martedì 21 aprile 2015

Naufragio migranti, sopravvissuti: "C'è stata collisione". Arrestati 2 scafisti - Il Fatto Quotidiano

Naufragio migranti, sopravvissuti: "C'è stata collisione". Arrestati 2 scafisti - Il Fatto Quotidiano: "Arresti e indagini. E una testimonianza che potrebbe far cambiare radicalmente la ricostruzione di quanto avvenuto domenica nel Canale di Sicilia. Perché a sentire alcuni dei sopravvissuti alla tragedia – per cui si temono 900 morti – ci sarebbe stata una collisione tra il barcone della strage e il mercantile dei soccorsi. In particolare, lo scafista che era al comando del barcone naufragato al largo della Libia, nel cercare di nascondersi e non farsi riconoscere, avrebbe pilotato con poca attenzione l’imbarcazione che sarebbe entrata in collisione con mercantile King Jacob che era giunto in zona per prestare i soccorsi. “Le due navi si sono quindi avvicinate, si sono alzate delle onde e la barca ha perso stabilità prima della possibile collisione con il mercantile” ha precisato Carlotta Sami, portavoce italiana dell’Unhcr.

Nel frattempo, proprio chi era al timone e un’altra persona sono stati arrestati nella notte con l’accusa di omicidio colposo plurimo, naufragio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due superstiti in manette sono il comandante tunisino dell’imbarcazione e un suo assistente siriano. A comunicare la notizia è stato il ministro dell’Interno Angelino Alfano (poi la ha confermata anche Delrio), che in una nota ha anche spiegato come si è arrivati all’accusa nei confronti dei due arrestati. “E’ arrivata nel porto di Catania – ha scritto Alfano – la nave della Capitaneria con a bordo i superstiti del naufragio al largo della Libia. Sulla nave, la polizia ha svolto interrogatori e confronti che hanno consentito alla Procura della repubblica di Catania di individuare e disporre il fermo dei due scafisti”.

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Video di Cosimo Caridi
I due, ha spiegato il procuratore etneo Giovanni Salvi, sono stati indicati dai sopravvissuti che erano a bordo della nave Gregoretti e riconosciuti anche dal giovane del Bangladesh ricoverato in ospedale a Catania a cui sono state mostrate delle fotografie. Fondamentale, quindi, la testimonianza di chi è riuscito a sopravvivere al disastro e che nelle ore precedenti ha fornito i particolari più crudi di come sono morti i migranti. In tal senso, sembrerebbe confermato – è una delle ipotesi al vaglio della magistratura – che molti passeggeri della carretta del mare fossero stati rinchiusi dagli scafisti nelle stive delle nave senza nessuna possibilità di uscire e, quindi, tentare di salvarsi. Nel frattempo, dopo essere arrivati a Catania e dopo i primi controlli medici, sono stati trasferiti nel Cara di Mineo 25 dei 27 migranti, in gran parte eritrei, somali, sudanesi ma anche dal Bangladesh.

Unhcr: “Dagli interrogatori emerge che i morti sono almeno 800″
L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha stimato che sono circa 800 i morti nel naufragio di domenica. E’ quanto affermato dalla portavoce italiana dell’Unhcr, Carlotta Sami, dopo dopo aver interrogato la maggior parte dei 27 sopravvissuti arrivati a Catania, “si può affermare che i morti sono almeno 800″.

Gentiloni: “Gli scafisti finanziano il terrorismo”
E mentre le indagini vanno avanti, sul fronte politico continuano le prese di posizioni della politica. In tal senso, da segnalare l’intervento del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. “I nuovi schiavisti finanziano anche il terrorismo. E il loro business criminale vale ormai il 10 per cento del Pil libico” ha detto al Messaggero il numero uno della Farnesina, sottolineando che “c’è l’impegno dell’Italia a costruire consenso su azioni mirate di contrasto ai trafficanti di esseri umani. Dobbiamo sì rafforzare l’impegno europeo su monitoraggio e salvataggio, ma l’ultima tragedia è avvenuta non perché mancassero i soccorsi”, ma perché “i trafficanti avevano stipato un’imbarcazione non in condizione di tenere il mare”"


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