sabato 19 agosto 2017

Vasco Errani lascia l'incarico di commissario per la ricostruzione del terremoto in centro Italia

Vasco Errani lascia l'incarico di commissario per la ricostruzione del terremoto in centro Italia: "A settembre Vasco Errani non sarà più commissario per la ricostruzione del terremoto in centro Italia. Lo comunica l'Ansa in una nota che riprende indiscrezioni riportate oggi dai quotidiani Qn e Corriere Adriatico. "Nei piani del governo, Errani dovrebbe essere sostituito", riferisce Qn. "Non solo: i governatori di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo - già oggi suoi vice - potrebbero vedersi attribuire nuove responsabilità".


 

La novità, riporta anche il Corriere Adriatico, "sarà comunicata lunedì prossimo a Palazzo Chigi in una riunione tra il premier Paolo Gentiloni, il capo della Protezione civile, fresco di nomina, Angelo Borrelli, e i quattro governatori di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo".  Nessun commento per adesso da parte di Errani. Da fonti del governo si ricorda che il mandato di Errani da commissario va comunque a scadenza il prossimo settembre.

Secondo queste indiscrezioni, Errani sarebbe pronto a candidarsi alle prossime elezioni politiche in una formazione di sinistra che nasce in competizione con il PD, partito da cui Errani è uscito pochi mesi fa insieme a Bersani, Rossi, Speranza e D'Alema per costruire il movimento Articolo1 MDP. L’incarico straordinario per il terremoto in Centro Italia era a tempo, questo era chiaro fin dall'inizio e lo ha sempre dichiarato anche lo stesso Errani. Ma forse l'incarico si interrompe prima del previsto, dopo che Errani era stato nominato a settembre 2016 dall’allora premier Matteo Renzi.

Molti parlarono già allora di "scelta politica" da parte di Renzi, per cercare di tenere insieme il PD. Cosa che poi non è riuscita al segretario dei Democratici, dal momento che Bersani e gli altri se ne sono andati sbattendo la porta. Ma la scelta politica di ieri e di oggi potrebbe non essere l'unica o la più corretta chiave di lettura.

Vasco Errani, infatti, era stato indicato Commissario straordinario in Centro Italia dopo la positiva esperienza nella gestione dell'emergenza terremoto in Emilia, dal 2012 in poi. Una gestione considerata da molti esemplare. Ma nel Centro Italia le cose sono apparse subito molto più complicate e lo stesso commissario si è trovato ad operare con difficoltà fino a uno sfogo "a porte chiuse" con i sindaci del terremoto che doveva restare off records e però è diventato di dominio pubblico: "Siamo troppo indietro su macerie, casette e stalle che non sono compito mio", aveva tuonato in quella occasione.

A un anno dal terremoto in Umbria, Marche e Lazio le cose non vanno o vanno comunque troppo a rilento. Pochissime le casette, pochissime le macerie rimosse, poche le stalle, le scuole nel caos, rabbia crescente fra gli sfollati, proteste dei sindaci. Appena dieci giorni fa poi la macchina della ricostruzione ha perso un altro pezzo importante. Si è dimesso per "motivi personali" il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. Il momento dunque è molto delicato. 

Anche questa potrebbe essere una chiave di lettura. Forse la più corretta. Da una parte il governo ha bisogno di dare una scossa, cambiando passo. Dall'altra, Vasco Errani non ci sta a passare per capro espiatorio e parafulmine per le lentezze burocratiche ed operative nella gestione dell'emergenza post-terremoto. Perciò l'incarico potrebbe terminare a giorni, prima del previsto e le strade di Errani e dei vertici del PD, il suo ex partito, diventare sempre più distanti. "

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