sabato 13 febbraio 2016

Tutti gli intrecci di Putin con la Chiesa ortodossa - Formiche.net

Tutti gli intrecci di Putin con la Chiesa ortodossa - Formiche.net: "Vladimir Putin ha un controllo quasi completo del sistema-paese Russia, diramandosi oltre la sfera politica, su economia, cultura, media, Difesa, e arrivando fino alla Chiesa ortodossa, con cui ha fatto in modo di creare un rapporto di mutuo interesse che permette al governo di beneficiare di una copertura spirituale e alla Chiesa di mantenere un ruolo centrale nella società.

UN MUTUO INTERESSE

Prima delle elezioni presidenziali del 2012, il patriarca di Mosca Cirillo (o Kirill) – lo stesso protagonista il 12 febbraio dell’ incontro storico con Papa Francesco a Cuba – dichiarò che la prosperità e la stabilità della Russia create da quando Vladimir Putin era salito al potere nel 2000, rappresentano un “miracolo di Dio”, criticando le opposizioni politiche che non facevano lavorare sereno il presidente.

Tra Chiesa ortodossa e governo russo c’è una mutua partecipazione: “la Chiesa non è semplicemente serva dello Stato”, scrive George Sokora su Foreign Affairs: piuttosto, almeno esteriormente, la Chiesa sembra godere di una certa influenza sul governo, e Putin e colleghi non perdono occasione di sottolineare questo imprimatur quando conviene ai propri interessi. Partecipano a manifestazioni religiose, si fanno fotografare in atteggiamenti di preghiera, pagano obbedienza: un modo per ricordare, anche dal punto di vista religioso, la centralità dell’identità nazionale nell’operato del governo. Tuttavia, spiega la rivista del Council on Foreign Relations, anche questa influenza è limitata a un aspetto di apparenza: “La verità cade nel mezzo, con il governo di Putin appoggiato alla Chiesa per ottenere una parvenza di legittimità storica e culturale, e la Chiesa al Cremlino per mantenere la propria posizione di arbitro morale della società”. E non va dimenticato che il primato de facto del Patriarcato di Mosca rispetto alle altre chiese ortodosse, dipende proprio dal sostegno della potenza geopolitica russa.

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“Non è difficile capire perché Putin si legherebbe alla Chiesa” aggiunge Sokora. La Chiesa ortodossa è, stando anche a recenti sondaggi, l’istituzione che raccoglie la maggior fiducia da parte del popolo russo (seguita dall’esercito). Inoltre, secondo i dati del Pew Research Center, dal 1991 al 2008 il numero dei credenti è cresciuto dal 31 al 72 per cento. Per gli analisti, però, i russi si sono avvicinati alla Chiesa per affiliazione culturale e non di credo: esistono sondaggi che spiegano che in realtà molti cittadini rimangono scettici sui principali valori dogmatici della Fede. Ma è questa affiliazione culturale il dato politico, elettorale, che interessa a Putin, perché si ricollega a tutte le teorie dell’identità nazionale.

La Chiesa ortodossa, per il Cremlino, è un’entità da tenere vicina per secondi fini, un pezzo del grande progetto nazionalista neo-imperiale russo, un pilastro fondamentale, “A Church of Empire”, come ha scritto mesi fa il giornalista russo Sergei Chapnin sulla rivista cattolica americana First Things. D’altronde il territorio di influenza della Chiesa ortodossa di Mosca travalica storicamente i confini della Russia, e dunque diventa partner naturale nel progetto neo-zarista di Putin.

Un ufficio all’interno del Cremlino è uno dei simboli che rappresentano questo legame: più di sostanza la decisione del 2010 dell’allora presidente Dimitri Medvedev di restituire i beni confiscati dallo stato alla chiesa durante il periodo sovietico, oppure le laute elargizioni (per un totale di 256 milioni di rubli) alle varie organizzazioni religiose russe soltanto negli ultimi due anni.

Un altro esempio: in uno dei discorsi con cui Putin ha spiegato al popolo (e al mondo) l’annessione della Crimea nel 2014, il presidente ha ricordato che Vladimir il Grande fu battezzato proprio in Crimea, gettando così (negli anni prima del Mille) le basi culturali che uniscono Russia e Ucraina: “Un luogo sacro come il Monte del Tempio a Gerusalemme” definì la penisola per spiegarne la neo annessione. In quell’occasione, in apparente difficoltà visto che molte chiese ortodosse in Ucraina erano dall’altra parte della barricata, il patriarca Kirill non aveva preso posizioni, anche se successivamente parlò di come il nuovo governo di Kiev avesse fatto sp arare contro le parrocchie locali e delle infiltrazioni dell’estrema destra nazista ucraina dietro ai manifestanti.

L’AZIONE ANTI-OCCIDENTALE"
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