Il desiderio di spiritualità dei giovani francesi: "Un francese su dieci ha pensato almeno una volta nella vita di entrare in un ordine religioso, cifra che sale al 15 per cento fra i giovani tra i 18 e i 24 anni e al 14 per cento tra quelli tra i 25 e i 34 anni: è il dato più sorprendente dell’inchiesta su L’engagement dans la vie religieuse realizzata dall’istituto Opinion Way per la Conferenza dei religiosi e delle religiose di Francia (Corref).
I risultati dello studio — ai quali il quotidiano «la Croix» ha dedicato nelle settimane scorse un ampio servizio ripreso da Radio vaticana — sono frutto delle domande poste (tra aprile e maggio) a due campioni: il primo composto da 1054 persone rappresentative della popolazione francese dai 18 anni in su, dal quale ne è stato isolato un secondo di 452 individui di età compresa fra i 18 e i 4o anni. Un terzo campione, composto da 652 professi con meno di 4o anni, è presentato nel dossier a mo’ di confronto su alcune questioni sulla base delle risposte espresse. La probabilità dell’esistenza di Dio, l’importanza della religione e della spiritualità per riuscire nella propria vita personale, le ragioni che fanno prendere in considerazione un impegno nella vita religiosa: questi solo alcuni degli argomenti affrontati nel sondaggio.
Per il presidente della Corref, padre Jean-Pierre Longeat, i risultati dell’inchiesta (nella patria della laicité) sono molto soddisfacenti: «Anche se, per alcuni», l’idea di una vita religiosa «ha solo sfiorato la mente, vuol dire che le vocazioni ci sono», ha commentato suor Nathalie Becquart, direttrice del Servizio nazionale per l’evangelizzazione dei giovani e per le vocazioni (organismo in seno alla Conferenza episcopale francese)."
I risultati dello studio — ai quali il quotidiano «la Croix» ha dedicato nelle settimane scorse un ampio servizio ripreso da Radio vaticana — sono frutto delle domande poste (tra aprile e maggio) a due campioni: il primo composto da 1054 persone rappresentative della popolazione francese dai 18 anni in su, dal quale ne è stato isolato un secondo di 452 individui di età compresa fra i 18 e i 4o anni. Un terzo campione, composto da 652 professi con meno di 4o anni, è presentato nel dossier a mo’ di confronto su alcune questioni sulla base delle risposte espresse. La probabilità dell’esistenza di Dio, l’importanza della religione e della spiritualità per riuscire nella propria vita personale, le ragioni che fanno prendere in considerazione un impegno nella vita religiosa: questi solo alcuni degli argomenti affrontati nel sondaggio.
Per il presidente della Corref, padre Jean-Pierre Longeat, i risultati dell’inchiesta (nella patria della laicité) sono molto soddisfacenti: «Anche se, per alcuni», l’idea di una vita religiosa «ha solo sfiorato la mente, vuol dire che le vocazioni ci sono», ha commentato suor Nathalie Becquart, direttrice del Servizio nazionale per l’evangelizzazione dei giovani e per le vocazioni (organismo in seno alla Conferenza episcopale francese)."
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