domenica 30 aprile 2017

Papa: "Su Regeni mi sono mosso, caso mi preoccupa. Rischi guerra atomica? Fermiamoci, sì negoziati" - Rai News

Papa: "Su Regeni mi sono mosso, caso mi preoccupa. Rischi guerra atomica? Fermiamoci, sì negoziati" - Rai News: "Riguardo al caso di Giulio Regeni "sono preoccupato: dalla Santa Sede mi sono mosso su questo tema, perché anche i genitori me lo hanno chiesto". Così papa Francesco, durante il volo dall'Egitto, ha risposto alla domanda dei giornalisti se della vicenda avesse parlato col presidente Al-Sisi. "La Santa Sede si è mossa - ha detto -, non dirò come e dove, ma ci siamo mossi". Del colloquio con Al-Sisi ha invece detto che "era privato, e per rispetto si deve mantenere la riservatezza. E' riservato". "Generalmente, quando parlo con un capo di Stato in dialogo privato, quello rimane privato - ha spiegato il Pontefice -. A meno che, di comune accordo, su un certo punto si decide di renderlo pubblico". In Egitto, ha aggiunto "ho avuto quattro dialoghi, col grande imam di Al-Azhar, col presidente Al-Sisi, col patriarca copto ortodosso Tawadros e col patriarca copto cattolico Ibrahim. Credo che sia privato - ha concluso - e per rispetto si deve mantenere la riservatezza. E' riservato".



Con populismi Ue a rischio,ma non dico chi votare
"Una dimensione dei populismi" è che creano "un problema per l'Europa, un problema per l'Unione Europea", ma "ogni Paese è libero di fare le scelte che ritiene convenienti davanti a questo". Così il Papa ha risposto a una domanda su quelli che lui ha chiamato "populismi demagogici" e sul voto presidenziale in Francia. "Io non posso giudicare se una Paese fa questa scelta per un motivo o per un altro - ha aggiunto - perché non conosco la politica interna. E' vero che l'Europa è in pericolo di sciogliersi". "L'ho detto soavemente a Strasburgo - ha ricordato il Pontefice -, l'ho detto più forte al premio Carlo Magno, e l'ultima volta, per la celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma, l'ho detto senza nuances. Dobbiamo meditare su questo, sull'importanza dell'Europa, che va dall'Atlantico aglio Urali". "C'è un problema che spaventa l'Europa - ha sottolineato - e forse alimenta certi movimenti, ed è il problema dell'immigrazione. Ma non dimentichiamo che l'Europa è stata fatta dai migranti, secoli e secoli di migrazioni, siamo noi. Ma è un problema che si deve studiare bene, anche per rispettare le opinioni e la discussione politica. E parlo della grande politica, non della piccola politica di un Paese che alla fine finisce cadendo". "Sulla Francia, dico la verità, non capisco la politica interna francese - ha proseguito -. Ho cercato di avere buoni rapporti, anche col presidente attuale: c'è stato un conflitto una volta, ma ho potuto parlare chiaramente sulle cose, rispettando le opinioni". "Dei due candidati politici - ha aggiunto Bergoglio - non so la storia, non so da dove vengono. So che uno è rappresentante della destra forte, ma l'altro davvero non so da dove viene. Per questo non posso dare un'opinione chiara sulla Francia". Il Papa, a proposito poi del voto dei cattolici, ha raccontato di quando una persona in in un raduno gli ha detto "'ma perché non pensa alla politica?'. Cioè? 'fare un partito dei cattolici!' Questo signore è buono - ha commentato - ma vive nel secolo scorso".

Sì,certi campi profughi come campi concentramento
"Non è stato un 'lapsus linguae'. Ci sono campi di rifugiati che sono veri campi di concentramento. Qualcuno forse in Italia, e in altre parti. In Germania no". Così papa Francesco ha risposto a una domanda sul suo paragone tra i campi rifugiati e i campi di concentramento, che ha molto fatto discutere anche in Germania. "Si pensi alla gente chiusa in un campo, che non può uscire - ha detto -. Sono chiusi dentro". "Il solo fatto di essere chiusi senza fare niente è come un lager. Ma niente a che vedere con la Germania".

Rischi guerra atomica? Fermiamoci, sì a negoziati
I leader che hanno responsabilità in tema di possibili conflitti "io li chiamo e li chiamerò, come ho chiamato altri, a un lavoro per risolvere i problemi sulla strada della diplomazia". Così papa Francesco, sempre durante il volto di ritorno dall'Egitto, ha risposto a una domanda a proposito delle attuali minacce di guerra nucleare riguardanti la Corea del Nord. "Fermiamoci, cerchiamo una soluzione diplomatica - ha aggiunto - E penso che le Nazioni Unite abbiano il dovere di riprendere una leadership, che si è annacquata". "Ci sono i facilitatori, tanti nel mondo, ci sono i mediatori, si offrono - ha detto il Papa -. Ci sono Paesi come la Norvegia, ad esempio. Nessuno può accusare la Norvegia di essere un Paese dittatoriale. E' sempre pronta al lavoro di mediazione. Ma la strada è solo la strada del negoziato, della soluzione diplomatica". "A proposito di questa guerra mondiale a pezzi, di cui parlo da due anni - ha proseguito -, i pezzi si sono allargati, e si sono concentrati, e sono caldi. I missili della Corea del Nord, da un anno lungo ci sono, ma adesso sembra che la cosa si è riscaldata troppo". "Io chiamo sempre a risolvere il problema sulla strada diplomatica, con il negoziato - ha aggiunto -, perché si tratta del futuro dell'umanità. Oggi una guerra allargata distrugge non dico metà, ma buona parte dell'umanità. E della cultura. Sarebbe terribile. Credo che oggi l'umanità non sarebbe capace di sopportarlo"." SEGUE >>>

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