domenica 22 novembre 2015

Terrorismo, musulmani in piazza a Roma: «Isis, cancro per islamici» - Corriere.it

Terrorismo, musulmani in piazza a Roma: «Isis, cancro per islamici» - Corriere.it: "Da tutta Italia per la manifestazione promossa dall’Unione delle comunità islamiche italiane «Not in my Name»
di Clarida Salvatori
Piazza Santi Apostoli (Jpeg) shadow
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Si è conclusa poco dopo le 16 di sabato «Not in my name»: la manifestazione nazionale delle comunità islamiche per dire no al terrorismo. Sono arrivati da tutta Italia, e sfidando anche la pioggia, per radunarsi in piazza Santi Apostoli, a Roma, e hanno iniziato la manifestazione con un minuto di silenzio dedicato alle vittime delle stragi di Parigi. Sul palco troneggiava la scritta: «Musulmani d’Italia - Not in my Name - No al terrorismo». All’iniziativa hanno preso parte, direttamente o indirettamente, anche diversi esponenti politici, ma in serata il centrodestra attacca: «Troppo pochi quelli scesi in piazza».
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Gli slogan
«No all’Isis, no al terrorismo, noi ci siamo». Con questi cori un gruppo di manifestanti musulmani è giunto in corteo in piazza Santi Apostoli per «Not in My name». «Non abbiate paura di noi», grida Nadia una ragazza di 19 anni arrivata a Roma da Frosinone per partecipare alla manifestazione. «L’Isis è un cancro del corpo islamico. Quello che hanno fatto è un attacco contro la comunità intera». È uno dei cartelli portati alla manifestazione. «No all’Isis, no al terrorismo, noi ci siamo». Ogni volta che sul palco viene pronunciata la parola «pace», parte l’applauso della folla, mentre sparsi per la piazza alcuni partecipanti improvvisano il loro comizio a beneficio delle numerose telecamere. «L’Isis è fuori dall’Islam - dice con foga Saye, del Burkina Faso, che vive in Italia da 11 anni e fa l’operaio - Ma io sono qui anche per capire un’altra cosa. Chi le costruisce le armi dell’Isis? Chi gliele vende o gliele regala? Gli europei se la fanno questa domanda?».

Gli interventi
In piazza, tra gli altri, anche il deputato Fabrizio Cicchitto: «La maggioranza dei musulmani è contro i terroristi che hanno ucciso cattolici, ebrei, musulmani e laici, senza distinzione. Date il segno di una risposta a chi dice che l’Islam è uguale terrorismo. Questa manifestazione ha un grande significato politico. Perché è forte la solidarietà che ci unisce». La presidente della Camera, Laura Boldrini ha invece inviato una nota: « Finché non matureremo tutti la piena consapevolezza che il progresso della comunità umana si realizza attraverso il dialogo tra culture, civiltà e religioni, non vi sarà una pace duratura. Nell’esprimere insieme a voi la mia solidarietà alle famiglie delle vittime e ai feriti degli attentati di Parigi auspico che da oggi ci si impegni tutti in una pacifica e unitaria battaglia di civiltà contro ogni fanatismo».«Il messaggio è chiaro: il terrorismo non può continuare a colpire ovunque in nome dei musulmani. Da Roma vogliamo che tutto il mondo ci ascolti». Così il segretario del Centro islamico della Grande Moschea della capitale Abdellah Redouane. Per il deputato italo marocchino del Pd Khalid Chaouki, salito sul palco, «non si può uccidere in nome di Dio. Noi non abbiamo paura di nessuno. Musulmani, ebrei, cristiani, istituzioni: vogliamo dire a Daesh (Stato islamico) che noi non gli lasceremo distruggere la nostra convivenza. Saremo insieme contro i terroristi». Chaouki, che proprio da sabato mattina è sotto scorta dopo aver ricevuto delle intimidazioni, ha concluso dicendo che «nessuna minaccia ferma il lavoro che stiamo facendo per superare i pregiudizi per una convivenza possibile».

Il Vaticano
E anche il Vaticano ha riconosciuto l’importanza dell’iniziativa delle Comunità islamiche di sabato. Il segretario di stato Vaticano Pietro Parolin a margine del convegno «Il governo di un mondo multipolare» ha commentato: «Credo sia importantissima. La condanna senza se e senza ma del terrorismo islamico deve venire principalmente dalla parte islamica. Dobbiamo metterci tutti insieme a lottare. Insistere e dimostrare pubblicamente la distanza, il rifiuto e il ripudio del terrorismo credo sia importante»
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