mercoledì 4 novembre 2015

"Lo Ior è una banca abusiva" - Cronache - iltempo

"Lo Ior è una banca abusiva" - Cronache - iltempo: "Chiusa l’inchiesta sull’Istituto opere religiose (Ior). Per la Procura della Repubblica di Roma fino al 2011, anno in cui ha chiuso i conti correnti negli istituti italiani trasferendo tutto in banche estere, ha «esercitato abusivamente l’attività bancaria e finanziaria». In sostanza, come anche rimarcato da una relazione della Banca d’Italia, lo Ior non avrebbe mai avuto “autorizzazione” a operare, così come previsto dal Testo unico in materia bancaria.
Processo in vista, dunque, per Paolo Cipriani e Massimo Tulli, all’epoca dei fatti direttore generale e vicedirettore dello Ior. Per loro l’accusa è la violazione del Testo unico in materia bancaria, gli articoli 130 (abusiva attività di raccolta del risparmio), 131 (abusiva attività bancaria) e 132 (abusiva attività finanziaria). Scartato, invece, il reato di riciclaggio. Al termine di più riunioni operative tra i magistrati di piazzale Clodio, si è stabilito di non imputare ai due ex funzionari l’accusa di aver attuato una strategia tesa al “lavaggio” di denaro sporco. Ipotesi che, però, non è venuta totalmente meno. Il sostituto Fava, infatti, ha aperto un fascicolo in cui ipotizza il reato di riciclaggio a carico di altri soggetti laici che – in violazione delle regole del Vaticano e aggirando la normativa antiriciclaggio italiana – affiderebbero il proprio denaro a ecclesiali con conti correnti Ior.
 
 
CONTI ILLEGALI
Le indagini sono state svolte dal Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza, al comando del generale Giuseppe Bottillo, che hanno chiarito la natura delle operazioni bancarie dello Ior. Ipotesi suffragate anche dai tecnici della Banca d’Italia, che hanno potuto constatare come l’Istituto opere religioso fosse in completa violazione della legge fin dall’apertura. I magistrati ipotizzano la violazione del Testo unico bancario dal 2008 fino al 2011 per questioni legate alla prescrizione. Stando all’imputazione, come formulata dal pm Fava, gli allora vertici dello Ior avrebbero «illecitamente svolto l’attività di raccolta del risparmio tra il pubblico», esercitando «il credito in assenza dell’autorizzazione» che deve essere rilasciata dalla Banca d’Italia. Un’ipotesi d’accusa che prevede, nel massimo della pena, 12 anni di carcere e una multa da 72mila 303 euro.
 
 
SOLDI INVIATI ALL’ESTERO
Fin qui, dunque, l’accusa per Tulli e Cipriani, che rischiano un secondo processo (già imputati per violazione della normativa antiriciclaggio) per un “modus operandi” proprio dello Ior. Tuttavia gli accertamenti stanno puntando anche sul riciclaggio di denaro sporco. In sostanza, attraverso i conti correnti della Banca vaticana sarebbero stati portati all’estero soldi di provenienza illecita, come, per esempio, l’evasione fiscale. Il pm Fava ha inviato due diverse rogatorie alla magistratura tedesca. Nella prima ha avuto notizia di operazione finanziarie tra la Deutsche Bank e l’italiana Banca del Fucino, in cui non sono stati riscontrati illeciti. Risultano esclusivamente saltuari bonifici da 500mila euro l’uno per interventi edili su chiese. Nella seconda, invece, ha segnalato il movimento di denaro di provenienza illecita finito nei conti correnti Ior accesi sia in Deutsche Bank sia in JpMorgan. Un fatto che potrebbe far nascere indagini non solo in Germania, ma anche in tutti quegli stati europei le cui banche “ospitano” conti correnti intestati allo Ior e che potrebbero fungere da schermo per il riciclaggio di denaro sporco.
 
 
IL “SISTEMA”
Questo presunto grande sistema di “abusivismo bancario”, che va avanti da decenni, avrebbe un vero e proprio meccanismo collaudato. Ma andiamo con ordine.
Lo Ior è un istituto bancario che non ha una cassaforte dove custodisce il denaro dei correntisti (solo ecclesiali secondo le regole), ma si appoggia in altri istituti di credito. In Italia ha operato fino al 2011, mettendo a repentaglio di violazione della normativa antiriciclaggio tutte le banche presso le quali accendeva conti correnti. Da quella data tutti i conti sono stati trasferiti all’estero, soprattutto Deutsche Bank e JpMorgan. Secondo la Procura il denaro dei correntisti Ior si mescolano in maxi conti correnti da cui è impossibile stabilire i titolari delle somme. Si tratta di una «confusione globale», ritengono i magistrati, delle disponibilità economiche «di diversa provenienza e natura che caratterizza i conti Ior». Infatti, continuano i pm negli atti, «nel momento in cui determinate somme vengono messe a disposizione dell’istituto da terzi (quindi laici, ndr ) o dalla propria clientela istituzionale esse si confondono con l’insieme delle disponibilità dello Ior, con la conseguenza che un’ipotetica origine delle somme si svincola completamente dalla sua destinazione». «Emerge non solo un’incertezza sulla destinazione delle somme», ma anche «l’esistenza di un meccanismo tale per cui anche i passaggi intermedi tra l’origine della provvista e la fuoriuscita dai conti Ior non possano essere monitorati dall’Autorità di vigilanza».
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