Come campanelli che scuotono dal torpore: "
«Pochi possono essere eroi» ma «tutti possiamo essere martiri di Cristo se viviamo la nostra vita come suoi discepoli, non aspettando le grandi occasioni, ma cogliendo le piccole occasioni che la giornata ci mette di fronte»: nella veglia di preghiera che si è tenuta martedì 22 marzo a Roma, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, in ricordo di quanti in questi ultimi anni hanno offerto la loro vita per il Vangelo, il cardinale Beniamino Stella ha voluto non solo rendere omaggio al coraggioso sacrificio di molti, ma soprattutto, sul loro esempio, sollecitare la quotidiana testimonianza di tutti i cristiani.
Il prefetto della Congregazione per il clero — che ha presieduto l’incontro organizzato dalla comunità di Sant’Egidio — ha tracciato il solco di un cammino possibile, segnato dalla contrapposizione tra la logica del mondo e quella delle beatitudini. Una logica richiamata proprio da chi, ancora oggi, affronta il martirio forte solo dell’incontro con Gesù: «La loro vita e la loro morte — ha detto — ci richiamano alla bellezza del vangelo delle beatitudini, parole da illusi, per chi rifiuta Cristo, ma uno squarcio di paradiso per noi che abbiamo fede in lui»."
«Pochi possono essere eroi» ma «tutti possiamo essere martiri di Cristo se viviamo la nostra vita come suoi discepoli, non aspettando le grandi occasioni, ma cogliendo le piccole occasioni che la giornata ci mette di fronte»: nella veglia di preghiera che si è tenuta martedì 22 marzo a Roma, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, in ricordo di quanti in questi ultimi anni hanno offerto la loro vita per il Vangelo, il cardinale Beniamino Stella ha voluto non solo rendere omaggio al coraggioso sacrificio di molti, ma soprattutto, sul loro esempio, sollecitare la quotidiana testimonianza di tutti i cristiani.
Il prefetto della Congregazione per il clero — che ha presieduto l’incontro organizzato dalla comunità di Sant’Egidio — ha tracciato il solco di un cammino possibile, segnato dalla contrapposizione tra la logica del mondo e quella delle beatitudini. Una logica richiamata proprio da chi, ancora oggi, affronta il martirio forte solo dell’incontro con Gesù: «La loro vita e la loro morte — ha detto — ci richiamano alla bellezza del vangelo delle beatitudini, parole da illusi, per chi rifiuta Cristo, ma uno squarcio di paradiso per noi che abbiamo fede in lui»."
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