giovedì 10 luglio 2014

Brague-Testart Contro il superuomo | Cultura | www.avvenire.it

Brague-Testart Contro il superuomo | Cultura | www.avvenire.it: "Cosa temete di più, nella fase attuale?
Jacques Testart:
«Procreare, ovvero l’obiettivo di avere figli, è ormai una pratica consumistica. Il figlio è un prodotto a cui si ha diritto. Presto si vorrà averne di qualità, in uno spirito manifatturiero. Temo un nuovo modo generale di concepire i neonati, grazie alla biomedicina. Oggi con la fecondazione in vitro si possono selezionare gli embrioni in base a fattori di rischio di malattie molto gravi di cui i genitori sono portatori. Ma si riscontrano già derive. Presto, con dei prelievi di pelle, si potranno fabbricare ovuli che diventeranno embrioni, assicurandosi così bambini di qualità. Tutto ciò è incoraggiato dall’apparato statale, ma realizzato su richiesta e senza dolore. Ciò potrebbe sfociare, grosso modo, nella scelta di un medesimo neonato standard. Nessuno vorrebbe un figlio diabetico o con una predisposizione al cancro del seno. Certo, criteri estetici e sesso potranno variare, o almeno bisogna sperarlo. Ma con una restrizione della diversità si va verso l’annientamento della specie».
Rémi Brague:
«Dato che questi problemi sono nuovi, disponiamo di poche armi per affrontarli. Testart scorge giustamente il pericolo che questo genere di pratiche pone per la democrazia. Mi chiedo: le nostre società hanno qualcosa più di una semplice 'vernice democratica'? Temo una sorta di rinnovato elitismo. Procederemmo così verso un’umanità a due velocità: da una parte gli uomini migliorati da varie tecniche, dall’altra quelli rimasti sul ciglio della strada. Che relazioni sarebbero possibili fra queste due categorie? Non necessariamente pacifiche, temo…». "



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