mercoledì 9 agosto 2017

Regina Elisabetta II scrive a studenti in carcere Itst Pescara

Regina Elisabetta II scrive a studenti in carcere Itst Pescara: "Pescara, 9 ago. (askanews) – Il diploma di maturità e uno scambio epistolare con la Regina Elisabetta. Bilancio niente male per gli studenti della sezione carceraria dell’Istituto Aterno Manthonè di Pescara. I diplomi Sono stati consegnati uesta mattina, nella sala conferenze della Casa circondariale San Donato di Pescara ai cinque studenti della sezione carceraria dell’I.t.st. Aterno-Manthonè, indirizzo Sistemi informativi aziendali, che a giugno hanno sostenuto l’esame di maturità. Un modo diverso di studiare anche la lingua inglese, prova ne è il messaggio di auguri per Natale inviato dagli studenti, guidati dalla docente di inglese Annalisa Libbi, a cui la regina Elisabetta II ha risposto con entusiasmo. Il Dirigente scolastico Antonella Sanvitale ha consegnato i certificati agli studenti: Vincenzo Bevilacqua, Mario Butolo, Giuseppe Di Filippo, Guglielmo Faneli, Emanuele Imbriani. Alla cerimonia hanno partecipato Federica Chiavaroli, sottosegretario di Stato al ministero della Giustizia, Marinella Sclocco, assessore regionale all’Istruzione, Ernestina Carluccio, dell’Ufficio scolastico provinciale delegata dal dirigente dell’Ufficio IV ambito territoriale di Pescara Carlo Pisu, Franco Pettinelli, direttore della Casa circondariale, Anna Laura Tiberi, educatrice responsabile dell’area pedagogico-didattica, Gabriele Di Marco, presidente della commissione dell’Esame di stato, i docenti: Anna Doriana Ceccomancini, Donatella Ciaccia, Cristina De Marinis, , Donatina Di Giampaolo, Annalisa Libbi e Marina Di Crescenzo, referente del corso serale e della scuola carceraria. “Ho visto i voti e mi complimento con voi”. “Siete un esempio”, dice la Preside Sanvitale, “perché la cultura è l’introduzione alla realtà. Voi avete accettato la sfida, il sacrificio, per affermare come la cultura ci renda veramente liberi”. L’onorevole Chiavaroli sottolinea “Se ci sono le opportunità all’interno del carcere, come quella della scuola o del progetto di recupero di Farindola, si può costruire una seconda possibilità per chi ha sbagliato. Perché nella vita tutti sbagliano”."

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