Papa Francesco riceve Mattarella: "Si riconosca ruolo della religione nella società" - Il Fatto Quotidiano: "Bergoglio ha ricordato che lo sviluppo di una società pluralistica non può relegare la fede alla sola sfera della coscienza. Il presidente della Repubblica, che è stato accompagnato dalla figlia e dai nipoti, ha invocato il diaologo tra religioni e ha richiamato l'Unione europea per un aiuto concreto sull'emergenza migranti. Per entrambi la disoccupazione giovanile è il dramma più urgente da affrontare
di Francesco Antonio Grana “Lo sviluppo ordinato di una civile società pluralistica postula che non si pretenda di confinare l’autentico spirito religioso nella sola intimità della coscienza, ma che si riconosca anche il suo ruolo significativo nella costruzione della società, legittimando il valido apporto che esso può offrire”. È il messaggio che Papa Francesco ha voluto affidare al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, nella sua prima visita di Stato in Vaticano. Per Bergoglio “lo sviluppo ordinato di una civile società pluralistica postula che non si pretenda di confinare l’autentico spirito religioso nella sola intimità della coscienza, ma che si riconosca anche il suo ruolo significativo nella costruzione della società, legittimando il valido apporto che esso può offrire”.
DISOCCUPAZIONE – Al centro del discorso del Papa il dramma della disoccupazione. “La carenza di lavoro per i giovani diventa un grido di dolore che interpella i pubblici poteri, le organizzazioni intermedie, gli imprenditori privati e la comunità ecclesiale, perché si compia ogni sforzo per porvi rimedio, dando alla soluzione di questo problema la giusta priorità”. Bergoglio ha sottolineato che “per un’ordinata crescita della società è indispensabile che le giovani generazioni, tramite il lavoro, abbiano la possibilità di progettare con serenità il loro futuro, affrancandosi dalla precarietà e dal rischio di cedere a ingannevoli e pericolose tentazioni”. Mattarella ha risposto citando lo stesso Francesco e la sua visita a Scampia: “Il dramma della disoccupazione e delle nuove povertà – che affliggono le periferie della vita, raffigurate nelle periferie urbane, condizione emblematicamente da lei toccata a Scampìa – rischia di inghiottire il futuro di intere generazioni. Si impone una visione dello sviluppo economico e sociale che sappia rimettere al centro la persona e la famiglia”.
di Francesco Antonio Grana “Lo sviluppo ordinato di una civile società pluralistica postula che non si pretenda di confinare l’autentico spirito religioso nella sola intimità della coscienza, ma che si riconosca anche il suo ruolo significativo nella costruzione della società, legittimando il valido apporto che esso può offrire”. È il messaggio che Papa Francesco ha voluto affidare al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, nella sua prima visita di Stato in Vaticano. Per Bergoglio “lo sviluppo ordinato di una civile società pluralistica postula che non si pretenda di confinare l’autentico spirito religioso nella sola intimità della coscienza, ma che si riconosca anche il suo ruolo significativo nella costruzione della società, legittimando il valido apporto che esso può offrire”.
DISOCCUPAZIONE – Al centro del discorso del Papa il dramma della disoccupazione. “La carenza di lavoro per i giovani diventa un grido di dolore che interpella i pubblici poteri, le organizzazioni intermedie, gli imprenditori privati e la comunità ecclesiale, perché si compia ogni sforzo per porvi rimedio, dando alla soluzione di questo problema la giusta priorità”. Bergoglio ha sottolineato che “per un’ordinata crescita della società è indispensabile che le giovani generazioni, tramite il lavoro, abbiano la possibilità di progettare con serenità il loro futuro, affrancandosi dalla precarietà e dal rischio di cedere a ingannevoli e pericolose tentazioni”. Mattarella ha risposto citando lo stesso Francesco e la sua visita a Scampia: “Il dramma della disoccupazione e delle nuove povertà – che affliggono le periferie della vita, raffigurate nelle periferie urbane, condizione emblematicamente da lei toccata a Scampìa – rischia di inghiottire il futuro di intere generazioni. Si impone una visione dello sviluppo economico e sociale che sappia rimettere al centro la persona e la famiglia”.
MIGRANTI – Francesco non ha mancato nemmeno di rivolgere un appello in favore degli immigrati: “Non dobbiamo stancarci nel sollecitare un impegno più esteso a livello europeo e internazionale”. Un incontro, quello tra il Papa e Mattarella, segnato da “eccellenti relazioni tra la Santa Sede e l’Italia”, come ha sottolineato Francesco, in uno spirito di “rinnovata collaborazione, finalizzata a unire le forze per il bene di tutti i cittadini, che hanno il diritto a tale concordia, da cui derivano innumerevoli benefici”. Si tratta della prima visita in Vaticano di un presidente di tradizione cattolica dai tempi di Oscar Luigi Scalfaro, dopo le due presidenze dei laici Ciampi e Napolitano.
Nel suo discorso Mattarella, che ha ricordato che il primo viaggio di Francesco è stato a Lampedusa proprio per sottolineare il dramma degli immigrati, ha affermato che “le istituzioni e la società italiane sono impegnate, con generosità, per fronteggiare questa emergenza e l’Italia invoca da tempo un intervento deciso dell’Unione Europea per fermare questa continua perdita di vite umane nel Mediterraneo, culla della nostra civiltà. Con quelle vite spezzate si perde la speranza di tante persone e si compromette la dignità della comunità internazionale. Rischiamo di smarrire la nostra umanità”. Sintonia piena anche sul tema della disoccupazione: “Governo e Parlamento italiani sono impegnati ad adottare misure che consentano al nostro Paese di lasciarsi alle spalle una crisi che è stata lunga e dolorosae da cui solo ora si inizia a intravedere l’uscita”. Mattarella, che ha invitato il Papa al Quirinale, ha ribadito, infine, che “il dialogo tra le grandi tradizioni religiose appare tanto più urgente nel momento in cui si avverte, anche nel nostro Paese, la minaccia del terrorismo internazionale, che, spesso, si nasconde dietro inaccettabili, e pretestuose, rivendicazioni religiose”."
Nel suo discorso Mattarella, che ha ricordato che il primo viaggio di Francesco è stato a Lampedusa proprio per sottolineare il dramma degli immigrati, ha affermato che “le istituzioni e la società italiane sono impegnate, con generosità, per fronteggiare questa emergenza e l’Italia invoca da tempo un intervento deciso dell’Unione Europea per fermare questa continua perdita di vite umane nel Mediterraneo, culla della nostra civiltà. Con quelle vite spezzate si perde la speranza di tante persone e si compromette la dignità della comunità internazionale. Rischiamo di smarrire la nostra umanità”. Sintonia piena anche sul tema della disoccupazione: “Governo e Parlamento italiani sono impegnati ad adottare misure che consentano al nostro Paese di lasciarsi alle spalle una crisi che è stata lunga e dolorosae da cui solo ora si inizia a intravedere l’uscita”. Mattarella, che ha invitato il Papa al Quirinale, ha ribadito, infine, che “il dialogo tra le grandi tradizioni religiose appare tanto più urgente nel momento in cui si avverte, anche nel nostro Paese, la minaccia del terrorismo internazionale, che, spesso, si nasconde dietro inaccettabili, e pretestuose, rivendicazioni religiose”."
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