martedì 10 novembre 2015

Famiglia, giovani, ecologia vie della Chiesa | Chiesa | www.avvenire.it

Famiglia, giovani, ecologia vie della Chiesa | Chiesa | www.avvenire.it: "“Non siamo qui per predisporre dei piani pastorali, né per scambiarci informazioni, neppure per partecipare a dotte conferenze o a un corso di aggiornamento: lo scopo del nostro appuntamento fiorentino è quello di fare il punto sul nostro cammino di fedeltà al rinnovamento promosso dal Concilio e aprire nuove strade all’annuncio del Vangelo”.

La prolusione (IL TESTO) di monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e presidente del Comitato preparatorio – ha aperto questa sera i lavori del 5° Convegno Ecclesiale Nazionale. Il suo intevento è stato preceduto dal saluto del cardinale di Firenze Giuseppe Betori, del sindaco di Firenze Dario Nardella e dalla celebrazione dei Vespri.

Nosiglia ha ricordato i Convegni precedenti, l’attuale piano decennale della Cei incentrato sull’Educare alla vita buona del Vangelo e l’attesa per l’intervento di domani di Papa Francesco. L'arcivescovo ha indicato, quindi, “alcune aree di impegno prioritarie per la vita della nostra gente e del Paese”: la famiglia, bisognosa di “una accoglienza compassionevole e di un accompagnamento e sostegno della sua esistenza”; i giovani, con l’impegno a operare per qualificare la proposta della scuola e l’inserimento nel mondo del lavoro; l’ecologia, intesa – sulla scorta dell'enciclica di Papa Francesco Laudato si’ – come cura della casa comune, in contrasto con ogni cultura dello scarto.

“Attorno a queste aree, come ad altre ugualmente importanti – ha evidenziato Nosiglia – è necessario attivare un adeguato supporto di pensiero e di azione concreta da parte dei laici soprattutto, che hanno diritto e dovere di ‘fare coscienza’ e operare uniti”.

Un’unità che si esprime in uno stile di ricerca comune e in un metodo preciso: quello della sinodalità che “sarebbe già un grande risultato se da Firenze divenisse lo stile di ogni comunità ecclesiale”.

Molti i passaggi dedicati all'Italia; "Un Paese che sta sempre più invecchiando - ha detto - in cui la gente è sfiduciata e ripiegata su se stessa, dove le diseguaglianze sociali e le povertà non solo materiali ma etiche e spirituali stanno crescendo e dove secondo le statistiche il 31 per cento della popolazione vive da solo chi per scelta, chi per necessità e chi per naufragio esistenziale, ha bisogno di riappropriarsi della speranza che la fede cristiana ha seminato nella sua storia,
dando vita a un patrimonio di umanità, santità e civiltà esemplare per il mondo intero".

Poco prima il Cardinale di Firenze Betori ha accolto in Cattedrale i 2.200 partecipanti ai lavori partiti con quattro processioni da altrettante Basiliche (Santa Croce, Santa Maria Novella, Santo Spirito, Santissima Annunziata). Firenze, ha detto Betori, è una città in cui “l'affermazione dell'umano, nelle sue espressioni migliori, ha saputo legare insieme il senso alto della cultura e dell'arte con la cura del debole e l'esercizio della misericordia”. Questa città, ha proseguito, “vi indica come un traguardo e una missione: una sintesi di ricerca sincera e intensa del vero, di espressione in superbe forme di bellezza, di passione generosa e multiforme di carità”.

I rintocchi del campanile di Giotto hanno risuonato per oltre mezz'ora in piazza Duomo, accompagnando l'arrivo delle quattro processioni, partite da altrettante basiliche fiorentine che sono confluite nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore. In apertura delle processioni erano presenti quasi 200 tra vescovi e cardinali. Una volta giunti in piazza Duomo, i partecipanti alle processioni sono entrati all'interno del Battistero di San Giovanni, le cui porte sono state eccezionalmente aperte per l'occasione. Tutti i fedeli sono poi usciti dalla Porta del Paradiso per entrare poi nella Cattedrale."


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