giovedì 2 febbraio 2017

Trump vs Turnbull, due "bulli" che fanno litigare Usa-Australia - Tiscali Notizie

Trump vs Turnbull, due "bulli" che fanno litigare Usa-Australia - Tiscali Notizie: "New York, 2 feb. (askanews) - Prima ha urlato, poi ha sbattuto il telefono in faccia al premier Malcolm Turnbull, dopo 25 minuti di conversazione. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha trattato il leader di uno dei suoi principali e fedeli alleati, l'Australia. A raccontare quei minuti concitati sono stati il Washington Post e i giornalisti di Sky News Australia, secondo cui il primo ministro australiano avrebbe detto che, dato che Trump è un "bullo", per trattare con lui serve un atteggiamento "da bullo".Questo vuol dire, ha raccontato una fonte vicina al premier, che Turnbull ha cercato di spiegare l'importanza dell'accordo e dell'alleanza tra i due Paesi, senza lasciarsi intimidire, dopo aver evitato di criticare pubblicamente il presidente degli Stati Uniti. Quello che ne è uscito fuori è stata "la peggior telefonata finora" per Trump, che il giorno del litigio con Turnbull (sabato) aveva già parlato con quattro leader stranieri, tra cui il presidente russo, Vladimir Putin. Una telefonata che sarebbe dovuta durare circa un'ora, ma che è stata interrotta dopo i 25 minuti peggiori nella storia dei rapporti tra Stati Uniti e Australia.Ma qual è l'accordo alla base del litigio tra i due leader, definito "il peggior accordo di tutti i tempi" da Trump? Si tratta di un'intesa firmata a novembre, pochi giorni dopo la vittoria del 45esimo presidente, da Turnbull e da Barack Obama, che prevede il trasferimento negli Stati Uniti di circa 1.250 richiedenti asilo che l'Australia detiene in Papua Nuova Guinea e a Nauru. Le condizioni deplorevoli in cui vivono i profughi sono state più volte criticate dalle Nazioni Unite, dalle associazioni per i diritti umani e da molti Paesi, spingendo il 44esimo presidente degli Stati Uniti a promettere di accogliere circa la metà della popolazione di questi campi di detenzione offshore. Molti di questi profughi, scrive il Washington Post, arrivano da Iran, Iraq, Sudan e Somalia, quattro dei sette Paesi che Trump, il giorno prima della telefonata, aveva colpito con un ordine esecutivo che vieta per 90 giorni l'ingresso dei loro cittadini negli Stati Uniti; nell'ordine esecutivo era però stata inserita l'eccezione per "onorare un accordo preesistente", proprio per coprire l'accordo con l'Australia. Secondo le fonti del Washington Post, quella linea aggiunta all'ordine esecutivo proprio non piaceva a Trump, apparso molto arrabbiato anche dopo la firma."Non voglio questa gente" ha ripetuto Trump. L'ambasciata statunitense a Canberra, dopo la diffusione dei contenuti della telefonata, ha assicurato ai giornalisti australiani che la nuova amministrazione intende rispettare l'accordo, come comunicato dal dipartimento di Stato americano, dopo un colloquio con la Casa Bianca. Nemmeno due ore dopo, Trump scriveva su Twitter: "Ci credete? L'amministrazione Obama ha accettato di prendere migliaia di immigrati illegali dall'Australia. Perché? Studierò questo accordo stupido!". Trump, durante la telefonata, ha accusato l'Australia di cercare di esportare "i prossimi attentatori di Boston".Semplicemente, Trump non vede un vantaggio specifico per gli Stati Uniti nel rispettare l'accordo, secondo le fonti del Washington Post. Non tiene conto, però, del fatto che l'Australia è sempre stata al fianco degli Stati Uniti in tutte le guerre e missioni all'estero, che è uno dei quattro Paesi che Washington ha inserito nell'intesa "Five Eyes" (insieme a Canada, Nuova Zelanda e Regno Unito) per una stretta cooperazione sullo spionaggio e la sicurezza e che Washington è il secondo partner commerciale dell'Australia.L'attrito fra i due potrebbe giovare a Turnbull e alla sua coalizione conservatrice al governo, che non gode di grande approvazione nei sondaggi, visto che Trump è visto con sospetto da molti australiani. "Abbiamo avuto una discussione molto franca e diretta, durante la quale abbiamo espresso le nostre opinioni" ha detto Turnbull in un'intervista radiofonica. "Come primo ministro australiano, il mio lavoro è battermi per l'Australia". Chissà che ad avvantaggiarsi di questa nuova situazione non sia la Cina, già partner commerciale fondamentale per Canberra."

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