venerdì 10 marzo 2017

Consiglio Ue. Rieletto Tusk con danno e beffa per il Pse, cui tocca pure difenderlo dai nazionalisti polacchi

Consiglio Ue. Rieletto Tusk con danno e beffa per il Pse, cui tocca pure difenderlo dai nazionalisti polacchi: "Doveva essere il bersaglio e invece è diventato il martire da salvare dalla furia dei nazionalisti polacchi. E’ la strana storia della rielezione del polacco Donald Tusk alla presidenza del Consiglio Europeo, decisa oggi dagli stati dell’Unione: 27 sì e un no furioso proprio da parte della Polonia. Tusk era nel mirino dei socialisti dal giorno dell’elezione di Antonio Tajani alla presidenza del Parlamento Europeo. Perché con Tajani, con Tusk, con Juncker alla presidenza della Commissione Ue il monopolio del Ppe ai vertici delle istituzioni comunitarie è in effetti al completo. Ma ormai l’Ue è la terra dei paradossi. E così oggi a Palazzo Europa di Bruxelles, dove si è riunito il consiglio Europeo, ai socialisti è toccata non solo l’ennesima debacle ma anche l’assurdo compito di difendere Tusk dall’assalto dei suoi compatrioti. Danno e beffa.

Alla riunione del gruppo socialista, prima del consiglio Ue, il presidente Gianni Pittella e il segretario, il bulgaro Sergei Staniscev, hanno cercato di lanciare l’ultimo appello: “No al monopolio del Ppe ai vertici dell’Ue”. Gli altri non si sono scaldati più di tanto, dal premier italiano Paolo Gentiloni al francese Francois Hollande. Perché in fondo tutti sanno da tempo che la battaglia è persa. O forse non è mai iniziata. Il Pse non ha leader forti in campo, ognuno di loro è nel mezzo di una crisi. C’era una volta Matteo Renzi e il suo 40 per cento alle europee di tre anni fa, ma da allora sembra passato un secolo e varie sconfitte. Il vertice socialista non partorisce alcunchè. A Palazzo Europa la situazione richiede tutt’un altro approccio.

Altro che Ppe. E’ l’ultradestra a dettare leggere e minacciare la rielezione di Tusk. Sono proprio i polacchi che la bloccano. Da quando la destra nazionalista di ‘Diritto e giustizia’ ha rivinto le elezioni, il connazionale presidente del Consiglio europeo è diventato nemico di Varsavia. Nemica anche Angela Merkel e le sue aperture sull’immigrazione. "Merkel ha deciso: Tusk è!", recita un tweet di un account dell'ultra-destra polacca con la Cancelliera vestita da nazista.Le capriole della storia, insomma."


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