giovedì 5 novembre 2015

Ecco tutte le intercettazioni di Papa Francesco - Cronache - iltempo

Ecco tutte le intercettazioni di Papa Francesco - Cronache - iltempo: "Eccole, le intercettazioni del Papa. Comincia dal 3 luglio 2013 «Via Crucis» di Gianluigi Nuzzi. Dal momento in cui Francesco incontra i membri del Consiglio per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della S. Sede. Nuzzi, nel libro, ne fornisce il virgolettato che deriva da una registrazione segreta dell’incontro. «Bisogna chiarire meglio le finanze della Santa Sede e renderle più trasparenti» esordisce Bergoglio, individuando «alcuni elementi che sicuramente vi aiuteranno nella vostra riflessione. Primo. È stato universalmente accertato nelle congregazioni generali (durante il conclave n.d.a) che (in Vaticano n.d.a) si è allargato troppo il numero dei dipendenti. Questo fatto crea un forte dispendio di soldi che può essere evitato». E poi, continua il Papa, «ci sono spese che non provengono da una chiarezza delle procedure. Questo si vede nei bilanci. Collegato a questo, credo si debba andare più avanti nel lavoro di chiarire bene l’origine delle spese e le forme di pagamento». Il Pontefice individua bene il problema delle spese gonfiate: «se una cosa è stata fatta senza un preventivo, senza autorizzazione, non si paga».
E poi la butta sul pratico: «farò un esempio, quello della biblioteca. Il preventivo diceva 100 e poi sono stati pagati 200. Cosa è successo? Un po’ di più? Va bene, ma era nel preventivo o no?» E se non lo era: «non si paga! Questo per me - puntualizza- è importante. Per favore, disciplina». Bergoglio dimostra di avere molto chiaro il quadro della situazione: «Qualcuno di voi mi ha ricordato un problema per cui abbiamo perso più di 10 milioni con la Svizzera, per un investimento mal fatto, e questi se ne sono andati». Più in generale, dunque, «la cassa non è in ordine, bisogna mettere un po’ di ordine», e ancora «siamo qui per risolvere tutto questo, fratelli, per il bene della Chiesa. Mi fa pensare a quello che diceva un parroco anziano di Buenos Aires, saggio, che aveva molta cura dell’economia: se non sappiamo custodire i soldi, che si vedono, come custodiamo le anime dei fedeli, che non si vedono?».
Sempre all’Argentina, poi, appartiene l’altro riferimento: «quando sono stato prelato provinciale, l’economo generale ci ha parlato dell’atteggiamento che dobbiamo avere sugli investimenti. E ci ha raccontato che la provincia gesuitica del paese aveva un buon (numero di n.d.a) seminari e faceva gli investimenti in una banca seria e onesta. Poi – prosegue il Papa - con il cambiamento dell’economo, quello nuovo è andato alla banca per fare un controllo. Aveva chiesto come erano stati scelti gli investimenti: venne a sapere che più del 60% erano andati per la fabbricazione di armi». Il Papa descrive la Cosea, annunciandola ai cardinali, come «una commissione speciale per consolidare l’andamento del vostro lavoro e trovare una soluzione a questi problemi». E poi, un duro richiamo alla responsabilità: «Tutti siamo buoni, ma anche il Signore ci chiede un’amministrazione responsabile per il bene della Chiesa e del nostro lavoro apostolico (…) Questo posso offrirvi e vi ringrazio davvero»."


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