lunedì 21 luglio 2014

Mosul, le mani del califfato sul monastero | Mondo | www.avvenire.it

Mosul, le mani del califfato sul monastero | Mondo | www.avvenire.it: ""La comunità internazionale", sottolinea a Fides il sacerdote siro-cattolico Nizar Semaan, collaboratore dell'arcivescovo Moshe, "fa registrare un'inquietante passività davanti a quello che sta succedendo in quell'area. Occorre uscire dalle dichiarazioni vaghe, e porre in atto misure concrete sul piano umanitario e politico. Ad esempio, è venuto il tempo di inserire questi gruppi nella lista delle organizzazioni terroristiche condannate dagli organismi internazionali, e soprattutto occorre rendere pubblici i nomi dei Paesi e delle forze che li finanziano. I servizi segreti e i governi dei vari Paesi certo sanno certo da dove arrivano le armi e il denaro che tengono in piedi questi gruppi. Basterebbe interrompere il flusso per un mese, e questi gruppi non avrebbero più nessuna forza".

Inoltre, a giudizio di padre Semaan occorre coinvolgere leader e seguaci dell'islam sunnita nello sforzo di isolare i gruppi jihadisti: "Un pronunciamento di condanna nei confronti di questi gruppi da parte delle autorità islamiche, diffuso attraverso la rete delle moschee, avrebbe di certo un effetto rilevante", fa notare il sacerdote.

IL CARDINALE SANDRI: DOLORE PER MOSUL E ALEPPO
Le comunità cattoliche di rito orientale esprimono forte adesione all'appello a favore dei cristiani perseguitati, in particolare in Iraq, pronunciato da papa Francesco all'Angelus. Ne è stato partecipe anche il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, che ieri ha presieduto la messa nella cattedrale maronita di Los Angeles, nella festa di san Charbel e di sant'Elia, celebrata dai libanesi maroniti in tutto il mondo nella terza domenica di luglio. Nell'omelia - riferisce un comunicato della Congregazione -, rivolgendosi a circa 400 fedeli orientali, il cardinale Sandri "si è fatto interprete dell'immenso dolore per la sorte disperata di tante persone innocenti".
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