Il Papa al Cairo: violenza nega ogni vera religione. Incontra al-Sisi, il grande Imam e il patriarca - Rai News: "L'arrivo in Egitto
L'aereo dell'Alitalia è atterrato all'aeroporto internazionale del Cairo esponendo dalla cabina di pilotaggio una bandiera egiziana e una vaticana. Si è fermato davanti alla Lounge presidenziale. Ad attenderlo in aeroporto, Ibrahim Isaac Sedrak, patriarca di Alessandria dei copti d'Egitto e presidente dell'Assemblea della Gerarchia Cattolica dell'Egitto, monsignor Bruno Musarò, nunzio apostolico, monsignor Emmanuel Bishay, vescovo di Luxor e il reverendo Jan Thomas Limchua, segretario della nunziatura apostolica. Una piccola cerimonia di benvenuto, poi il trasferimento al palazzo presidenziale di Heliopolis per incontrare in privato il presidente d'Egitto Al-Sisi, che lo ha accolto. Dopo l'esecuzione degli inni e gli onori militari nel cortile d'onore, il Pontefice e il leader egiziano sono entrati nel Palazzo, con le rispettive delegazioni, per la fotografia di protocollo e il successivo incontro privato, che si è concluso con lo scambio dei doni.
Incontro privato con al-Sisi
L'incontro con al-Sisi è stato uno dei passaggi principali della visita del pontefice, il cui viaggio ha una triplice valenza: pastorale, ecumenica e interreligiosa. L'appuntamento più delicato è però quello con Al-Azhar, il prestigioso ateneo sunnita che da mesi non manca di stigmatizzare le letture radicali ed estremiste del Corano, ma non rinuncia neppure a sottolineare che anche ebraismo e cristianesimo nella loro storia non hanno disdegnato l'uso della violenza. E il Papa, al Cairo per portare la sua solidarietà ai "martiri" cristiani, è volato in Egitto proprio per dimostrare che non è la contrapposizione, ma la collaborazione delle fedi la via da percorrere.
Ad al-Azhar conferenza sulla Pace
Il pontefice, dopo l'incontro con il presidente egiziano, si è recato ad Al-Azhar, prestigiosa università islamica sunnita del Cairo, per partecipare ad una conferenza internazionale di pace. È la prima volta che un papa mette piede ad Al-Azhar, sebbene non sia la prima volta che visita l'Egitto (lo face Giovanni Paolo II nel 2000). Ad accogliere Francesco, il grande imam Ahmad al-Tayyib, che l'anno scorso ha ricevuto in Vaticano riaprendo così i rapporti con la Santa Sede che erano stati congelati nell`era di Benedetto XVI.
Le parole del grande imam Ahmad al-Tayyib
"Dobbiamo purificare le religioni da tutto quello che semina l'odio e da qualsiasi deviazione" ha detto il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad al-Tayyib, nel suo intervento alla conferenza internazionale sulla Pace al Cairo. Poi ha ringraziato il papa “per le vostre giuste dichiarazioni che non qualificano l'Islam come terrorismo", parlando di " visita storica" che avviene "durante una catastrofe umana estremamente triste. La storia non ha mai conosciuto una catastrofe simile causata dal commercio delle armi per far funzionare le fabbriche della morte, come le crisi del mondo sono causate dall'ignoranza delle religioni celesti che esiste nelle civilizzazioni", ha sostenuto il Grande Imam. Al-Tayyib ha spiegato che l'Islam non può essere considerata la religione del terrorismo sulla base delle azioni di "un gruppo ristretto di persone" che ha male interpretato i testi sacri. Allo stesso modo non possono essere considerate tali il Cristianesimo perché in passato ci sono state le "crociate" o l'Ebraismo per "l'occupazione dei territori" palestinesi. "Le false religiosità fanno nascere conflitti; la civiltà europea non è terroristica, né quella degli Usa, nonostante le bombe. Vogliamo lavorare insieme", ha tra le altre cose detto rivolgendosi al papa, il grande imam Ahmad al-Tayyib.
Il discorso del Papa
"Questa terra, nei secoli, è stata terra di civiltà e di alleanze. Ha un patrimonio culturale inestimabile", ha detto papa Francesco. "Il dialogo, specie interreligioso, è via di verità". In questo senso ha detto il papa "chi è diverso da me è compagno di strada". Inoltre, per essere costruttori di civiltà occorre contrapporre "la civiltà dell'incontro alla inciviltà dello scontro". "Risorga l'alba di una civiltà della pace e dell'incontro", ha esortato il pontefice. "Oggi sono urgenti le alleanze, non escludendo Dio dall'orizzonte", perché, dice, "c'è nostalgia delle grandi domande di senso; la religione è parte della soluzione di una vita piatta, occorre elevare animo verso l'alto".
