"Jihadimania": giovani musulmani che non resistono alla propaganda dello Stato Islamico: "Un alto pubblico ministero della Gran Bretagna ha avvertito che migliaia di adolescenti rischiano di finire nella rete dello Stato Islamico a causa delle tattiche di propaganda del gruppo jihadista. La campagna di commercializzazione del gruppo ha reso molti giovani vulnerabili a quella che è stata ribattezzata la “jihadimania”, ha detto Azir Afzal in un’intervista con il quotidiano britannico The Guardian pubblicata domenica 5 aprile.
“I ragazzi vogliono essere come loro e le ragazze vogliono stare con loro”, ha detto Afzal, che è musulmano. “Questo è quello che usavano dire dei Beatles e più recentemente dei One Directions e di Justin Bieber. La propaganda che i terroristi stanno mettendo in atto è simile al marketing e i giovani si stanno avvicinando per una questione di immagine”.
Si stima che circa 3.400 reclute hanno lasciato l’occidente per unirsi allo Stato Islamico e tra queste circa 600 sono inglesi, incluso il noto Jihadi John - il militante, successivamente identificato come Mohammed Emwaz, apparso in numerosi video propagandistici mentre giustiziava diversi prigionieri occidentali.
Il costante flusso di giovani musulmani verso le fila dello Stato Islamico ha profondamente innervosito le agenzie di sicurezza occidentali, che stanno lavorando per cercare di smantellare la sofisticata macchina propagandistica online del califfato. Con un budget stimato di circa due miliardi di dollari a sua disposizione, lo Stato Islamico ha investito parte del suo fondo in video commerciali dove viene mostrato lo stile di vita virtuoso condotto nei territori finiti sotto il suo controllo. Il gruppo ha anche assunto social media manager esperti per aiutarli a diffondere i loro messaggi e reclutare nuovi militanti, cosa che fino ad ora si è rilevata un successo sia tra ragazzi che tra ragazze.
Un’ex ragazza estremista ha riferito che le persone addette al reclutamento cercano di adescare le donne usando immagini di jihadisti affascinanti. “Come teeneger è una cosa che guardo molto, e andando a vedere i video su youtube, per qualche ragione i militanti sono tutti molto attraenti”, ha detto la donna che nel mese di marzo si è si fatta intervistare dalla BBC sotto lo pseudonimo di Ayesha. “Era una cosa del tipo, stai con lui prima che muoia. Dopo, quando morirà come martire, lo incontrerai di nuovo in paradiso”.
Tre ragazze britanniche a febbraio hanno attirato l’attenzione internazionale dopo aver lasciato Londra per andare in Siria e unirsi allo Stato Islamico. Si pensa che le ragazze siano state reclutate da Aqsa Mahmood, una ventenne di Glascow che ha guadagnato una certa notorietà per incoraggiare le altre ragazze ad unirsi al gruppo e sposare i combattenti jihadisti. Mahmood, per l’impegno dimostrato nel reclutamento e l’attivismo sui social media, è diventata una vera e propria icona all’interno dello Stato Islamico.
Il successo riscontrato dai reclutatori dello Stato Islamico ha sollevato preoccupazioni tra i tanti musulmani della Gran Bretagna, tra cui anche Afzal, il quale sostiene che la migliore strada per contrastare il fenomeno è mobilitare un’armata di giovani musulmani britannici per convincere gli aspiranti jihadisti a non gettarsi nel baratro.
“La realtà è che [i jihadisti dello Stato Islamico] non sono altro che dei narcisisti, dei cowboy assassini. Dobbiamo farci avanti e dire questo molto, molto chiaramente, invece di permettere ai ragazzi di rappresentarli come fossero l’equivalente di pop-star”, ha detto. “Migliaia di giovani e di professionisti possono essere incoraggiati per mostrare a questi potenziali jihadisti come potrebbe essere la loro vita. Loro non vogliono ascoltare persone con barba lunga o leader religiosi. Loro vogliono ascoltare donne e giovani professionisti che possono mostrargli che c’è speranza se rimangono a scuola e contribuiscono localmente”."
“I ragazzi vogliono essere come loro e le ragazze vogliono stare con loro”, ha detto Afzal, che è musulmano. “Questo è quello che usavano dire dei Beatles e più recentemente dei One Directions e di Justin Bieber. La propaganda che i terroristi stanno mettendo in atto è simile al marketing e i giovani si stanno avvicinando per una questione di immagine”.
Si stima che circa 3.400 reclute hanno lasciato l’occidente per unirsi allo Stato Islamico e tra queste circa 600 sono inglesi, incluso il noto Jihadi John - il militante, successivamente identificato come Mohammed Emwaz, apparso in numerosi video propagandistici mentre giustiziava diversi prigionieri occidentali.
Il costante flusso di giovani musulmani verso le fila dello Stato Islamico ha profondamente innervosito le agenzie di sicurezza occidentali, che stanno lavorando per cercare di smantellare la sofisticata macchina propagandistica online del califfato. Con un budget stimato di circa due miliardi di dollari a sua disposizione, lo Stato Islamico ha investito parte del suo fondo in video commerciali dove viene mostrato lo stile di vita virtuoso condotto nei territori finiti sotto il suo controllo. Il gruppo ha anche assunto social media manager esperti per aiutarli a diffondere i loro messaggi e reclutare nuovi militanti, cosa che fino ad ora si è rilevata un successo sia tra ragazzi che tra ragazze.
Un’ex ragazza estremista ha riferito che le persone addette al reclutamento cercano di adescare le donne usando immagini di jihadisti affascinanti. “Come teeneger è una cosa che guardo molto, e andando a vedere i video su youtube, per qualche ragione i militanti sono tutti molto attraenti”, ha detto la donna che nel mese di marzo si è si fatta intervistare dalla BBC sotto lo pseudonimo di Ayesha. “Era una cosa del tipo, stai con lui prima che muoia. Dopo, quando morirà come martire, lo incontrerai di nuovo in paradiso”.
Tre ragazze britanniche a febbraio hanno attirato l’attenzione internazionale dopo aver lasciato Londra per andare in Siria e unirsi allo Stato Islamico. Si pensa che le ragazze siano state reclutate da Aqsa Mahmood, una ventenne di Glascow che ha guadagnato una certa notorietà per incoraggiare le altre ragazze ad unirsi al gruppo e sposare i combattenti jihadisti. Mahmood, per l’impegno dimostrato nel reclutamento e l’attivismo sui social media, è diventata una vera e propria icona all’interno dello Stato Islamico.
Il successo riscontrato dai reclutatori dello Stato Islamico ha sollevato preoccupazioni tra i tanti musulmani della Gran Bretagna, tra cui anche Afzal, il quale sostiene che la migliore strada per contrastare il fenomeno è mobilitare un’armata di giovani musulmani britannici per convincere gli aspiranti jihadisti a non gettarsi nel baratro.
“La realtà è che [i jihadisti dello Stato Islamico] non sono altro che dei narcisisti, dei cowboy assassini. Dobbiamo farci avanti e dire questo molto, molto chiaramente, invece di permettere ai ragazzi di rappresentarli come fossero l’equivalente di pop-star”, ha detto. “Migliaia di giovani e di professionisti possono essere incoraggiati per mostrare a questi potenziali jihadisti come potrebbe essere la loro vita. Loro non vogliono ascoltare persone con barba lunga o leader religiosi. Loro vogliono ascoltare donne e giovani professionisti che possono mostrargli che c’è speranza se rimangono a scuola e contribuiscono localmente”."
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