Egitto: Human Rights Watch si schiera a difesa dei Fratelli Musulmani e condanna le sentenze: "La decisione della corte egiziana di condannare a morte 14 persone e mandarne in prigione altre 37, accusate di avere collegamenti con i Fratelli Musulmani, è stata una scelta politica e palesemente ingiusta, ha riferito l’organizzazione non governativa Human Rights Watch (HRW) domenica 12 aprile.
Domenica la corte ha condannato a morte il leader dei Fratelli Musulmani, Mohamed Badie, e altri 13 membri senior. L’americano-egiziano Mohamed Soltan, figlio di uno dei predicatori dei Fratelli Musulmani che è stato condannato alla pena capitale, figura tra le persone che sconteranno il carcere a vita.
Gli uomini si trovavano tra centinaia di persone detenute in carcere dopo aver liberamente eletto il presidente islamista Mohamed Morsi, che è stato spodestato nel 2013 dalle forze militari guidata da Abdel Fattah el-Sisi, l’attuale presidente egiziano. Sisi ha descritto i Fratelli Musulmani come una delle maggiori minacce alla sicurezza.
La Casa Bianca ha condannato il verdetto espresso nei confronti di Soltan, che è stato accusato di supportare il movimento islamista e di aver trasmesso notizie false.
Il caso di sabato era conosciuto dai media locali come “Rabba operations room”, in riferimento ad un sit-in tenutosi nella piazza di Rabba nel 2013 durante il quale centinaia di persone che protestavano contro l’allora presidente Mohamed Morsi persero la vita mentre le forze dell’ordine cercavano di sgomberare l’area.
Cairo aveva difeso le loro azioni, affermando che avevano dato ai manifestanti la possibilità di lasciare l’area pacificamente e che le violenze erano state innescate da elementi armati appartenenti ai Fratelli Musulmani.
“Sembra che il caso contro i membri dei Fratelli Musulmani che hanno portato alla condanna a morte di 14 persone sia una scelta motivata politicamente”, ha detto Sarah Leah Whitson, direttore esecutivo dello HWR per le aree del nord Africa e del Medio Oriente, il quale ha definito la sentenza come “procedimento ipocritica”.
“Il fatto che le persone che hanno pubblicizzato l’uccisione di massa del 2013 siano condannate a morte, mentre coloro che l’hanno eseguita ricevono dei riconoscimenti simboleggia il miserabile fallimento della transazione della giustizia in Egitto”, ha detto la Whitson.
Contro i verdetti si potrà richiedere ricorso presso presso l’alto tribunale civile dell’Egitto.
I funzionari del ministero degli Esteri non hanno rilasciato commenti subito dopo le sentenze.
Una campagna online a favore del rilascio dell’americano-egiziano Soltan afferma che quest’ultimo non era un membro dei Fratelli Musulmani e che ha parlato nel 2013 ai media internazionali per la sua abilità di parlare fluentemente sia in inglese che in arabo.
La HRW ha anche criticato la recente decisione degli Stati Uniti di porre fine al blocco di aiuti militari verso il Cairo proprio nel momento in cui la giustizia egiziana stava passando le sentenze contro i giornalisti e l’opposizione politica."
Domenica la corte ha condannato a morte il leader dei Fratelli Musulmani, Mohamed Badie, e altri 13 membri senior. L’americano-egiziano Mohamed Soltan, figlio di uno dei predicatori dei Fratelli Musulmani che è stato condannato alla pena capitale, figura tra le persone che sconteranno il carcere a vita.
Gli uomini si trovavano tra centinaia di persone detenute in carcere dopo aver liberamente eletto il presidente islamista Mohamed Morsi, che è stato spodestato nel 2013 dalle forze militari guidata da Abdel Fattah el-Sisi, l’attuale presidente egiziano. Sisi ha descritto i Fratelli Musulmani come una delle maggiori minacce alla sicurezza.
La Casa Bianca ha condannato il verdetto espresso nei confronti di Soltan, che è stato accusato di supportare il movimento islamista e di aver trasmesso notizie false.
Il caso di sabato era conosciuto dai media locali come “Rabba operations room”, in riferimento ad un sit-in tenutosi nella piazza di Rabba nel 2013 durante il quale centinaia di persone che protestavano contro l’allora presidente Mohamed Morsi persero la vita mentre le forze dell’ordine cercavano di sgomberare l’area.
Cairo aveva difeso le loro azioni, affermando che avevano dato ai manifestanti la possibilità di lasciare l’area pacificamente e che le violenze erano state innescate da elementi armati appartenenti ai Fratelli Musulmani.
“Sembra che il caso contro i membri dei Fratelli Musulmani che hanno portato alla condanna a morte di 14 persone sia una scelta motivata politicamente”, ha detto Sarah Leah Whitson, direttore esecutivo dello HWR per le aree del nord Africa e del Medio Oriente, il quale ha definito la sentenza come “procedimento ipocritica”.
“Il fatto che le persone che hanno pubblicizzato l’uccisione di massa del 2013 siano condannate a morte, mentre coloro che l’hanno eseguita ricevono dei riconoscimenti simboleggia il miserabile fallimento della transazione della giustizia in Egitto”, ha detto la Whitson.
Contro i verdetti si potrà richiedere ricorso presso presso l’alto tribunale civile dell’Egitto.
I funzionari del ministero degli Esteri non hanno rilasciato commenti subito dopo le sentenze.
Una campagna online a favore del rilascio dell’americano-egiziano Soltan afferma che quest’ultimo non era un membro dei Fratelli Musulmani e che ha parlato nel 2013 ai media internazionali per la sua abilità di parlare fluentemente sia in inglese che in arabo.
La HRW ha anche criticato la recente decisione degli Stati Uniti di porre fine al blocco di aiuti militari verso il Cairo proprio nel momento in cui la giustizia egiziana stava passando le sentenze contro i giornalisti e l’opposizione politica."
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