venerdì 18 luglio 2014

Civiltà Cattolica: papa Francesco e l'esame di coscienza della politica | Europa Quotidiano

Civiltà Cattolica: papa Francesco e l'esame di coscienza della politica | Europa Quotidiano: "Un leader, per la Chiesa, «nasce dopo lunghi anni di formazione e sacrifici» e nella nuova stagione politica che si sta aprendo i programmi devono «includere percorsi di riconciliazione sociale, umanizzare gli spazi pubblici, offrire servizi alle famiglie, e in campo internazionale promuovere l’impegno per la pace e il sottosviluppo».

Lo scrive padre Francesco Occhetta sul nuovo numero di Civiltà Cattolica (n. 3938), in uscita sabato 19 luglio. In un articolo intitolato “Il papa, le istituzioni e la corruzione”, il padre gesuita torna sulle parole rivolte da papa Francesco lo scorso 27 maggio ai circa cinquecento parlamentari che hanno partecipato alla messa nella basilica di San Pietro. Il mondo della politica si interroga ancora su quella omelia. Su quel richiamo fortissimo di papa Francesco a quanto accadeva ai tempi di Gesù, quando le lotte intestine portavano la politica ad allontanarsi dalla gente, ma soprattutto su quel puntare l’indice contro la corruzione, perché un peccatore riesce a tornare indietro, per un corrotto è più difficile, ha «il cuore indurito», «è fissato sulle sue cose», «non ha amici, ha solo complici».

L’occasione per riprendere quel monito del papa ai politici italiani, chiaramente rivolto alla «classe dirigente di ogni luogo», è un volume fresco di stampa (Eletti per servire, Cantagalli) nel quale monsignor Lorenzo Leuzzi, cappellano di Montecitorio, raccoglie i commenti in proposito di 42 parlamentari. 
Durante quell’appuntamento, «segnato dall’austerità sia nella forma sia nella sostanza», il papa, come sempre nelle sue omelie e nei suoi discorsi, non ha usato giri di parole. Ha detto cose che ad alcuni sono suonate eccessive, quasi choccanti, non solo sul significato del mettersi al servizio del bene comune, ma sopratutto su quel chiamare in causa la corruzione nella quale a volte scivola il politico. Padre Occhetta sintetizza così la riflessione del papa sui rischi di quello scivolamento: la corruzione «porta a vivere tre dinamiche esistenziali: sporca il cuore di chi la sceglie; offusca le coscienze; toglie la libertà e il desiderio di ascoltare la voce di Dio».  
Più ci si riflette e più quell’omelia si è «trasformata in un esame di coscienza pubblico», amplificato dagli scandali dell’Expo, del Mose di Venezia e altre tristi inchieste aperte nel paese."



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