Afghanistan, dieci prigionieri fatti saltare in aria con le granate dai miliziani dell'Isis: "Hanno sparato, decapitato, dato alle fiamme e annegato in gabbile di metallo i prigionieri. Ma non c'è ancora fine alle brutalità messe in atto dai jihadisti dello Stato Islamico: i terroristi hanno pubblicato on line un video in cui viene mostrato un altro metodo d'esecuzione che consiste nel fare a pezzi gli ostaggi facendoli saltare sulle granate.
Le immagini, girate in un luogo non localizzato dell'Afghanistan, sono realizzate con le classiche tecniche scenografiche: rallenty, eco, effetti sonori e nasheed (i canti). Il video inizia con una carrellata sui volti degli ostaggi: costretti in ginocchio e bendati, dieci uomini attendono di essere uccisi. Si pensa che le vittime siano della tribù Shinwari e tutti sono stati accusati di apostasia e favoreggiamento dei talebani nella provincia afghana di Nangarhar, dove l'Isis è stato recentemente espulso.
Il video continua con alcuni combattenti che cavalcano nella nebbia delle prime ore dell'alba verso il luogo dove si compirà il massacro. Scendono dai cavalli in fretta, bramosi di unirsi all'orrore che si consumerà da lì a breve. Nel frattempo altri jihadisti preparano il momento dell'esecuzione: dopo aver scavato alcune buche, controllano i fili gialli e infilano alcune bombe sotto terra. Gli ostaggi, bendati, sono condotti sul luogo di morte e costretti a inginocchiarsi sopra l'esplosivo che li ucciderà tutti. L'ultima immagine prima dell'orrore mostra due jihadisti, che presidiavano gli ostaggi, fuggire prima di essere investiti dall'onda d'urto. Poi lo scoppio e la deflagrazione che smembra quei dieci corpi.
Una brutalità disumana che monta giorno dopo giorno mentre si contano le vittime dell'ultimo atto di violenza. L'ennesimo orrore, l'ennesimo atto di crudeltà."
Le immagini, girate in un luogo non localizzato dell'Afghanistan, sono realizzate con le classiche tecniche scenografiche: rallenty, eco, effetti sonori e nasheed (i canti). Il video inizia con una carrellata sui volti degli ostaggi: costretti in ginocchio e bendati, dieci uomini attendono di essere uccisi. Si pensa che le vittime siano della tribù Shinwari e tutti sono stati accusati di apostasia e favoreggiamento dei talebani nella provincia afghana di Nangarhar, dove l'Isis è stato recentemente espulso.
Il video continua con alcuni combattenti che cavalcano nella nebbia delle prime ore dell'alba verso il luogo dove si compirà il massacro. Scendono dai cavalli in fretta, bramosi di unirsi all'orrore che si consumerà da lì a breve. Nel frattempo altri jihadisti preparano il momento dell'esecuzione: dopo aver scavato alcune buche, controllano i fili gialli e infilano alcune bombe sotto terra. Gli ostaggi, bendati, sono condotti sul luogo di morte e costretti a inginocchiarsi sopra l'esplosivo che li ucciderà tutti. L'ultima immagine prima dell'orrore mostra due jihadisti, che presidiavano gli ostaggi, fuggire prima di essere investiti dall'onda d'urto. Poi lo scoppio e la deflagrazione che smembra quei dieci corpi.
Una brutalità disumana che monta giorno dopo giorno mentre si contano le vittime dell'ultimo atto di violenza. L'ennesimo orrore, l'ennesimo atto di crudeltà."
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