Israele, ergastolo a uno dei tre ultrà ebrei che bruciarono vivo ragazzo palestinese - Repubblica.it: "EL AVIV - La Corte di Gerusalemme ha condannato all'ergastolo uno dei tre ultrà ebrei che bruciarono vivo un anno e mezzo fa a Gerusalemme un ragazzo palestinese di 16 anni, Mohammad Abu Khdeir, e ha comminato 21 anni di carcere a un suo complice. Il tribunale distrettuale ha inoltre ordinato a ciascuno dei condannati di risarcire la famiglia Abu Khdeir con una cifra di 30 mila shekel, oltre seimila euro).
La pubblica accusa aveva chiesto per entrambi gli imputati il carcere a vita, il massimo possibile perché in Israele la pena di morte per omicidio è stata abolita nel 1954 (solo i crimini di guerra e l'alto tradimento sono ancora punibili con la pena capitale). I nomi dei due condannati non sono stati resi pubblici perché all'epoca dei fatti erano entrambi minorenni, come la loro vittima. Il terzo responsabile, Yosef Haim Ben David, 31 anni, è già stato riconosciuto quale istigatore del crimine, ma i suoi legali hanno chiesto il riconoscimento dell'infermità mentale. La Corte dovrà pronunciarsi fra una settimana, l'11 febbraio, dopo aver ricevuto una perizia psichiatrica solo nella fase conclusiva del processo.
I due giovani sono stati condannati per un assassinio avvenuto il 2 luglio del 2014, che fu interpretato dalla comunità palestinese come la vendetta ordita dagli ultraortodossi per il precedente rapimento e assassinio di tre ragazzi ebrei in Cisgiordania. I due episodi, così collegati, avrebbero innescato l'escalation di violenze sfociata nella nuova guerra di Gaza del luglio-agosto 2014. Un'estate di sangue, costata la vita a 2.143 palestinesi e 70 israeliani, oltre alla devastazione della Striscia di Gaza, conclusa dalla tenuta del cessate il fuoco scattato il 26 agosto del 2014."
La pubblica accusa aveva chiesto per entrambi gli imputati il carcere a vita, il massimo possibile perché in Israele la pena di morte per omicidio è stata abolita nel 1954 (solo i crimini di guerra e l'alto tradimento sono ancora punibili con la pena capitale). I nomi dei due condannati non sono stati resi pubblici perché all'epoca dei fatti erano entrambi minorenni, come la loro vittima. Il terzo responsabile, Yosef Haim Ben David, 31 anni, è già stato riconosciuto quale istigatore del crimine, ma i suoi legali hanno chiesto il riconoscimento dell'infermità mentale. La Corte dovrà pronunciarsi fra una settimana, l'11 febbraio, dopo aver ricevuto una perizia psichiatrica solo nella fase conclusiva del processo.
I due giovani sono stati condannati per un assassinio avvenuto il 2 luglio del 2014, che fu interpretato dalla comunità palestinese come la vendetta ordita dagli ultraortodossi per il precedente rapimento e assassinio di tre ragazzi ebrei in Cisgiordania. I due episodi, così collegati, avrebbero innescato l'escalation di violenze sfociata nella nuova guerra di Gaza del luglio-agosto 2014. Un'estate di sangue, costata la vita a 2.143 palestinesi e 70 israeliani, oltre alla devastazione della Striscia di Gaza, conclusa dalla tenuta del cessate il fuoco scattato il 26 agosto del 2014."
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