domenica 12 febbraio 2017

La teologia islamica insegnata a Tubinga

La teologia islamica insegnata a Tubinga: "Cinque anni fa, presso l’università di Tubinga, crocicchio di filosofi e poeti quali Hegel, Hölderlin e Schelling, ma pure di scienziati come Wilhelm Schickard e Giovanni Keplero, è sorto il primo centro per la teologia islamica («Zentrum für islamische Theologie») del sistema universitario federale tedesco. Destinato a divenire facoltà al pari delle facoltà cattolica e protestante, il centro è stato concepito dall’università su raccomandazione d’un gruppo di studiosi di scienze religiose, membri del Wissenschaftsrat del governo centrale di Berlino. Quello di Tubinga è il primo di cinque centri consimili sorti sul territorio nazionale, gli altri trovandosi a Francoforte sul Meno, Osnabrück, Münster e Erlangen-Nürnberg. A Tubinga la teologia islamica integra e completa una consolidata tradizione di studi che ha visto, sin dalla fondazione dell’università nel 1477 da parte del conte e poi duca di Württemberg Eberhard, l’interazione tra filosofia, medicina, diritto e teologia, con speciale sensibilità per filologia e esegesi biblica. Vocazione principe del neonato centro, sul piano epistemologico, è lo studio e l’insegnamento della teologia islamica quale disciplina scientifica nuova, per metodo e linguaggi criticamente ispirata alle teologie europee.



L’organigramma accademico è costituito da sette cattedre: dottrina islamica, studi coranici, storia dell’islam, diritto islamico, adīth (i detti del profeta) e tradizione profetica, pedagogia religiosa e cura d’anime. L’offerta didattica consiste in un bachelor in teologia islamica e un bachelor e un master in Education destinati alla formazione di docenti di religione nelle scuole superiori, parte del progetto pilota 2006-2018 per l’insegnamento dell’islam nelle scuole pubbliche attivo in Baden-Württemberg inizialmente per trentuno scuole. In più länder tedeschi l’islam è difatti già materia opzionale accanto alla religione cattolica, protestante ed ebraica, o all’etica per i non credenti, prova della considerazione in cui sono tenute identità religiosa e vocazione morale nel quadro dei programmi ministeriali. Per avviare una riflessione duratura sull’islam in Europa, dal 2014 è attivo pure un master in “Teologia islamica nel contesto europeo”, con insegnamenti anche in inglese e frequenti lezioni d’ospiti internazionali. Nell’ottobre 2016 è stato avviato infine un master in “Teologia pastorale per la cura d’anime e i servizi sociali”, così da rispondere sul piano scientifico alla crescente necessità di padri spirituali e operatori sociali di confessione musulmana presso aziende, centri d’accoglienza, ospedali e carceri. Gli studenti, a cinque anni dalla nascita del centro, sono duecentoventicinque (centocinquantatré femmine e settantadue maschi), accanto a trentadue membri dello staff tra docenti e amministratori. Quale base comune, nel corso di tre o cinque anni, gli studenti affrontano vari aspetti dell’islam antico e moderno: il Corano e i tafsīr (commentari coranici), la sirah (vite del profeta) e gli ḥadīth, diritto islamico, storia dell’islam. Il curriculum prevede due anni di arabo e una serie d’iniziative volte all’interazione con le associazioni cittadine e al dialogo interreligioso. Diversi docenti del centro collaborano con le facoltà cattolica e protestante offrendo approcci didattici comparatistici. Tra i corsi obbligatori del master europeo, a esempio, vi sono un seminario e un lettorato in “Islamic pluralism” tenuti da due docenti di confessione rispettivamente islamica e cristiana. Studenti afferenti a diverse confessioni e discipline, dalla teologia alla storia alle lingue orientali, sono invitati a discutere le relazioni storiche tra cristianesimo e islam, dalle polemiche dottrinali agli incontri quotidiani tra viaggi e pellegrinaggi, attraverso la lettura e il commento di scritti medievali e moderni in latino, volgare e arabo, con traduzioni in inglese di supporto. Il programma di ricerca include due dottorandi e diciassette collaboratori scientifici cui sono affidati progetti individuali o edizioni collettive di manoscritti orientali. Dall’ottobre 2013 è attivo un gruppo di ricerca post-dottorale interreligioso, coordinato dai professori Lejla Demiri (dottrina islamica) e Stefan Schreiner (storia comparata delle religioni) e composto da studiosi incardinati presso diverse facoltà di Tubinga. Gli otto membri esploratori avevano in carico l’organizzazione d’un ciclo di conferenze semestrale e tre incontri accademici internazionali. A Trento, nell’ottobre 2015, in cooperazione con l’università di Trento e il centro europeo Jean Monnet, è stato organizzato il convegno «Islam in/and/of Europe? Perspectives from the Middle Ages to the Post-secular Age», ove l’esame di una serie di casi-studio medievali e moderni ha offerto la cornice storica per discutere del ruolo dell’islam nella costruzione d’uno spazio europeo transnazionale e interreligioso. Nonostante, come si sa, l’islam oggi interagisca con esiti sociologici anche radicalmente difformi in distinti contesti nazionali (Francia, Inghilterra, Germania), manca una riflessione organica sulle potenzialità d’un islam propriamente europeo. "


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