Approfondimento Febbraio: "IL PATRIMONIO EDILIZIO ITALIANO È STORICO
La pericolosità di un sisma non è data dal terremoto in sé, ma dagli effetti che questo ha sugli edifici e sulle infrastrutture che colpisce. Il maggior numero di danni nel corso di un terremoto, infatti, sono dovuti ai fabbricati, che danneggiandosi possono crollare parzialmente o nella loro interezza, mettendo in serio pericolo la vita delle persone.
Per tutelare la sicurezza e la Salvaguardia della Vita Umana anche in caso di sisma, il legislatore ha stabilito norme tecniche (NTC 2008) per la costruzione di nuovi edifici, che impongono criteri di costruzione antisismici specifici, dipendenti dalla zonazione del territorio. Così facendo le nuove costruzioni sono in grado di sopportare senza gravi danni i terremoti.
Ma la storia ci insegna che regolamentare le nuove costruzioni non è sufficiente a garantire la sicurezza sismica.
L’Italia è un paese in cui le nuove costruzioni sono sempre meno e il tessuto urbanistico ed infrastrutturale è ormai già ben definito. Il territorio nazionale, infatti, è ricco di borghi ed edifici storici eretti prima dell’entrata in vigore delle norme antisismiche, che presentano un’età media molto avanzata: circa il 40% degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1960 e circa l’11% è stato realizzato dopo il 1991.
Non basta quindi limitare la prevenzione alle nuove costruzioni quando il parco edilizio esistente non è adeguato alla propensione sismica del territorio. Oltre ad essere stato costruito senza criteri sismici è oggi un patrimonio datato; inoltre negli anni molti fabbricati hanno subito interventi di ristrutturazione e ampliamenti, che hanno inciso sull’equilibrio e sull’assetto originale delle strutture.
Tutti questi fattori, insieme, incrementano la vulnerabilità sismica propria degli edifici, ossia la propensione di una struttura a subire un danno di un determinato livello, a fronte di un evento sismico di una data intensità.
E’ evidente che il Patrimonio è vetusto e vulnerabile e per garantire la sicurezza è necessario applicare una manutenzione sismica preventiva, in grado di limitare le fragilità del costruito. Per attuare una prevenzione sismica che riesca a garantire la sicurezza e la Salvaguardia della Vita Umana, nonostante la complessa situazione del patrimonio edile italiano pubblico e privato, l’unica strada da intraprendere è un percorso graduale di conoscenza del costruito e delle vulnerabilità in caso di sisma.
Anche la normativa sostiene la strada della prevenzione sismica e fornisce le indicazioni necessarie per intraprendere questo percorso di conoscenza.
Infatti, solo attraverso la conoscenza globale dell’edificio si avranno le informazioni per individuare il rischio sismico e solo attraverso la consapevolezza delle vulnerabilità si potrà impostare un piano manutentivo con eventuali interventi di adeguamento o miglioramento sismico.
Non sono i terremoti che causano il maggior numero di morti, ma le costruzioni degli uomini.
APPUNTAMENTO CON LA SISMICA
L’obiettivo è quindi attuare un piano di prevenzione sismica sul costruito, nel prossimo approfondimento vedremo le indicazioni della normativa per raggiungere lo scopo.
OBIETTIVO SICUREZZA: MANUTENZIONE SISMICA DEL COSTRUITO
"
La pericolosità di un sisma non è data dal terremoto in sé, ma dagli effetti che questo ha sugli edifici e sulle infrastrutture che colpisce. Il maggior numero di danni nel corso di un terremoto, infatti, sono dovuti ai fabbricati, che danneggiandosi possono crollare parzialmente o nella loro interezza, mettendo in serio pericolo la vita delle persone.
Per tutelare la sicurezza e la Salvaguardia della Vita Umana anche in caso di sisma, il legislatore ha stabilito norme tecniche (NTC 2008) per la costruzione di nuovi edifici, che impongono criteri di costruzione antisismici specifici, dipendenti dalla zonazione del territorio. Così facendo le nuove costruzioni sono in grado di sopportare senza gravi danni i terremoti.
Ma la storia ci insegna che regolamentare le nuove costruzioni non è sufficiente a garantire la sicurezza sismica.
L’Italia è un paese in cui le nuove costruzioni sono sempre meno e il tessuto urbanistico ed infrastrutturale è ormai già ben definito. Il territorio nazionale, infatti, è ricco di borghi ed edifici storici eretti prima dell’entrata in vigore delle norme antisismiche, che presentano un’età media molto avanzata: circa il 40% degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1960 e circa l’11% è stato realizzato dopo il 1991.
Non basta quindi limitare la prevenzione alle nuove costruzioni quando il parco edilizio esistente non è adeguato alla propensione sismica del territorio. Oltre ad essere stato costruito senza criteri sismici è oggi un patrimonio datato; inoltre negli anni molti fabbricati hanno subito interventi di ristrutturazione e ampliamenti, che hanno inciso sull’equilibrio e sull’assetto originale delle strutture.
Tutti questi fattori, insieme, incrementano la vulnerabilità sismica propria degli edifici, ossia la propensione di una struttura a subire un danno di un determinato livello, a fronte di un evento sismico di una data intensità.
E’ evidente che il Patrimonio è vetusto e vulnerabile e per garantire la sicurezza è necessario applicare una manutenzione sismica preventiva, in grado di limitare le fragilità del costruito. Per attuare una prevenzione sismica che riesca a garantire la sicurezza e la Salvaguardia della Vita Umana, nonostante la complessa situazione del patrimonio edile italiano pubblico e privato, l’unica strada da intraprendere è un percorso graduale di conoscenza del costruito e delle vulnerabilità in caso di sisma.
Anche la normativa sostiene la strada della prevenzione sismica e fornisce le indicazioni necessarie per intraprendere questo percorso di conoscenza.
Infatti, solo attraverso la conoscenza globale dell’edificio si avranno le informazioni per individuare il rischio sismico e solo attraverso la consapevolezza delle vulnerabilità si potrà impostare un piano manutentivo con eventuali interventi di adeguamento o miglioramento sismico.
Non sono i terremoti che causano il maggior numero di morti, ma le costruzioni degli uomini.
APPUNTAMENTO CON LA SISMICA
L’obiettivo è quindi attuare un piano di prevenzione sismica sul costruito, nel prossimo approfondimento vedremo le indicazioni della normativa per raggiungere lo scopo.
OBIETTIVO SICUREZZA: MANUTENZIONE SISMICA DEL COSTRUITO
"
Nessun commento:
Posta un commento