domenica 18 ottobre 2015

Kirill, in comunione nell’unica Chiesa | Cultura | www.avvenire.it

Kirill, in comunione nell’unica Chiesa | Cultura | www.avvenire.it: "Kirill, patriarca di Mosca e di tutte le Russie, è nato il 20 novembre 1946 a San Pietroburgo. È riconosciuto come teologo di grande intellettualità e spiritualità non solo nella sua patria, ma in tutto il mondo. Essendo uno dei maggiori rappresentanti dell’ortodossia, egli ha un ruolo decisivo nel cammino verso l’unità dell’unica Chiesa, come Gesù, fondamento e fondatore di essa, ha voluto. Tutti noi confessiamo nel Credo niceno-costantinopolitano: «Credo unam Ecclesiam» [...].


La vicinanza della dottrina sociale ortodossa con quella della Chiesa cattolica, anzi la piena compatibilità con essa, risulta dalla comune antropologia, sviluppata sulla base della Sacra Scrittura e della tradizione apostolica, nonché dalla condivisione del concetto di legge morale naturale. Diversamente dai sistemi totalitari politici e ideologici, noi insistiamo sul fondamento inabrogabile dei diritti umani, cioè la dignità che possiede ogni uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio [...].


Il 1° febbraio 2009 con grande onore e gioia ho partecipato, come rappresentante dei vescovi tedeschi, all’insediamento del metropolita Kirill nell’ufficio di patriarca di Mosca e di tutte le Russie, nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca [...]. Un vero gioiello di architettura sacra, che unisce in sé la memoria della vittoria sull’aggressione napoleonica contro la libertà della Russia, nel 1812, e sull’aggressione ateista-comunista contro la fede del popolo russo. Con la distruzione della cattedrale, simbolo straordinario di libertà e di fede, Stalin ha voluto distruggere, nel 1931, l’identità culturale e teologica della fede ortodossa in Russia. Sulle fondamenta della cattedrale egli volle edificare un monumento all’ateismo alto 415 metri (senza portarlo a compimento) e una piscina gigante. La costruzione materiale del corpo era ritenuta più importante dell’edificazione dello spirito, più importante della rinascita nell’acqua e nello Spirito Santo, per la vita eterna!


La successiva ricostruzione della cattedrale e la sua dedicazione nel 2000 a Cristo Salvatore ne fa un simbolo della vittoria della pace sulla violenza, della fede in Cristo, Redentore di tutti gli uomini, su ogni forma di auto-redenzione dell’uomo. La salvezza realizzata da Dio in Cristo porta alla verità e alla libertà, a una vita di rinuncia del proprio io e di amore per gli altri. Al contrario, tutti coloro che si sono presentati come messia e redentori, hanno portato solo oppressione e sterminio di milioni di vite innocenti. A buon diritto, il patriarca chiede – retoricamente – qual è la differenza tra i tentativi del regime sovietico di estinguere la fede cristiana e gli attuali progetti degli Stati di cultura ateista e laicista dell’Occidente che cercano di estinguere la memoria delle radici cristiane d’Europa, relegando il culto cristiano in ambito privato, senza concedere alcun diritto pubblico. Fin dall’inizio del cristianesimo, le varie persecuzioni hanno cercato non solo di sterminare i cristiani, ma di estinguere completamente la memoria di Cristo.


Ai nostri giorni è assai eloquente il gelido silenzio e la cinica indifferenza della classe politica e dei mass-media davanti alla sanguinosa persecuzione ed estinzione del cristianesimo nel Vicino Oriente! In tali situazioni, il martirio dei fedeli sotto il regime ateista del comunismo sovietico può servire come riferimento e orientamento, secondo la promessa che Cristo ha dato alla sua Chiesa: «Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Mt 16,18).


Pertanto, non ha alcun senso la critica del laicismo occidentale, emanazione politica del nichilismo filosofico e del materialismo scientistico, contro l’ortodossia russa, la quale è accusata di tornare allo stato precedente la Rivoluzione russa. In verità, non si tratta della situazione prima della Rivoluzione, ma della situazione che si è venuta a creare dopo il regime di violenza. La dissoluzione disastrosa di ogni solidarietà naturale, del fondamento morale di un grande popolo, nonché la distruzione della dignità umana e la riduzione dell’uomo alla soddisfazione di istinti animali, sono l’eredità della mera fiducia nello sviluppo economico-scientifico presente nel materialismo ateistico. Il “paradiso sulla terra” ha mostrato, in realtà, l’inferno anticipato. Soltanto il paradiso in cielo, cioè il Regno di Dio, ha la forza, anche sulla terra, di orientare la vita del singolo e della società verso la verità e di assumersi responsabilità per il mondo, in piena libertà [...].


Il patriarca constata che i risentimenti e i rancori e il mutuo conteggio delle colpe e delle ferite, non potranno mai favorire il cammino verso la piena comunione tra i cattolici e gli ortodossi, ma solo l’amore, che risulta dalla verità e produce l’unità: «L’unità è la forma visibile dell’amore. Se non c’è unità, non c’è amore e se non c’è amore, il valore cristiano supremo, significa che la verità non è stata pienamente assimilata» [...].
"SEGUE >>>

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