Firmato il Memorandum contro la povertà: ecco il testo integrale: "È stato firmato stamani a Palazzo Chigi il Memorandum Alleanza contro la Povertà in merito all’attuazione della Legge Delega di contrasto alla povertà. Erano presenti il premier Paolo Gentiloni e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.
«Il reddito di inclusione per due milioni di persone è un impegno per la dignità e la libertà dal bisogno» ha detto Gentiloni firmando l'intesa. "Questa sala - ha aggiunto il premier - ci dice che governo e Alleanza contro la povertà, un arcipelago molto vasto di forze sociali e sindacali, sono insieme per un impegno rilevante e si ripromettono di lavorare insieme».
«Sono 4 milioni e 597mila le persone povere in Italia, pari al 6,1% delle famiglie» ha ricordato Gianni Bottalico, presidente delle Acli e portavoce dell'Alleanza contro la povertà. E ha osservato: «La povertà è trasversale, la crescita dei poveri non si è concentrata nei gruppi più colpiti: i confini si sono allargati. All'alleanza contro la povertà aderiscono 39 realtà associative. Se il Rei (Reddito di inclusione, ndr) si tradurrà in realtà, avremo prodotto un risultato importante e una pagina importante contro la povertà».
Ecco come funziona il reddito di inclusione di Francesco Riccardi
Il testo integrale del Memorandum
1. INTRODUZIONE
Il Governo e l’Alleanza contro la povertà in Italia considerano l’approvazione da parte del Parlamento il 9 marzo u.s. della legge delega sul contrasto alla povertà un risultato fondamentale per il nostro paese, che per la prima volta si dota di uno strumento strutturale di contrasto alla povertà. Il Governo riconosce l’importante ruolo dell’Alleanza – vasto fronte di soggetti sociali impegnati nella lotta alla povertà – nell’avere fatto crescere in questi anni l’attenzione dell’opinione pubblica e la mobilitazione per l’adozione anche in Italia di una misura strutturale di contrasto alla povertà, tema cruciale per lo sviluppo di un sistema di welfare più equo. In vista dell’attuazione della legge delega sulla base dei principi e dei criteri direttivi in essa definiti, l’Alleanza ha avanzato alcune specifiche proposte per la sua realizzazione, coerenti con la propria complessiva proposta di riforma (Reddito d’Inclusione Sociale - Reis). E’ stata quindi avviata presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un’interlocuzione circostanziata sulle diverse scelte che il Governo dovrà compiere nell’istituire il Reddito di inclusione. Il Ministero e l’Alleanza hanno concordato sugli aspetti di seguito specificati. Non sarà possibile nel decreto attuativo definire i tempi della progressione graduale verso una misura pienamente universale, per necessità legate all’esigenza di reperire le adeguate coperture finanziarie. Ma il Governo e l’Alleanza concordano che non si fermi questo percorso di universalizzazione della misura da realizzarsi attraverso il Piano di contrasto alla povertà e che sin dai prossimi provvedimenti di bilancio debbano essere assicurate le risorse che permettono in tempi ragionevoli la definizione dello stesso. L’Alleanza, comunque, non ritiene esauriti gli elementi di confronto e continuerà a essere consultata dal Governo nelle successive fasi attuative, nonché nella definizione del Piano povertà. In particolare, i criteri di accesso e l’importo del sostegno qui indicati sono da considerare in sede di prima applicazione e tengono conto delle risorse già stanziate. I limiti quantitativi sui quali si concorda potranno dunque essere rivisti verso l’alto nel momento in cui verranno aumentate le risorse destinate alla misura, che a regime dovrà essere universale ed economicamente adeguata.
2.I PUNTI D’INTESA RAGGIUNTI
2.1 Criteri per determinare l’accesso dei beneficiari" SEGUE >>>
«Il reddito di inclusione per due milioni di persone è un impegno per la dignità e la libertà dal bisogno» ha detto Gentiloni firmando l'intesa. "Questa sala - ha aggiunto il premier - ci dice che governo e Alleanza contro la povertà, un arcipelago molto vasto di forze sociali e sindacali, sono insieme per un impegno rilevante e si ripromettono di lavorare insieme».
«Sono 4 milioni e 597mila le persone povere in Italia, pari al 6,1% delle famiglie» ha ricordato Gianni Bottalico, presidente delle Acli e portavoce dell'Alleanza contro la povertà. E ha osservato: «La povertà è trasversale, la crescita dei poveri non si è concentrata nei gruppi più colpiti: i confini si sono allargati. All'alleanza contro la povertà aderiscono 39 realtà associative. Se il Rei (Reddito di inclusione, ndr) si tradurrà in realtà, avremo prodotto un risultato importante e una pagina importante contro la povertà».
Ecco come funziona il reddito di inclusione di Francesco Riccardi
Il testo integrale del Memorandum
1. INTRODUZIONE
Il Governo e l’Alleanza contro la povertà in Italia considerano l’approvazione da parte del Parlamento il 9 marzo u.s. della legge delega sul contrasto alla povertà un risultato fondamentale per il nostro paese, che per la prima volta si dota di uno strumento strutturale di contrasto alla povertà. Il Governo riconosce l’importante ruolo dell’Alleanza – vasto fronte di soggetti sociali impegnati nella lotta alla povertà – nell’avere fatto crescere in questi anni l’attenzione dell’opinione pubblica e la mobilitazione per l’adozione anche in Italia di una misura strutturale di contrasto alla povertà, tema cruciale per lo sviluppo di un sistema di welfare più equo. In vista dell’attuazione della legge delega sulla base dei principi e dei criteri direttivi in essa definiti, l’Alleanza ha avanzato alcune specifiche proposte per la sua realizzazione, coerenti con la propria complessiva proposta di riforma (Reddito d’Inclusione Sociale - Reis). E’ stata quindi avviata presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un’interlocuzione circostanziata sulle diverse scelte che il Governo dovrà compiere nell’istituire il Reddito di inclusione. Il Ministero e l’Alleanza hanno concordato sugli aspetti di seguito specificati. Non sarà possibile nel decreto attuativo definire i tempi della progressione graduale verso una misura pienamente universale, per necessità legate all’esigenza di reperire le adeguate coperture finanziarie. Ma il Governo e l’Alleanza concordano che non si fermi questo percorso di universalizzazione della misura da realizzarsi attraverso il Piano di contrasto alla povertà e che sin dai prossimi provvedimenti di bilancio debbano essere assicurate le risorse che permettono in tempi ragionevoli la definizione dello stesso. L’Alleanza, comunque, non ritiene esauriti gli elementi di confronto e continuerà a essere consultata dal Governo nelle successive fasi attuative, nonché nella definizione del Piano povertà. In particolare, i criteri di accesso e l’importo del sostegno qui indicati sono da considerare in sede di prima applicazione e tengono conto delle risorse già stanziate. I limiti quantitativi sui quali si concorda potranno dunque essere rivisti verso l’alto nel momento in cui verranno aumentate le risorse destinate alla misura, che a regime dovrà essere universale ed economicamente adeguata.
2.I PUNTI D’INTESA RAGGIUNTI
2.1 Criteri per determinare l’accesso dei beneficiari" SEGUE >>>
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