Mozart e Strauss abbassano la pressione sanguigna | Salute IlGiornale by Sanihelp.it: "L'ipertensione è quella condizione per cui la pressione sanguigna all'interno delle arterie risulta troppo elevata, cosa che comporta un aumento del volume di lavoro del cuore e conseguenti danni cardiaci. I fattori di rischio che inducono questa patologia possono essere legati ad età, precedenti in famiglia, obesità, sedentarietà, fumo, alcol, o una alimentazione che preveda eccesso di sodio attraverso l'assunzione di sale e difetto di potassio e vitamina D. L'ipertensione è una condizione seria, in quanto aumenta il rischio di infarto del miocardio, ictus, aneurisma e malattia renale cronica: in generale, soffrire di pressione alta porta ad una sensibile diminuzione dell'aspettativa di vita. Per questo, occorre seguire una terapia fatta di modifiche nello stile di vita e di medicinali, quali ACE inibitori, beta bloccanti, diuretici e calcio antagonisti.
Tuttavia, esistono altri modi per tenere sotto controllo la pressione arteriosa: uno di questi, strano a dirsi, è ascoltare musica. Secondo uno studio dei ricercatori tedeschi dell'Università della Ruhr a Bochum, pubblicato in questi giorni sulla rivista specializzata Deutsches Arzteblatt International, la musica classica di Wolfgang Amadeus Mozart e Johann Strauss contribuirebbe a rilassare la frequenza cardiaca e ad abbassare la pressione. Dunque, consigliabili a tutti quelli che soffrono di questa condizione lunghe sessioni di ascolto dei geniali componimenti degli artisti austriaci. Assolutamente da bandire, al contrario, sarebbero gli Abba: il famoso complesso svedese potrebbe avere lo stesso effetto del troppo sale sul nostro organismo, stimolando il cervello e facendo alzare la pressione sanguigna.
Una compilation per combattere il rischio di ictus e infarto del miocardio? Forse non è un'idea tanto campata per aria. I ricercatori tedeschi hanno effettuato una sperimentazione su 120 persone: 60 volontari ascoltavano musica per 25 minuti consecutivi, gli altri 60 al contrario riposavano in silenzio, fungendo da gruppo di controllo. Quelli che ascoltavano musica sono stati a loro volta suddivisi in tre categorie distinte, a seconda dell'autore delle sinfonie: i primi 20 avevano Mozart nelle cuffie; i secondi 20 Strauss; mentre gli ultimi avevano negli auricolari una compilation degli Abba, con canzoni conosciutissime quali «The winner takes it all» e «Fernando». I test condotti sui volontari, a cui venivano monitorati pressione sanguigna, battito cardiaco e livelli di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, hanno evidenziato come Mozart fosse l'autore che più di tutti aiuta a contrastare l'ipertensione: la pressione sistolica si abbassava in media di 4,7 millimetri di mercurio, quella diastolica di 2,1. Anche Johann Strauss ha mostrato risultati incoraggianti, sebbene inferiori rispetto al genio di Salisburgo: la massima scendeva infatti in questo caso di 3,7 millimetri, mentre la minima di 2,9. Nessuna modifica sostanziale per gli Abba: per tutti si notava un abbassamento dei livelli di cortisolo, cosa che conferma come qualsiasi tipo di musica sia terapeutica per quel che riguarda lo stress. "
Tuttavia, esistono altri modi per tenere sotto controllo la pressione arteriosa: uno di questi, strano a dirsi, è ascoltare musica. Secondo uno studio dei ricercatori tedeschi dell'Università della Ruhr a Bochum, pubblicato in questi giorni sulla rivista specializzata Deutsches Arzteblatt International, la musica classica di Wolfgang Amadeus Mozart e Johann Strauss contribuirebbe a rilassare la frequenza cardiaca e ad abbassare la pressione. Dunque, consigliabili a tutti quelli che soffrono di questa condizione lunghe sessioni di ascolto dei geniali componimenti degli artisti austriaci. Assolutamente da bandire, al contrario, sarebbero gli Abba: il famoso complesso svedese potrebbe avere lo stesso effetto del troppo sale sul nostro organismo, stimolando il cervello e facendo alzare la pressione sanguigna.
Una compilation per combattere il rischio di ictus e infarto del miocardio? Forse non è un'idea tanto campata per aria. I ricercatori tedeschi hanno effettuato una sperimentazione su 120 persone: 60 volontari ascoltavano musica per 25 minuti consecutivi, gli altri 60 al contrario riposavano in silenzio, fungendo da gruppo di controllo. Quelli che ascoltavano musica sono stati a loro volta suddivisi in tre categorie distinte, a seconda dell'autore delle sinfonie: i primi 20 avevano Mozart nelle cuffie; i secondi 20 Strauss; mentre gli ultimi avevano negli auricolari una compilation degli Abba, con canzoni conosciutissime quali «The winner takes it all» e «Fernando». I test condotti sui volontari, a cui venivano monitorati pressione sanguigna, battito cardiaco e livelli di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, hanno evidenziato come Mozart fosse l'autore che più di tutti aiuta a contrastare l'ipertensione: la pressione sistolica si abbassava in media di 4,7 millimetri di mercurio, quella diastolica di 2,1. Anche Johann Strauss ha mostrato risultati incoraggianti, sebbene inferiori rispetto al genio di Salisburgo: la massima scendeva infatti in questo caso di 3,7 millimetri, mentre la minima di 2,9. Nessuna modifica sostanziale per gli Abba: per tutti si notava un abbassamento dei livelli di cortisolo, cosa che conferma come qualsiasi tipo di musica sia terapeutica per quel che riguarda lo stress. "
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