La Guardia nazionale contro gli immigrati irregolari? Trump non sarebbe il primo - Tiscali Notizie: "New York, 17 feb. (askanews) - Donald Trump vuole davvero inviare 100.000 militari della Guardia nazionale negli Stati al confine con il Messico (e non solo) per rafforzare la lotta contro gli immigrati irregolari? La Casa Bianca ha smentito l'Associated Press, che ha rivelato in esclusiva il contenuto di un documento di 11 pagine che svelerebbe i piani dell'amministrazione Trump, affermando, attraverso il portavoce Sean Spicer, che "non si tratta di un documento della Casa Bianca" ed è "al 100% non vero"; Spicer, però, non ha categoricamente negato che tale proposta sia stata presa in considerazione dall'amministrazione. L'ipotetico piano ha già scatenato i media nazionali e internazionali, ma Trump non sarebbe il primo presidente statunitense a usare la Guardia nazionale contro gli immigrati irregolari. Nel 2010, l'allora presidente Barack Obama (definito deporter-in-chief per la mano dura contro gli irregolari e il numero record di rimpatri) annunciò l'invio di 1.200 militari della Guardia nazionale al confine con il Messico (in Arizona, Texas, California e New Mexico). Anche se la Guardia nazionale non era autorizzata ad arrestare le persone che avevano attraversato il confine illegalmente, fu importante per monitorare il confine e costruire recinzioni.Nel 2006, l'allora presidente George W. Bush annunciò la mobilitazione di 6.000 membri della Guardia nazionale nei quattro Stati al confine con il Messico, con il compito di installare le barriere, fornire addestramento e assistenza agli agenti. Secondo la Customs and Border Protection, l'agenzia fedrale che si occupa della protezione delle frontiere, l'operazione 'Jump Start' si concluse con l'arresto di 5.003 persone, il sequestro di 110 veicoli, 11.052 dollari, 13 tonnellate di marijuana e 656 chilogrammi di cocaina.Il piano di cui parla il documento citato dall'Ap sarebbe stato scritto da John Kelly, il segretario alla Sicurezza interna, e coinvolgerebbe 11 Stati: i quattro confinanti con il Messico (cioè California, Arizona, New Mexico e Texas) e altri sette contigui a questi quattro (Oregon, Nevada, Utah, Colorado, Oklahoma, Arkansas e Louisiana). Il documento è datato 25 gennaio, due giorni prima dell'ordine esecutivo firmato da Donald Trump per la stretta contro l'immigrazione, e sarebbe circolato fra lo staff del dipartimento per la Sicurezza interna nelle ultime due settimane. Si tratterebbe, secondo l'Ap, di una militarizzazione senza precedenti, da Portland (Oregon, nel nord-ovest) a New Orleans (Louisiana, nel sud-est). Negli Stati interessati, vivono 11,1 milioni di immigrati, di cui la metà sono irregolari, secondo le stime del Pew Reasearch Center basate su un censimento del 2014.Trump ha fatto campagna elettorale puntando sul rafforzamento della sicurezza al confine, che culminerebbe nella costruzione di un muro con il Messico lungo tutta la frontiera, andando a completare l'opera iniziata da Bill Clinton nel 1994 e portata avanti negli anni successivi, e sulla 'tolleranza zero' nei confronti degli irregolari, che sono circa 11 milioni, con una parziale marcia indietro quando ha assicurato che prima si concentrerà su chi ha commesso crimini nel Paese.Obama è stato il presidente statunitense che ha rimpatriato il più alto numero di irregolari, circa 2,5 milioni; Bush si era fermato a circa due milioni. I rimpatri sono balzati a centinaia di migliaia all'anno nel 1997, mentre il totale per i precedenti 105 anni era stato soltanto di 2,1 milioni, secondo i dati dell'Immigration and Customs Enforcement, altra agenzia che si occupa di frontiere e immigrazione."
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