venerdì 25 marzo 2016

Isis sotto pressione dalla Siria all'Iraq, fino a Bruxelles. Una giornata di brutte notizie per gli uomini del Califfo

Isis sotto pressione dalla Siria all'Iraq, fino a Bruxelles. Una giornata di brutte notizie per gli uomini del Califfo: "Una raffica di arresti nelle ultime ore tra Parigi e Bruxelles. Il presidente francese François Hollande che, pur riconoscendo la minaccia rappresentata da “altre cellule”, annuncia che la rete terroristica responsabile degli attentati nelle due capitali “sta per essere annientata”. Il numero due del Califfato, considerato il ministro delle finanze dell’Isis, ucciso in un’operazione degli Stati Uniti in Siria. L’esercito siriano, con il supporto aereo russo, che stringe il cerchio attorno a Palmira. E le truppe di Baghdad che avanzano verso Mosul, avviando la campagna per riconquistare la più grande città sotto il controllo degli uomini di Abu Bakr al-Baghdadi. Bastano questi fatti, incasellati uno dietro l’altro, per dare l’idea di un Isis quanto mai sotto attacco, sia nelle terre solo apparentemente lontane di Siria e Iraq, sia – anche se con grave, imperdonabile ritardo delle nostre intelligence - nei quartieri delle capitali europee dove finora si sono mossi indisturbati i jihadisti di casa nostra.

La notizia della marcia indietro di Salah Abdeslam – che dopo gli attentati di Bruxelles avrebbe smesso di collaborare con la giustizia belga – non basta a fermare la distruzione della ‘sua’ rete annunciata da Hollande – posto che potrebbe trattarsi di una strategia suggerita dagli inquirenti stessi per evitare altre drammatiche accelerazioni di suoi eventuali complici. Il punto è che, proprio nel momento in cui l’Isis sta dimostrando capacità terroristiche impensabili fino a qualche mese fa, sta emergendo anche tutta la sua invincibilità. Tanto sui campi di battaglia veri e propri quanto – pur con tutte le deficienze dell’intelligence belga ed europea – nei sobborghi diventati terreno fertile per i jihadisti di terza generazione.

Hollande, cellula Parigi sta per essere annientata

La cellula terroristica che ha colpito negli attentati di Parigi e Bruxelles sta per essere "annientata" ma "ci sono altre cellule". Lo ha detto il presidente francese, Francois Hollande. La rete terroristica legata alle stragi di Parigi (13 novembre) e Bruxelles (22 marzo) è "in corso di annientamento", ha affermato Hollande ricevendo all'Eliseo l'ex presidente israeliano Shimon Peres. "Sappiamo che ci sono altre cellule", ha avvertito, aggiungendo: "Se quella che ha perpetrato gli attentati di Parigi e Bruxelles è in corso di annientamento, c'è sempre una minaccia che pesa". "Abbiamo ottenuto alcuni risultati nello scovare i terroristi e, a Bruxelles oltre che a Parigi, ci sono stati alcuni arresti", ha spiegato Hollande, "ma sappiamo che ci sono altre organizzazioni".

Gli arresti delle ultime 24 ore

Oggi tre arresti sono stati effettuati a Bruxelles, nelle zone di Forest, Saint-Gilles e Schaerbeek, tutte legate all'attentato sventato ieri in Francia. A Forest, in rue de Belgrade, è stato arrestato Tawfik A., ferito a una gamba. A Saint-Gilles è stato arrestato Salah A., in rue de Merode. La terza persona è stata arrestata in rue Rogier a Schaerbeek ed è stata ferita a una gamba. La procura federale ha confermato che questi arresti sono legati all'arresto ieri di Reda Kriket ad Argenteuil, vicino a Parigi, ricercato dall'agosto 2015 e nella cui casa sono stati trovati esplosivi e fucili d'assalto. Ieri sera, una operazione a Bruxelles ha portato all'arresto di sei persone, legate agli attentati di martedì in Belgio. Sono stati identificati dalla procura federale come Faycal C., Khalid A., Mariam A., Ali E, Abou A. e una sesta persona. Khalid A., Mariam A. e Ali E. sono stati rimessi in libertà dal giudice istruttore.

Ucciso ministro delle finanze dell’Isis

Il capo del Pentagono, Ash Carter, ha confermato l'uccisione in una operazione Usa del numero due del Califfato, considerato il "ministro delle Finanze" dell'Isis. Si tratta di Abd ar-Rahman Mustafa al-Qaduli, “terrorista noto fin dai suoi legami con al Qaida", seconda figura di spicco dell’Isis eliminata in operazioni americane nell'ultimo mese (il riferimento è alla recente eliminazione in Siria di Omar al-Shishani, definito il "ministro della Guerra" dell’Isis). Secondo Carter, l'uccisione in Siria del numero due dello Stato islamico ostacolerà la capacità operativa dei miliziani jihadisti. "La rimozione di questo leader dell'Isis – ha assicurato Carter - ostacolerà la loro capacità di condurre operazioni dentro e fuori l'Iraq e la Siria".
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