Sinodo. Grande consenso su Relazione finale: famiglia, luce del mondo: "Papa Francesco ha autorizzato la pubblicazione della Relazione finale del 14.mo Sinodo generale ordinario sulla famiglia. Del documento ha parlato padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ieri sera, in un briefing conclusivo dei lavori. La Relazione è composta da 94 paragrafi, votati singolarmente dai Padri Sinodali e tutti approvati a maggioranza qualificata, pari a 177 voti su 265. Il servizio di Isabella Piro:
Luce nel buio del mondo: così la Relazione finale definisce la famiglia, descrivendone, sì, le tante difficoltà, ma anche la sua grande capacità di affrontarle e di reagire di fronte ad esse. Organico e lineare, il documento conclusivo del Sinodo raccoglie molti dei “modi” (emendamenti) presentati dai Padri Sinodali all’Instrumentum laboris e rispecchia, quindi, la voce dell’Assemblea.
Paragrafi specifici dedicati a situazioni familiari difficili
Due paragrafi in particolare, approvati con 178 ed 180 voti, sono stati al limite della maggioranza qualificata. Ascoltiamo padre Lombardi:
“Sono quelli che riguardavano le situazioni difficili, l’approccio pastorale di famiglie ferite o in situazioni non regolari dal punto di vista canonico e della disciplina della Chiesa. In particolare, le convivenze, i matrimoni civili, i divorziati risposati ed il modo di avvicinarsi pastoralmente a queste situazioni. Però sempre la maggioranza dei due terzi è stata raggiunta”.
Documento con atteggiamento positivo ed accogliente
Un documento dall’atteggiamento positivo ed accogliente, sottolinea ancora padre Lombardi, che ha fatto un lungo percorso rispetto all’Instrumentum laboris:
“Personalmente, ho trovato straordinario il cammino fatto dal documento Istrumentum laboris al documento Relatio finalis, che è straordinariamente ricco denso ed anche ben equilibrato e ben organizzato”.
Il direttore della Sala stampa vaticana ricorda, poi, il Motu proprio del Papa sulla riforma dei processi di nullità matrimoniale che ha dato, così, un contributo efficace e risolutivo alla tematica del Sinodo.
Ribadita dottrina dell’indissolubilità matrimoniale
Nella Relazione finale, si richiama la dottrina dell’indissolubilità del matrimonio sacramentale, non giogo, ma dono di Dio, verità fondata in Cristo e nel suo legame con la Chiesa. Al contempo, sottolinea che verità e misericordia convergono in Cristo. Di qui, il richiamo all’accoglienza delle famiglie ferite. Senza citare espressamente l’accesso all’Eucaristia per i divorziati risposati, il documento sinodale ricorda che essi non sono scomunicati e rimanda al discernimento dei Pastori l’analisi delle situazioni famiglia complesse.
Discernimento dei Pastori per situazioni complesse
Il discernimento, sottolinea, va applicato secondo l’insegnamento della Chiesa, con la fiducia che la misericordia di Dio non si nega a nessuno. Per i conviventi, si ribadisce che la loro situazione va affrontata in maniera costruttiva, cercando di trasformarla in opportunità di cammino di conversione verso la pienezza del matrimonio e della famiglia, alla luce del Vangelo.
Persone omosessuali non vanno discriminate, ma no a unioni dello stesso sesso
Altri punti salienti della Relazione si soffermano sul tema dell’omosessualità: le persone con tali tendenze non vanno discriminate, si spiega, ma al contempo si ribadisce che la Chiesa è contraria alle unioni tra persone dello stesso sesso e che non sono ammesse pressioni esterne su di essa in relazione a questo punto. Paragrafi speciali vengono poi dedicati a migranti, profughi, perseguitati, le cui famiglie sono disgregate e che possono diventare vittime della tratta. Anche per loro si invoca accoglienza, richiamandone i diritti, ma anche doveri nei confronti dei Paesi che li ospitano.
Valorizzare la donna, tutelare bambini ed anziani
Altre riflessioni specifiche vengono dedicate alla donna, all’uomo, ai bambini, perni della vita familiare: per tutti loro si ribadisce la tutela e la valorizzazione dei rispettivi ruoli. Per le donne, viene auspicato un ruolo più rilevante nei percorsi formativi dei ministri ordinati, mentre per i bambini si sottolinea la bellezza dell’adozione e dell’affido, che ricostruiscono legami familiari interrotti. Il Sinodo, poi, non dimentica i vedovi, i disabili, gli anziani ed i nonni, che permettono la trasmissione della fede in famiglia e che vanno messi al riparo dalla cultura dello scarto. Anche le persone non sposate vengono ricordate per il loro impegno nella Chiesa e nella società.
