mercoledì 8 marzo 2017

Roma, online il sito per il Colosseo e l'area archeologica. Ma la nuova grafica è già vecchia - Il Fatto Quotidiano

Roma, online il sito per il Colosseo e l'area archeologica. Ma la nuova grafica è già vecchia - Il Fatto Quotidiano: "Una prima considerazione riguarda la scelta della lingua utilizzata. Ancora una volta l’inglese, come nel passato recente.
Nel febbraio 2015 l’allora sindaco Ignazio Marino volle per Roma un nuovo logo “relazionale”: lo scudetto giallo rosso, sovrastato da cinque palline, al posto della classica corona e il claim “Rome&You“.

Il mese precedente era stata la volta di “Very Bello!-Viaggia nella bellezza“, la piattaforma digitale per promuovere nel mondo il calendario di eventi culturali paralleli all’Expo di Milano, presentata dal ministro di Beni culturali e Turismo Dario Franceschini.


In entrambe le circostanze, proprio come ora, l’inglese. Come se la riuscita di un’operazione, la sua qualità, fosse determinata dall’utilizzo di quella lingua. Ben inteso, non nella traduzione dei contenuti del sito, come è ormai doveroso, ma addirittura nel claim. Così si ha l’impressione che l’insistito ricorso all’inglese anche nei loghi, addirittura delle piattaforme, non sia altro che un malcelato provincialismo. Un goffo tentativo di accreditarsi, quando non ce n’è motivo. Un tentativo che, almeno per quel che riguarda il logo della Soprintendenza, piuttosto che accrescerne l’appeal al di fuori dei confini nazionali, segnala quasi un complesso d’inferiorità, almeno da parte della committenza. Da qualche anno, sindaci di Roma, ministri dei Beni culturali e, probabilmente, Soprintendenti statali della Capitale, sembrano essere stati colpiti da una medesima ossessione, per certi versi analoga a quella del Nando Mericoni, alias Alberto Sordi, del celebre “Un americano a Roma”. Parlare la lingua del Paese dei sogni. Ora il rischio è lo stesso. Che la scelta a ogni costo dell’inglese, anche nei nomi, si trasformi agli occhi di chi osserva Roma e i suoi monumento, in una risibile mania.

Ma c’è anche un secondo elemento nel logo. Anch’esso, quanto meno poco efficace. Quel Colosseo stilizzato, con il cuore ricavato tra le arcate degli anelli sembra davvero improprio. Almeno per un sito di una Soprintendenza. Finora solo associazioni e, da ultimo un partito politico, avevano identificato Roma con un cuore. A loro il facile riferimento era parso efficace per attrarre adesioni e voti. Ma mai lo Stato lo aveva utilizzato. Da qualche giorno non è più così. Così “Is Romantique”. Quanto questa scelta sia la naturale conseguenza di politiche, non solo culturali, senza profondità non è poi così difficile rilevarlo. Quanto per molti discutere di un logo non sia meritevole di attenzione, denuncia di per sé la deriva. Da quel che si può apprezzare finora inarrestata."

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