'Migranti musulmani gettano in mare cristiani: 9 morti e 15 fermi a Palermo' - Il Fatto Quotidiano: "Musulmani contro cristiani. Non è solo scontro di religioni, ma cronaca nera. Arriva da Palermo la storia dei superstiti che in lacrime hanno raccontato agli uomini della Polizia di essere salvi solo perché si sono opposti alla furia di alcuni compagni di viaggio costruendo una catena umana. Erano tutti su un gommone stretti stretti quando tra un gruppo di fedeli di Allah e un gruppo di cristiani è iniziata una discussione. Poi il dibattito si è fatto lite, quindi rissa. E infine omicidio plurimo. Perché secondo le testimonianze sono almeno nove le persone gettate in mare, anche se in un primo momento sembrava che le vittime fossero dodici. In manette invece sono finiti quindici uomini, sotto interrogatorio. Per loro il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha firmato una autorizzazione a procedere all’autorizzazione alla Procura di Palermo.
9 morti e 15 fermi per omicidio plurimo aggravato
Ad accusare gli immigrati fermati, tra cui un minorenne, sono stati i testimoni al loro arrivo al porto del capoluogo siciliano, due notti fa. I fermati sono stati rinchiusi nel carcere Pagliarelli. Sono di nazionalità ivoriana, malese e senegalese, e sono accusati di omicidio plurimo, aggravato dall’odio religioso. Uno di loro ha 17 anni ed è citatdino della Costa d’Avorio.
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Le indagini della Squadra Mobile palermitana sono cominciate dopo le testimonianze di una decina di naufraghi nigeriani e ghanesi. I migranti, in lacrime, hanno raccontato di essersi imbarcati il 14 aprile su un gommone, partito dalle coste libiche con 105 persone, in prevalenza senegalesi ed ivoriani. Durante la traversata, nigeriani e ghanesi, in minoranza, sarebbero stati minacciati di essere abbandonati in acqua perché cristiani, da una quindicina di passeggeri, di nazionalità ivoriana, senegalese, maliana e della Guinea Bissau. Dalle minacce i musulmani sarebbero passati all’azione gettando in acqua dodici tra nigeriani e ghanesi. La polizia dice che i “superstiti si sarebbero salvati soltanto perché oppostisi strenuamente al tentativo di annegamento, in alcune casi formando anche una vera e propria catena umana”. Per domani è prevista la richiesta di conferma al gip dell’arresto dei 15. Non si esclude la collaborazione del pool antiterrorismo della procura di Palermo, guidato dall’aggiunto Leonardo Agueci.
Il ministro Orlando firma autorizzazione a procedere
Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha firmato l’autorizzazione a procedere per i 15 migranti accusati di aver gettato a mare altri immigrati dopo una rissa su un gommone per motivi religiosi. Il Guardasigilli ha firmato perché il fatto è avvenuto in acque internazionali. È stato il procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi a inoltrare la richiesta di arresto al ministro della Giustizia Orlando che, in poche ore, ha firmato la richiesta di procedimento, come previsto dall’articolo 10 del Codice penale. “È un fatto terribile. Se davvero dovesse essere una lite scoppiata per motivi religiosi la causa della tragedia avvenuta nel canale di Sicilia sarebbe ancora più brutto nella tragicità dei fatti, perché getterebbe una luce particolare sulla pericolosità di certi arrivi” dice Lo Voi all’AdnKronos. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia e dai pm Marina Ingoglia e Renza Cescon.
Calderoli: “Morti incentivate dai soccorsi”, nuovo naufragio con 41 vittime
Intanto mentre già infuria la polemica politica con il vice presidente del Senato, Roberto Calderoli, che sostiene che le morti di fatto vengono incentivate dai soccorsi e l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa punta il dito contro la politica sconsiderata del governo Renzi quattro superstiti sbarcati stamane nel porto di Trapani dalla nave “Foscari” della Marina Militare hanno raccontato di un altro naufragio “con 41 vittime” che sarebbe avvenuto nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. I quattro hanno detto di essere partiti in 45 da Tripoli su un gommone naufragato. Altri 586 profughi, tra cui 79 donne, dieci delle quali incinte, e 58 bambini di cui 5 neonati, provenienti da Senegal, Gambia, Nigeria e Costa D’Avorio sono sbarcati nel porto di Trapani) sempre dalla nave della Marina Militare “Comandante Foscari”) dopo essere stati recuperati in diverse operazioni mentre si trovavano a bordo di tre barconi. Intanto, le forze dell’ordine hanno arrestato alcuni degli scafisti alla guida delle carrette del mare soccorse negli ultimi giorni. Nel 2015 sono stati, finora, 16 gli scafisti fermati per sbarchi nel Ragusano.