Fanatismo, individualismo, povertà, precarietà lavorativa, ideologia gender
Tra le ombre dell’epoca contemporanea che spesso incombono sulla famiglia, il Sinodo cita il fanatismo politico-religioso ostile al cristianesimo, l’individualismo crescente, l’ideologia del gender, i conflitti, le persecuzioni, la povertà, la precarietà lavorativa, la corruzione, le coercizioni economiche che escludono la famiglia dall’educazione e dalla cultura, la globalizzazione dell’indifferenza che pone al centro della società il denaro e non l’uomo, la pornografia ed il calo demografico."SEGUE >>>
Luce nel buio del mondo: così la Relazione finale definisce la famiglia, descrivendone, sì, le tante difficoltà, ma anche la sua grande capacità di affrontarle e di reagire di fronte ad esse. Organico e lineare, il documento conclusivo del Sinodo raccoglie molti dei “modi” (emendamenti) presentati dai Padri Sinodali all’Instrumentum laboris e rispecchia, quindi, la voce dell’Assemblea.
Paragrafi specifici dedicati a situazioni familiari difficili
Due paragrafi in particolare, approvati con 178 ed 180 voti, sono stati al limite della maggioranza qualificata. Ascoltiamo padre Lombardi:
“Sono quelli che riguardavano le situazioni difficili, l’approccio pastorale di famiglie ferite o in situazioni non regolari dal punto di vista canonico e della disciplina della Chiesa. In particolare, le convivenze, i matrimoni civili, i divorziati risposati ed il modo di avvicinarsi pastoralmente a queste situazioni. Però sempre la maggioranza dei due terzi è stata raggiunta”.
Documento con atteggiamento positivo ed accogliente
Un documento dall’atteggiamento positivo ed accogliente, sottolinea ancora padre Lombardi, che ha fatto un lungo percorso rispetto all’Instrumentum laboris:
“Personalmente, ho trovato straordinario il cammino fatto dal documento Istrumentum laboris al documento Relatio finalis, che è straordinariamente ricco denso ed anche ben equilibrato e ben organizzato”.
Il direttore della Sala stampa vaticana ricorda, poi, il Motu proprio del Papa sulla riforma dei processi di nullità matrimoniale che ha dato, così, un contributo efficace e risolutivo alla tematica del Sinodo.
Ribadita dottrina dell’indissolubilità matrimoniale
Nella Relazione finale, si richiama la dottrina dell’indissolubilità del matrimonio sacramentale, non giogo, ma dono di Dio, verità fondata in Cristo e nel suo legame con la Chiesa. Al contempo, sottolinea che verità e misericordia convergono in Cristo. Di qui, il richiamo all’accoglienza delle famiglie ferite. Senza citare espressamente l’accesso all’Eucaristia per i divorziati risposati, il documento sinodale ricorda che essi non sono scomunicati e rimanda al discernimento dei Pastori l’analisi delle situazioni famiglia complesse.
Discernimento dei Pastori per situazioni complesse
Il discernimento, sottolinea, va applicato secondo l’insegnamento della Chiesa, con la fiducia che la misericordia di Dio non si nega a nessuno. Per i conviventi, si ribadisce che la loro situazione va affrontata in maniera costruttiva, cercando di trasformarla in opportunità di cammino di conversione verso la pienezza del matrimonio e della famiglia, alla luce del Vangelo.
Persone omosessuali non vanno discriminate, ma no a unioni dello stesso sesso
Altri punti salienti della Relazione si soffermano sul tema dell’omosessualità: le persone con tali tendenze non vanno discriminate, si spiega, ma al contempo si ribadisce che la Chiesa è contraria alle unioni tra persone dello stesso sesso e che non sono ammesse pressioni esterne su di essa in relazione a questo punto. Paragrafi speciali vengono poi dedicati a migranti, profughi, perseguitati, le cui famiglie sono disgregate e che possono diventare vittime della tratta. Anche per loro si invoca accoglienza, richiamandone i diritti, ma anche doveri nei confronti dei Paesi che li ospitano.
Valorizzare la donna, tutelare bambini ed anziani
Altre riflessioni specifiche vengono dedicate alla donna, all’uomo, ai bambini, perni della vita familiare: per tutti loro si ribadisce la tutela e la valorizzazione dei rispettivi ruoli. Per le donne, viene auspicato un ruolo più rilevante nei percorsi formativi dei ministri ordinati, mentre per i bambini si sottolinea la bellezza dell’adozione e dell’affido, che ricostruiscono legami familiari interrotti. Il Sinodo, poi, non dimentica i vedovi, i disabili, gli anziani ed i nonni, che permettono la trasmissione della fede in famiglia e che vanno messi al riparo dalla cultura dello scarto. Anche le persone non sposate vengono ricordate per il loro impegno nella Chiesa e nella società.
Fanatismo, individualismo, povertà, precarietà lavorativa, ideologia gender
Tra le ombre dell’epoca contemporanea che spesso incombono sulla famiglia, il Sinodo cita il fanatismo politico-religioso ostile al cristianesimo, l’individualismo crescente, l’ideologia del gender, i conflitti, le persecuzioni, la povertà, la precarietà lavorativa, la corruzione, le coercizioni economiche che escludono la famiglia dall’educazione e dalla cultura, la globalizzazione dell’indifferenza che pone al centro della società il denaro e non l’uomo, la pornografia ed il calo demografico."SEGUE >>>
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