La rivoluzione di papa Francesco compie 4 anni - Pagina Nazionale - il Tirreno: "CITTA' DEL VATICANO. «Si paga per diventare Papa? Non si paga». «Di cosa ho paura? A me spaventa la malvagità. Quando una persona sceglie di essere cattiva mi spaventa perché può fare tanto male, in famiglia, sul posto di lavoro, anche in Vaticano quando c’è il chiacchieraggio». Bergoglio risponde così ai bambini della Borgata Ottavia, a Roma, incontrati ieri in occasione della sua 14esima visita alle parrocchie della capitale. Francesco si è lascia intervistare dai piccoli, curiosi di sapere come si fa ad essere eletti alla guida dei cattolici di tutto il mondo. La stessa domanda era stata posta al pontefice proprio di recente e sempre dai bambini che, con occhi colmi di meraviglia, scorgono nel Papa argentino un supereroe. Forse non molto diverso da quello dipinto sui muri di Borgo Pio, nel gennaio 2014, dall’artista di strada Maupal, al secolo Mauro Pallotta: Francesco nel gesto di Clark Kent, pugno destro al cielo e nell’altra mano una ventiquattrore con la scritta “valores” pronto a spiccare il volo. Subito rimosso, quel murales ha avuto però un enorme successo e soprattutto un seguito: a gennaio di quest’anno sempre Maupal ha raffigurato il Papa in versione graffitaro, in cima ad una scala, a dipingere sui muri mentre una Guardia Svizzera gli fa da palo.
In fondo, Francesco è questo per la gente: un papa talmente simile all’uomo comune da essere speciale. Arrivando in Vaticano 4 anni fa, il 13 marzo 2013, si ebbe subito la sensazione di trovarsi dinanzi ad un Pontefice diverso: Francesco chiese alla folla dei fedeli radunati in piazza San Pietro di pregare per lui, invertendo così i ruoli in una Chiesa millenaria. Da lì in poi è stato un susseguirsi di gesti, prima ancora che di parole, rivoluzionari. Il Papa «venuto dalla fine del mondo» è il principale testimone di quella carità cristiana che si traduce negli aiuti ai poveri, nell’installazione di docce in Vaticano per i clochard della zona, in ambulatori medici su ruote che girano la Capitale per dare assistenza sanitaria a coloro che vivono sulla strada, in corridoi umanitari per i profughi siriani e persino in biglietti di ingresso gratuito al circo per gli anziani soli.
Francesco - che prende l’autobus come un comune cittadino per andare a saldare il conto dell’albergo in cui ha alloggiato nei giorni precedenti il conclave - è però anche il Papa più osteggiato dalla sua stessa Chiesa, maldisposta a rinunciare a molti dei privilegi conquistati nel tempo. Il malumore dapprima strisciante si palesa al momento della pubblicazione, l’8 aprile del 2016 - nel pieno del Giubileo straordinario della Misericordia -, dell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”, in cui Francesco compendia alcuni precetti di pastorale familiare.
A quelle pagine, in particolare, affida la sua apertura rispetto al tema, molto discusso, dei sacramenti ai divorziati risposati, rimuovendo di fatto nella prassi il vecchio divieto. Bergoglio suggerisce ai vescovi, in rapporto con i confessori, di decidere caso per caso attraverso il necessario «discernimento» nel segno, appunto, della misericordia. Un’innovazione che scatena reazioni durissime da parte dei prelati più conservatori tanto da arrivare ad un vero scontro aperto con quattro anziani cardinali (Burke, Caffarra, Brandmueller e Meisner) che a settembre scorso dapprima scrivono al Papa i loro “dubia” su quelli che ritengono suoi alla dottrina cattolica e poi lo minacciano di un atto formale di “correzione”.
Tra proteste vivaci e dissensi non velati, Francesco - che più di una volta ha confessato di non lasciarsi togliere il sonno
dalle critiche - continua però nell’attuazione della sua idea di cattolicesimo e colleziona successi storici: l’incontro a Cuba col patriarca di Mosca Kirill e l’attuazione della riforma della giustizia e dello Ior per liberare la Chiesa dalla «sporcizia»."
In fondo, Francesco è questo per la gente: un papa talmente simile all’uomo comune da essere speciale. Arrivando in Vaticano 4 anni fa, il 13 marzo 2013, si ebbe subito la sensazione di trovarsi dinanzi ad un Pontefice diverso: Francesco chiese alla folla dei fedeli radunati in piazza San Pietro di pregare per lui, invertendo così i ruoli in una Chiesa millenaria. Da lì in poi è stato un susseguirsi di gesti, prima ancora che di parole, rivoluzionari. Il Papa «venuto dalla fine del mondo» è il principale testimone di quella carità cristiana che si traduce negli aiuti ai poveri, nell’installazione di docce in Vaticano per i clochard della zona, in ambulatori medici su ruote che girano la Capitale per dare assistenza sanitaria a coloro che vivono sulla strada, in corridoi umanitari per i profughi siriani e persino in biglietti di ingresso gratuito al circo per gli anziani soli.
Francesco - che prende l’autobus come un comune cittadino per andare a saldare il conto dell’albergo in cui ha alloggiato nei giorni precedenti il conclave - è però anche il Papa più osteggiato dalla sua stessa Chiesa, maldisposta a rinunciare a molti dei privilegi conquistati nel tempo. Il malumore dapprima strisciante si palesa al momento della pubblicazione, l’8 aprile del 2016 - nel pieno del Giubileo straordinario della Misericordia -, dell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”, in cui Francesco compendia alcuni precetti di pastorale familiare.
A quelle pagine, in particolare, affida la sua apertura rispetto al tema, molto discusso, dei sacramenti ai divorziati risposati, rimuovendo di fatto nella prassi il vecchio divieto. Bergoglio suggerisce ai vescovi, in rapporto con i confessori, di decidere caso per caso attraverso il necessario «discernimento» nel segno, appunto, della misericordia. Un’innovazione che scatena reazioni durissime da parte dei prelati più conservatori tanto da arrivare ad un vero scontro aperto con quattro anziani cardinali (Burke, Caffarra, Brandmueller e Meisner) che a settembre scorso dapprima scrivono al Papa i loro “dubia” su quelli che ritengono suoi alla dottrina cattolica e poi lo minacciano di un atto formale di “correzione”.
Tra proteste vivaci e dissensi non velati, Francesco - che più di una volta ha confessato di non lasciarsi togliere il sonno
dalle critiche - continua però nell’attuazione della sua idea di cattolicesimo e colleziona successi storici: l’incontro a Cuba col patriarca di Mosca Kirill e l’attuazione della riforma della giustizia e dello Ior per liberare la Chiesa dalla «sporcizia»."
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