La condanna della violenza
"Volgendo lo sguardo sul Monte Sinai" - dice il papa - "al centro delle tavole c'è il comando di non uccidere. La violenza è la negazione di ogni autentica religiosità. Nessuna violenza puo essere perpetrata in nome di Dio perché profanerebbe il suo nome. Oggi il nostro compito è di promuovere la pace, pregare gli uni per gli altri, con collaborazione e amicizia da fratelli. Oggi - ha concluso papa Francesco - c'è bisogno di costruttori di pace non di armi, non di provocatori di conflitti"." SEGUE >>>
L'aereo dell'Alitalia è atterrato all'aeroporto internazionale del Cairo esponendo dalla cabina di pilotaggio una bandiera egiziana e una vaticana. Si è fermato davanti alla Lounge presidenziale. Ad attenderlo in aeroporto, Ibrahim Isaac Sedrak, patriarca di Alessandria dei copti d'Egitto e presidente dell'Assemblea della Gerarchia Cattolica dell'Egitto, monsignor Bruno Musarò, nunzio apostolico, monsignor Emmanuel Bishay, vescovo di Luxor e il reverendo Jan Thomas Limchua, segretario della nunziatura apostolica. Una piccola cerimonia di benvenuto, poi il trasferimento al palazzo presidenziale di Heliopolis per incontrare in privato il presidente d'Egitto Al-Sisi, che lo ha accolto. Dopo l'esecuzione degli inni e gli onori militari nel cortile d'onore, il Pontefice e il leader egiziano sono entrati nel Palazzo, con le rispettive delegazioni, per la fotografia di protocollo e il successivo incontro privato, che si è concluso con lo scambio dei doni.
Incontro privato con al-Sisi
L'incontro con al-Sisi è stato uno dei passaggi principali della visita del pontefice, il cui viaggio ha una triplice valenza: pastorale, ecumenica e interreligiosa. L'appuntamento più delicato è però quello con Al-Azhar, il prestigioso ateneo sunnita che da mesi non manca di stigmatizzare le letture radicali ed estremiste del Corano, ma non rinuncia neppure a sottolineare che anche ebraismo e cristianesimo nella loro storia non hanno disdegnato l'uso della violenza. E il Papa, al Cairo per portare la sua solidarietà ai "martiri" cristiani, è volato in Egitto proprio per dimostrare che non è la contrapposizione, ma la collaborazione delle fedi la via da percorrere.
Ad al-Azhar conferenza sulla Pace
Il pontefice, dopo l'incontro con il presidente egiziano, si è recato ad Al-Azhar, prestigiosa università islamica sunnita del Cairo, per partecipare ad una conferenza internazionale di pace. È la prima volta che un papa mette piede ad Al-Azhar, sebbene non sia la prima volta che visita l'Egitto (lo face Giovanni Paolo II nel 2000). Ad accogliere Francesco, il grande imam Ahmad al-Tayyib, che l'anno scorso ha ricevuto in Vaticano riaprendo così i rapporti con la Santa Sede che erano stati congelati nell`era di Benedetto XVI.
Le parole del grande imam Ahmad al-Tayyib
"Dobbiamo purificare le religioni da tutto quello che semina l'odio e da qualsiasi deviazione" ha detto il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad al-Tayyib, nel suo intervento alla conferenza internazionale sulla Pace al Cairo. Poi ha ringraziato il papa “per le vostre giuste dichiarazioni che non qualificano l'Islam come terrorismo", parlando di " visita storica" che avviene "durante una catastrofe umana estremamente triste. La storia non ha mai conosciuto una catastrofe simile causata dal commercio delle armi per far funzionare le fabbriche della morte, come le crisi del mondo sono causate dall'ignoranza delle religioni celesti che esiste nelle civilizzazioni", ha sostenuto il Grande Imam. Al-Tayyib ha spiegato che l'Islam non può essere considerata la religione del terrorismo sulla base delle azioni di "un gruppo ristretto di persone" che ha male interpretato i testi sacri. Allo stesso modo non possono essere considerate tali il Cristianesimo perché in passato ci sono state le "crociate" o l'Ebraismo per "l'occupazione dei territori" palestinesi. "Le false religiosità fanno nascere conflitti; la civiltà europea non è terroristica, né quella degli Usa, nonostante le bombe. Vogliamo lavorare insieme", ha tra le altre cose detto rivolgendosi al papa, il grande imam Ahmad al-Tayyib.
Il discorso del Papa
"Questa terra, nei secoli, è stata terra di civiltà e di alleanze. Ha un patrimonio culturale inestimabile", ha detto papa Francesco. "Il dialogo, specie interreligioso, è via di verità". In questo senso ha detto il papa "chi è diverso da me è compagno di strada". Inoltre, per essere costruttori di civiltà occorre contrapporre "la civiltà dell'incontro alla inciviltà dello scontro". "Risorga l'alba di una civiltà della pace e dell'incontro", ha esortato il pontefice. "Oggi sono urgenti le alleanze, non escludendo Dio dall'orizzonte", perché, dice, "c'è nostalgia delle grandi domande di senso; la religione è parte della soluzione di una vita piatta, occorre elevare animo verso l'alto".
La condanna della violenza
"Volgendo lo sguardo sul Monte Sinai" - dice il papa - "al centro delle tavole c'è il comando di non uccidere. La violenza è la negazione di ogni autentica religiosità. Nessuna violenza puo essere perpetrata in nome di Dio perché profanerebbe il suo nome. Oggi il nostro compito è di promuovere la pace, pregare gli uni per gli altri, con collaborazione e amicizia da fratelli. Oggi - ha concluso papa Francesco - c'è bisogno di costruttori di pace non di armi, non di provocatori di conflitti"." SEGUE >>>
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