mercoledì 3 maggio 2017

Il capo negoziatore Ue per la Brexit al Regno Unito: "Negoziati lunghi e difficili, ma deve regolare i conti"

Il capo negoziatore Ue per la Brexit al Regno Unito: "Negoziati lunghi e difficili, ma deve regolare i conti": "Nessun assegno in bianco, negoziati "lunghi e difficili" che "avranno conseguenze": sarà come "una camminata in montagna, con il rischio di scivolare". Si prospetta un lunghissimo braccio di ferro la trattativa da Unione Europea e Regno Unito sulla Brexit. Dopo il duro affondo della premier britannica dimissionaria Theresa May ("Sarò durissima, 'a bloody difficult woman', si è definita ieri), è arrivata la replica di Michel Barnier, capo negoziatore della Brexit per l'Ue: "I negoziati sulla Brexit saranno lunghi e difficili", ha dichiarato presentando la proposta di mandato negoziale adottato dalla Commissione europea. "Il Regno Unito dovrà fare un grande sforzo", ha detto Barnier. "Alcuni hanno creato l'illusione che la Brexit non avrebbe avuto impatto sulle nostre vite e che le trattative potessero concludersi rapidamente. Non è così. Ci sono alcune decisioni legali e tecniche che richiederanno tempo", ha detto Barnier in una conferenza stampa.

"I tempi sono molto stretti. Il tempo passa. Bisogna mettere le cose in ordine, in fila, risolvendole con calma, per non compromettere i negoziati sull'articolo 50". Non solo: "Il Regno Unito non potrà evitare di pagare tutto quello per cui si è impegnata fino a che è stato membro dell'Ue. Non si tratta di una punizione, o di un conto che il Regno Unito è chiamato a pagare per avere scelto la Brexit - ha precisato - Si tratta di rispettare con senso di responsabilità gli impegni presi, che riguardano migliaia di collettività, imprese, progetti per i quali il denaro è già stato stanziato. Immaginate che problemi creerebbe un'amputazione o interruzione di tali progetti", ha osservato il capo negoziatore.

A stretto giro è poi arrivata la replica del Regno Unito, attraverso David Davis, ministro per la Brexit: la Gran Bretagna pagherà per il divorzio da Bruxelles quanto è "legalmente dovuto", non "semplicemente ciò che l'Ue vuole. Prendiamo sul serio sia i nostri diritti sia i nostri obblighi", insiste Davis, sostenendo che l'Ue ha avviato la partita in modo "duro e ruvido", ma non ha comunque ancora messo cifre sul tavolo. Cifre che ha invece diffuso il Financial Times: secondo un'indiscrezione del giornale della City, ammonterebbe a 100 miliardi il conto, salato, che Londra dovrà pagare a Bruxelles. Ma Davis ha smentito: "Non pagheremo 100 miliardi di euro all'Ue".

Il Financial Times cita come fonte una propria analisi di nuove richieste più rigide che dice siano state avanzate da Francia e Germania e riferisce che, a seguito di richieste di Stati membri, i negoziatori Ue hanno rivisto i loro calcoli iniziali per massimizzare i costi che sarà chiesto a Londra di coprire. Il ministro per la Brexit Davis, tuttavia, ha detto a Itv di non avere visto alcuna cifra dell'Ue relativa al costo da pagare per l'uscita dal blocco.

Oggi la premier May sarà ricevuta dalla regina Elisabetta II dopo lo scioglimento del Parlamento, che è entrato in vigore da mezzanotte e che darà il via ufficialmente alla campagna elettorale in vista delle elezioni anticipate dell'8 giugno nel Regno Unito. Come da tradizione, la premier si recherà a Buckingham Palace per informare formalmente la sovrana dello scioglimento dell'assemblea. L'incontro è previsto per le 16 ora italiana. Normalmente la durata della legislatura nel Regno Unito è di cinque anni, ma May ha deciso di anticipare all'8 giugno le elezioni, inizialmente in programma per maggio del 2020. L'annuncio delle elezioni anticipate è giunto il mese scorso: alla base la volontà della premier britannica di rafforzare il suo mandato in vista dell'inizio dei negoziati con l'Unione europea sulla Brexit.

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