domenica 23 agosto 2015

Nella penisola coreana rumori di guerra

Nella penisola coreana rumori di guerra: "Sono ormai veri e propri rumori di guerra quelli che risuonano al 38° parallelo, al confine tra Corea del Nord e Corea del Sud. Dopo l’escalation di tensione degli ultimi due giorni, con i pesanti scambi d’artiglieria avvenuti giovedì, per fortuna incruenti, si registrano oggi segnali in direzione di un certo raffreddamento del clima tra i due Paesi. Ma la tensione resta altissima, e non è escluso che possa degenerare in scontri aperti. 



La presidenza della Repubblica sudcoreana ha riferito che le due parti terranno oggi alle 18 ora locale colloqui ad alto livello nel villaggio di Panmunjeom, nella zona smilitarizzata sotto controllo Onu al 38° parallelo. Kim Kwan-jin, capo del servizio di Sicurezza nazionale di Seoul e il ministro dell’Unificazione, Hong Yong-pyo, s'incontreranno con Hwang Pyong-so, direttore dell’ufficio politico generale dell’Esercito nordcoreano, e Kim Yang-gon, uno dei segretari del Partito unico al potere a Pyongyang. La presenza di Hwang Pyong-so è considerata di assoluto rilievo in quanto si tratta di uno dei principali collaboratori del leader nordcoreano, Kim Jong-un. In ogni caso, l’incontro è fissato per un’ora nella quale in teoria sarebbe già scaduto l’ultimatum dato dal Nord a Seoul per fermare le trasmissioni della propaganda contro Pyongyang lungo il confine, pena una risposta armata.
La propaganda in questione, fatta al confine con gli altoparlanti, è ripresa la scorsa settimana per la prima volta dopo undici anni, in quella che Seoul definisce una risposta al ferimento di due suoi militari nelle esplosione di due mine sistemate nella zona smilitarizzata e addebitate alla Corea del Nord. A detta degli analisti la fiammata di violenze degli ultimi giorni appare sostanzialmente psicologica e propagandistica, ma certo rimane suscettibile di degenerare in un conflitto armato che potrebbe avere pesanti conseguenze per tutta l’area asiatica.

Ieri Kim Jong-un, aveva dichiara il «quasi-stato di guerra» nelle aree di prima linea dove le truppe hanno completato in meno di ventiquatrore i preparativi per «l’azione militare contro il Sud». L’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana, in un dispaccio in inglese, cioè sostanzialmente indirizzato a soggetti stranieri, ha scritto che «le grandi unità combinate dell’esercito popolare di Corea in prima linea sono entrate in uno stato di guerra, completamente armate per lanciare operazioni di sorpresa, portando al massimo la disponibilità all’azione»."


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