domenica 16 aprile 2017

Antonio Socci: Ratzinger non è in pensione, dopo il passo di lato resta Papa - Libero Quotidiano

Antonio Socci: Ratzinger non è in pensione, dopo il passo di lato resta Papa - Libero Quotidiano: "«Non conta il giudizio dei giornali, ma quello del buon Dio», ha detto di recente Benedetto XVI. Ma a quanto pare, per lui, Dio si prende ancora tempo. I 90 anni che il papa emerito compie domani - in coincidenza con la Pasqua (addirittura una Pasqua di tutte le confessioni cristiane) - smentiscono le motivazioni circolate per la rinuncia (infatti lui è tuttora lucidissimo), ed essendo un’età imprevista (Ratzinger ha confidato che non credeva di arrivarci) viene da pensare che il suo “Principale” abbia ancora un compito da fargli svolgere. Potrebbe esserci ancora un capitolo nel libro di Dio su quest’uomo mite e profondo? I narratori insegnano che è il finale che rivela il senso di una vita.

Nel caso di Joseph Ratzinger si ha la sensazione che ci sia stato un braccio di ferro, una di quelle contese grandiose che nella Bibbia vedono i grandi patriarchi, come Abramo, Giacobbe e Mosè, lottare con Dio. La lotta è su chi, come e quando debba scrivere la parola “fine”. Benedetto XVI ha provato a farlo l’11 febbraio 2013, premuto da situazioni pesantissime che lo facevano sentire impari di fronte alla guerra che gli era stata scatenata contro. Decise di «morire al mondo» ritirandosi in eremitaggio di preghiera. Ma un’altra voce potente - dentro la sua coscienza - deve essere risuonata se, pochi giorni dopo, rese nota una decisione che andava in senso opposto. Infatti - caso unico nella storia della Chiesa - lui non tornava allo stato di vescovo, ma diventava «papa emerito», addirittura mantenendo il titolo, le insegne e l’abito papale.

Nel suo ultimo discorso, il 27 febbraio 2013, disse, a proposito del ministero petrino: «Il “sempre” è anche un “per sempre” - non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo». Cosa significava tutto questo? Pochi si posero la domanda. Ma che sotto ci fosse un colossale mistero si capiva. E infatti - anche se abbiamo dovuto aspettare tre anni - alla fine lo ha spiegato il suo segretario, mons. Georg Gänswein, in una clamorosa conferenza fatta alla Pontificia università Gregoriana nel maggio 2016.

Fra le altre cose - deliberatamente ignorate dai media - egli spiegò che al Conclave del 2005 si consumò «una drammatica lotta tra il cosiddetto “Partito del sale della terra”», cioè quello in continuità con Giovanni Paolo II che aveva in Ratzinger il suo candidato, «e il cosiddetto “Gruppo di San Gallo” intorno ai cardinali Danneels, Martini, Silvestrini e Murphy-O’Connor», cioè il partito “modernista” che voleva eleggere Bergoglio. La chiave di questo «scontro», sottolineò Gänswein, fu fornita dallo stesso Ratzinger e riguardava la lotta fra Cristo stesso e «una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo»." SEGUE >>>

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