sabato 20 maggio 2017

Antonio Socci, la profezia nascosta di Fatima: arriva la terza guerra mondiale - Libero Quotidiano

Antonio Socci, la profezia nascosta di Fatima: arriva la terza guerra mondiale - Libero Quotidiano: "A cento anni dalla prima apparizione di Fatima, tutti i media tornano a occuparsi di quella profezia sul XX secolo e dei misteri connessi.

Però qual è il punto oggi? Ho studiato per anni quella vicenda, soprattutto il giallo del «terzo segreto», la sua pubblicazione del 2000 e le polemiche sulla sua completezza.

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Credo che la svolta più clamorosa sia accaduta pochi mesi fa nella disattenzione generale e sia tuttora ignorata.
Ne ho scritto il 17 agosto 2014, sulle colonne di Libero, dando notizia di un libro uscito in Portogallo proprio a cura delle suore carmelitane del monastero di Coimbra dov’è vissuta e morta, nel 2005, suor Lucia dos Santos, l’ultima veggente.


Una pubblicazione ufficiale intitolata «Un caminho sob o olhar de Maria», una biografia della religiosa che attingeva ai suoi scritti inediti fino ad allora segretati.

Il volume era passato pressoché inosservato. Ma io ricevetti una segnalazione (autorevole) secondo cui in quelle pagine era celata un’autentica bomba.

Verificai che era vero. Quella clamorosa rivelazione di fatto veniva a risolvere l’annosa polemica attorno al Terzo segreto di Fatima: il nuovo documento pubblicato dalle suore fa capire infatti che c’è qualcosa che manca alla pubblicazione del 2000 e anche cosa c’è scritto.

Ma com’è possibile che le suore di Coimbra abbiano deciso di fare una tale rivelazione che, tratta dalle pagine autografe di suor Lucia, è incontestabile e va a minare la versione vaticana? Una decisione di tale portata non si può attribuire a loro.

Poteva essere stata suor Lucia ad aver chiesto di pubblicare quel documento dopo la sua morte, considerata la sua importanza anche come avvertimento all’umanità. Ma non bastava il mandato di Lucia che, peraltro, se avesse avuto questa facoltà, avrebbe fatto uscire prima questo testo.

IL PIANO DI RATZINGER
Evidentemente una tale pubblicazione ha avuto un «placet» molto più in alto e sappiamo che su Fatima il «placet» può arrivare solo dal Vaticano.

Essendo uscito tale libro nel 2013 (quindi essendo stato deliberato e realizzato negli ultimi anni del pontificato di Benedetto XVI), oltretutto essendo stato pubblicato con tutti i sigilli dell’ufficialità ecclesiastica, è ragionevole ipotizzare che il «placet» sia arrivato direttamente dalle stanze di papa Ratzinger. Colui che da cardinale dovette fare il commento teologico alla rivelazione del 2000 sul «vescovo vestito di bianco».

Considerati i tempi si può anche individuare una data che segna una svolta nel pensiero di Benedetto XVI su Fatima: il 13 maggio 2010.

In quel periodo la Chiesa era davvero sotto pesante attacco e per l’anniversario della prima apparizione il Pontefice decise - molto in fretta e a sorpresa - di andare pellegrino al santuario portoghese.

Lì, durante il viaggio e durante la permanenza, pronunciò parole sorprendenti che di fatto contraddicevano quanto si era andato dicendo fino ad allora in Vaticano.

Benedetto dichiarò: «Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa». Poi, riferendosi alla «visione» pubblicata nel 2000, spiegò che - insieme alle sofferenze del Papa, che «possiamo in prima istanza riferire a Giovanni Paolo II» - nel Messaggio di Fatima c’è molto di più, perché «sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano… e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano… una passione della Chiesa».

Fra le «novità» del Messaggio «vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi… ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa», anzi, aggiunse, «la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa».

Benedetto XVI concludeva che dobbiamo tornare all’essenziale: «la conversione, la preghiera, la penitenza e le tre virtù teologali».

Il Papa lanciava l’allarme perché «la fede in ampie regioni della terra, rischia di spegnersi come una fiamma che non viene più alimentata». E questo, aggiungeva il Pontefice, ha pure un riverbero terribile sul mondo perché «l’uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo».

In sintesi il Papa, quel 13 maggio 2010, fa capire: che il messaggio di Fatima non si esaurisce nel passato (per esempio nell’attentato a Giovanni Paolo II da parte di Alì Agca), quindi che è necessario ascoltare l’esortazione della Madonna alla conversione, alla penitenza e alla preghiera perché la Chiesa è sotto attacco (anche dall’interno) e la fede si sta spegnando in tante parti del mondo; infine perché l’umanità rischia di finire in un baratro." SEGUE >>>

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