’aggressione in spiaggia."
Durante il colloquio i due, che avrebbero 15 e 16 anni e sarebbero fratelli, avrebbero ammesso di avere fatto parte del “branco” che lo scorso 26 agosto fa ha stuprato a Miramare una turista polacca, picchiato l’amico di lei e violentato una prostituta transessuale; nessuno dei due avrebbe precedenti penali.
Un terzo componente della banda si è consegnato alle forze dell’ordine poche ore più tardi: sarebbe un 17enne nigeriano; ancora ricercato il presunto “capo”, un 20enne congolese.
Le immagini che incastrano il “branco”
A quanto si è appreso, i primi due giovani avrebbero deciso di presentarsi dopo la diffusione delle immagini e a causa della pressione esercitata in questi giorni dalla polizia di Rimini.
Un fotogramma di una videocamera di sorveglianza di Miramare li riprende di spalle. Risale al 26 agosto. Si vedono tre persone, due con il cappello a visiera e uno con una felpa con il cappuccio in testa, mentre camminano sul lungomare alle 3.57 di notte.
Il gruppo è stato riconosciuto dalle vittime: la transessuale peruviana e la coppia polacca aggredita a Miramare, frazione di Rimini, venerdì scorso, nei pressi del bagno 130. In particolare il ragazzo ne avrebbe riconosciuti un paio dalle foto. Mentre la giovane, di 26 anni, vittima della brutale violenza sessuale, ancora sotto choc, non sarebbe sicura al cento per cento di averli riconosciuti dalle immagini delle telecamere.
I quattro prima di violentare la turista polacca, di aggredire e rapinare l’amico e poi stuprare una prostituta transessuale peruviana, pare avessero già aggredito in strada a Miramare un’altra coppia di turisti di Varese la notte del 12 agosto scorso. La segnalazione è stata inserita nel fascicolo d’indagine sul doppio stupro, perché per modalità e luogo dove si è consumata quella rapina ha molte cose in comune con l’aggressione in spiaggia."
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