La Commissione Europea: “Non abbiamo i fondi”
La Commissione Europea, di fronte alla gravità del problema, fa appello ai governi. “Non abbiamo i fondi né il sostegno politico per lanciare operazioni europee di salvataggio, dobbiamo essere franchi, la Commissione non può fare da sola; non abbiamo la bacchetta magica” ha detto la portavoce Bertaud."
9 morti e 15 fermi per omicidio plurimo aggravato
Ad accusare gli immigrati fermati, tra cui un minorenne, sono stati i testimoni al loro arrivo al porto del capoluogo siciliano, due notti fa. I fermati sono stati rinchiusi nel carcere Pagliarelli. Sono di nazionalità ivoriana, malese e senegalese, e sono accusati di omicidio plurimo, aggravato dall’odio religioso. Uno di loro ha 17 anni ed è citatdino della Costa d’Avorio.
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Le indagini della Squadra Mobile palermitana sono cominciate dopo le testimonianze di una decina di naufraghi nigeriani e ghanesi. I migranti, in lacrime, hanno raccontato di essersi imbarcati il 14 aprile su un gommone, partito dalle coste libiche con 105 persone, in prevalenza senegalesi ed ivoriani. Durante la traversata, nigeriani e ghanesi, in minoranza, sarebbero stati minacciati di essere abbandonati in acqua perché cristiani, da una quindicina di passeggeri, di nazionalità ivoriana, senegalese, maliana e della Guinea Bissau. Dalle minacce i musulmani sarebbero passati all’azione gettando in acqua dodici tra nigeriani e ghanesi. La polizia dice che i “superstiti si sarebbero salvati soltanto perché oppostisi strenuamente al tentativo di annegamento, in alcune casi formando anche una vera e propria catena umana”. Per domani è prevista la richiesta di conferma al gip dell’arresto dei 15. Non si esclude la collaborazione del pool antiterrorismo della procura di Palermo, guidato dall’aggiunto Leonardo Agueci.
Il ministro Orlando firma autorizzazione a procedere
Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha firmato l’autorizzazione a procedere per i 15 migranti accusati di aver gettato a mare altri immigrati dopo una rissa su un gommone per motivi religiosi. Il Guardasigilli ha firmato perché il fatto è avvenuto in acque internazionali. È stato il procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi a inoltrare la richiesta di arresto al ministro della Giustizia Orlando che, in poche ore, ha firmato la richiesta di procedimento, come previsto dall’articolo 10 del Codice penale. “È un fatto terribile. Se davvero dovesse essere una lite scoppiata per motivi religiosi la causa della tragedia avvenuta nel canale di Sicilia sarebbe ancora più brutto nella tragicità dei fatti, perché getterebbe una luce particolare sulla pericolosità di certi arrivi” dice Lo Voi all’AdnKronos. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia e dai pm Marina Ingoglia e Renza Cescon.
Calderoli: “Morti incentivate dai soccorsi”, nuovo naufragio con 41 vittime
Intanto mentre già infuria la polemica politica con il vice presidente del Senato, Roberto Calderoli, che sostiene che le morti di fatto vengono incentivate dai soccorsi e l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa punta il dito contro la politica sconsiderata del governo Renzi quattro superstiti sbarcati stamane nel porto di Trapani dalla nave “Foscari” della Marina Militare hanno raccontato di un altro naufragio “con 41 vittime” che sarebbe avvenuto nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. I quattro hanno detto di essere partiti in 45 da Tripoli su un gommone naufragato. Altri 586 profughi, tra cui 79 donne, dieci delle quali incinte, e 58 bambini di cui 5 neonati, provenienti da Senegal, Gambia, Nigeria e Costa D’Avorio sono sbarcati nel porto di Trapani) sempre dalla nave della Marina Militare “Comandante Foscari”) dopo essere stati recuperati in diverse operazioni mentre si trovavano a bordo di tre barconi. Intanto, le forze dell’ordine hanno arrestato alcuni degli scafisti alla guida delle carrette del mare soccorse negli ultimi giorni. Nel 2015 sono stati, finora, 16 gli scafisti fermati per sbarchi nel Ragusano.
La Commissione Europea: “Non abbiamo i fondi”
La Commissione Europea, di fronte alla gravità del problema, fa appello ai governi. “Non abbiamo i fondi né il sostegno politico per lanciare operazioni europee di salvataggio, dobbiamo essere franchi, la Commissione non può fare da sola; non abbiamo la bacchetta magica” ha detto la portavoce Bertaud."
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